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App Covid: quando arriverà applicazioni per tracciare i contagiati da Coronavirus?
Il governo ci sta lavorando ma ci sono ancora tanti punti da chiarire. Ma così come è stata pensata forse non funzionerà al meglio per contenere il contagio.


App per tracciare i positivi al Covid-19. A che punto siamo con la scelta dell’applicazione per smartphone che dovrebbe aiutare nel tracciamento e nella verifica della diffusione del coronavirus, soprattutto nel momento in cui dovremo uscire di casa? Proviamo a fare il punto di come funzionerà e quando verrà utilizzata. 

App traccimento contagi Coronavirus

Tre giorni. È questo il tempo totale di attivazione del bando per trovare l‘applicazione adatta per tenere traccia dei contagi di Covid-19. A istituire il bando di soli tre giorno sono stati il ministero dell’Innovazione e quello della Salute che si sono prefissati il compito di trovare – tra le proposte giunte da aziende e università – un’app adatta per tracciare i positivi al coronavirus utilizzando tecnologie come il tracciamento GPS e l’utilizzo di carte di credito seguento così le orme del modello cinese e sudcoreano.  

Centinaia sono state le adesioni al bando anche se il ministro per l’Innovazione Paola Pisano ha frenato gli entusiasmi “Non bisogna pensare che un’app sarà la soluzione di tutto. Dobbiamo essere prudenti, testarla e valutare sopra quale soglia è statisticamente rilevante“.

Il bando del ministero per trovare l’applicazione giusta

Da quanto si legge sulla pagina dedicata sul sito del ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, il compito della task force guidata da Vincenzo Colao sarà quello di utilizzare in modo sistematico le tecnologie emergenti e la telemedicina. 

Il bando chiamano “fast call” – di 3 giorni dal 24 al 26 marzo 2020 – era alla ricerca di quanto segue: 

  • app e soluzioni tecniche di teleassistenza per pazienti domestici, sia per patologie legate a COVID-19, sia per altre patologie, anche di carattere cronico. Rientrano in questo ambito app, siti web e chatbot per l’automonitoraggio delle condizioni di salute, rivolte a tutti i cittadini o solo ad alcune fasce (come i soggetti sottoposti a isolamento fiduciario);
  • tecnologie e soluzioni per il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio delle persone e conseguentemente dell’evoluzione dell’epidemia sul territorio. Rientrano in questo ambito sistemi di analisi dati, tecnologie hardware e software utili per la gestione dell’emergenza sanitaria.

Ballottaggio tra due applicazioni 

Due sono le applicazioni in pole position tra tutte le proposte arrivate. La task force istituita dal ministero dell’Innovazione, settimana scorsa ha selezionato due potenziali “vincitori”:

  • App creata dalla sottware house milanese Bending Spoon in collaborazione con Centro medico Santagostino 
  • CovidApp della società di pisa Sixth Sense che servirà da backup durante le settimane di test
Adesso tocca al Presidente del consiglio Conte. Resta capire come e quando il tutto potrà essere “messo in funzione”. 
 

Come funzionerà l’app per tracciare il covid

Forse le paure più grandi sono legate alla privacy. Le applicazioni per tenere traccia dei contagi da Covid-19 monitoreranno anche degli spostamenti delle persone attraverso il GPS e le carte di credito come il modello cinese e sudcoreano? Pare proprio di no. 

Come dichiarato dal Ministro Paola Pisano “L’app non ha l’obiettivo di geolocalizzazione ma quello di tracciamento e memorizzazione per un determinato periodo di tempo degli identificativi dei cellulari con il quale il nostro è venuto in contatto ravvicinato. Questo accade se in entrambi i cellulari è presente l’applicazione di tracciamento“.

Inoltre, il download dell’applicazione per il Covid-19 sarà – purtroppo oseremmo dire – facolatativo e non obbligatorio. Il ministro non ha specificato quale sia la tecnologia che governa questi processi ma così ad occhio potrebbe trattarsi del Bluetooth, che è una tecnologia di “prossimità”.  Questo gantirebbe quindi di tracciare gli incontri tra smartphone in via anonima e non gli spostamenti come accadrebbe con il GPS o addirittura con il riconoscimento facciale come accaduto in Cina.

La sensazione è pero quella che il solo bluetooth potrebbe non bastare per poter tracciare su ampia scala un contagio così esteso.  Come ha dichiarato il capo della task force Vittorio Colao al Corriere, ex-amministratore delegato di Vodafone – “ci sarà bisogno del massimo di informazioni precise sulla localizzazione dei contagiati, essere in grado informare la popolazione sul livello di rischio, tracciare e testare i contatti sociali per fare quarantene selettive e non di massa, scoraggiare i movimenti in aree ad alto rischio: tutte attività possibili solo se si utilizzeranno i dati delle reti mobili insieme a una app dedicata”.

Quando verrà messa in funziona l’applicazione per il coronavirus

Adesso resta da capire quando tutto questo verrà messo in funzione (posto che venga stabilito chiaramente il funzionamento dell’applicazione e trovato un accordo su quali tecnologie utilizzerà). C’è da dire che bisogna agire subito e in modo deciso. Il fatto che l’applicazione non sia obbligatoria – ribadiamo, solo su base volontaria – potrebbe falsare i dati rischiando di compromettere dell’efficacia dello sturmento. 

Ovviamente noi vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa vicenda, la cui via sembra ancora tanta lunga. 


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Fjona Cakalli

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Amo la tecnologia, adoro guidare auto/camion/trattori, non lasciatemi senza videogiochi e libri. Volete rendermi felice? Mandatemi del cibo :)
                   










 
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