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Barracuda analizza l’origine geografica delle e-mail di phishing

Ecco i risultati dell'indagine relativa alla diffusione del phishing

Il team di esperti di Barracuda ha collaborato con i ricercatori della Columbia University per individuare l’origine geografica delle e-mail di phishing. Tale analisi permette di individuare importanti segnali di allerta in merito agli attacchi di phishing che rappresentano una delle principali minacce informatiche per gli utenti.

I risultati dell’indagine di Barracuda sul phishing

L’analisi effettuata da Barracuda ha preso in considerazione oltre 2 miliardi di messaggi e-mail inviati nel gennaio 2020. Di questi, circa 218 mila erano messaggi di phishing. Secondo i dati dell’analisi, la maggior parte di tali messaggi hanno avuto origine in alcuni paesi dell’Est Europa, dell’America Centrale, Medio Oriente e Africa.

Il team di ricerca ha identificato un elevato numero di attacchi originati da grossi fornitori cloud. L’ipotesi fatta da Barracuda è chiara. Molti criminali sarebbero in grado di compromettere server legittimi e/o account e-mail ospitati da provider cloud di fama internazionale.

I dati geografici

Alcuni paesi che danno origine a una grande quantità di phishing presentano una probabilità di phishing molto bassa. Negli Stati Uniti, ad esempio, la probabilità di phishing è pari allo 0.02%. In generale, la maggior parte dei Peasi mostra una probabilità inferiore al 10%.

L’elenco seguente comprende, in ordine decrescente, i Paesi in cui si trovano i mettenti che producono i più alti volumi di phishing, secondo l’analisi di Barracuda, e con la più alta probabilità.

  • Lituania
  • Lettonia
  • Serbia
  • Ucraina
  • Russia
  • Bahamas
  • Porto Rico
  • Colombia
  • Iran
  • Palestina
  • Kazakistan

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