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Il boom delle app di scambio e baratto

Si moltiplicano le applicazioni che consentono di scambiarsi oggetti (e non solo) gratuitamente. Una risposta smart alla crisi e all’isolamento forzato

Sono sempre più numerose le app per lo scambio di oggetti (e non solo) senza dover mettere mano al portafogli.

La formula è vincente per più di un motivo. Consente, intanto, di sbarazzarsi del superfluo e di trovare ciò che serve senza spendere: soluzione quanto mai desiderata in questo periodo in cui molti hanno dovuto rallentare, se non sospendere, la propria attività lavorativa.

Le app per lo scambio di oggetti incentivano inoltre l’economia circolare, con due conseguenze benefiche: il taglio degli sprechi e la riduzione di anidride carbonica (perché più si riutilizza e meno si produce ex novo).

È anche un modo intelligente e pratico di sfruttare le nuove tecnologie, superando gli ostacoli fisici imposti dalle restrizioni e la sensazione di solitudine e isolamento che ne derivano.

E così, con lo strumento più moderno a nostra disposizione – lo smartphone, o qualunque device – siamo tornati a una delle pratiche più antiche: il baratto.

Scopriamo le cinque tipologie più gettonate delle app di scambio, soffermandoci su un esempio concreto per ciascuna.

Le app di scambio di oggetti

Le app con cui si possono scambiare oggetti sono quelle che più si avvicinano al concetto del cosiddetto baratto diretto, quello cioè in cui avviene uno scambio immediato di beni.

Tra le molte applicazioni ne citiamo una italiana (e gratuita), di cui abbiamo già parlato in un altro articolo. Si tratta di SwappyVerse, creata da una startup formata da tre soci, e funziona in modo intuitivo. È suddivisa per categorie (auto, smartphone e tablet, luxury, giochi e console…) e dà la possibilità di entrare in contatto diretto con altre persone che vogliono scambiare oggetti. Oltre a chattare per accordarsi sullo scambio e fissare un appuntamento, è possibile attivare le notifiche per ricevere un messaggio quando un determinato oggetto viene messo a disposizione nella propria zona: comune, provincia o regione.

app scambio

Nel comunicato della startup si legge: “Abbiamo analizzato il mercato del second-hand, cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 10 anni. Abbiamo ricevuto, grazie ai sondaggi condotti, delle risposte entusiasmanti sulla necessità delle persone di poter ottenere degli oggetti in sostituzione di altri senza dover ricorrere al denaro. Le priorità segnalateci per il progetto sono state: utilità, attenzione verso l’ambiente e una scelta sostenibile, risparmio, desiderio di poter avere ciò che altrimenti non si sarebbe potuto acquistare.

Non dimentichiamoci, solo per citare alcuni dati, che per quanto riguarda l’impatto ambientale la sola moda a livello planetario incide per il 70% sulle emissioni di CO2 e che oggi si tende a cambiare un cellulare con una frequenza media che è di soli due anni.

Ecco perché la nostra app ha un valore importante e necessario per il futuro del pianeta. Inoltre traccia una nuova e possibile strada per le aziende affinché esse siano spinte a produrre prodotti in maniera più sostenibile e con una maggiore durata senza perdere di vista la qualità”.

Le app di scambio alimentare

Più che app di scambio alimentare (azione che sarebbe poco pratica), ne esistono diverse che si prefiggono di combattere lo spreco alimentare. Anche se, a dire il vero, nel sito ZeroRelativo potete trovare la sezione Mangia e bevi, che permette di barattare alimenti.

Chiunque di noi ha visto almeno un servizio televisivo, con immagini eloquenti su quanti cibi che scadono in pochi giorni od ore (uno su tutti: il pane) vengano eliminati senza che nessuno possa usufruirne.

Una delle app più lungimiranti per fermare questo assurdo spreco è Bring The Food, sviluppata dai ricercatori della Fondazione Bruno Kessler di Trento assieme alla Fondazione Banco Alimentare. L’obiettivo è quello di recuperare le eccedenze alimentari della piccola e grande distribuzione, delle mense e del settore della ristorazione per metterle a disposizione di Onlus ed enti caritatevoli. Ci si può dunque iscrivere all’app come donatore di alimenti o come ente beneficiario.

baratto

Le app di scambio di appartamenti

È una tendenza che sta prendendo sempre più piede. E che permette di coniugare il piacere di una vacanza con quello dell’abbattimento della spesa per l’alloggio. Con un vantaggio in più: la sicurezza, non piccola, di sapere che la propria casa sarà presidiata anche durante le vacanze.

Siti e app di questa tipologia sono numerosissimi. Tra i più attivi e diffusi a livello planetario c’è HomeExchange. A disposizione si hanno oltre 450.000 case in 187 differenti Paesi. Ma (come per quasi tutte le piattaforme simili) l’iscrizione prevede il pagamento di una piccola tassa annuale.

Le app di scambio di vestiti

In realtà, in Rete è un pullulare di app e siti per vendere o comprare abiti usati. Tra le poche piattaforme di scambio di capi di abbigliamento c’è greenchic, che funziona secondo la logica di quello che viene chiamato baratto indiretto, ossia non in tempo reale.

Sulla piattaforma si possono vendere i propri abiti usati, e guadagnare alcuni crediti a seconda della qualità e delle condizioni dei capi. È quindi possibile acquistare abiti del valore corrispondente a un certo numero di crediti, aggiungendo una piccola somma in denaro.

I vestiti non accettati da greenchic vengono devoluti a HUMANA People to People Italia Onlus.

Le app di scambio di libri

Internet può far avverare i sogni più nascosti di tanti bibliofili, che hanno a disposizione diverse app di scambio per accaparrarsi magari prime edizioni o volumi fuori catalogo. E per liberarsi allo stesso tempo di volumi doppi (ricevere in regalo libri che si hanno già è la condanna più tipica di ogni lettore forte).

Tra le app della categoria, sono tantissime – e alcune arcinote – quelle che permettono l’acquisto o la vendita di volumi usati. Poche sono invece le app di scambio e baratto di libri: tra queste citiamo AccioBooks, che a differenza della maggior parte di simili piattaforme non chiede alcuna quota di iscrizione.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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