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Il basket universitario diventa più intelligente grazie all’AI

Keemotion e Intel lavorano insieme per portare i vantaggi dell'Intelligenza Artificiale all'interno dei campi da basket dei college

Negli Stati Uniti le squadre di basket dei college hanno adottato i benefici dell’Intelligenza Artificiale di Keemotion basata su tecnologia Intel, per acquisire e analizzare i filmati di gioco in diretta. In questo modo, gli allenatori possono migliorare il gioco in un modo impensabile fino ad oggi.

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Questa tecnologia all’avanguardia ha aiutato Yale a conseguire il titolo della Ivy League.

Intelligenza Artificiale e basket: come funziona questa combo?

Keemotion utilizza tre videocamere per acquisire i video del campo, del tabellone segnapunti e dell’ambiente circostante. Le telecamere riprendono il movimento del giocatore, seguendo l’azione come se fossero controllate da un operatore umano. Un server basato su processore Intel Xeon Scalable unisce le riprese in un’unica vista panoramica del campo, quindi l’algoritmo di intelligenza artificiale di Intel identifica e contrassegna ogni azione da canestro e possesso, rendendo più semplice per gli allenatori individuare e rivedere azioni specifiche in tempo reale.

In merito Milton Lee, CEO di Keemotion, ha dichiarato:

“Lavorando con i processori Intel Xeon, siamo in grado di fornire video analizzati, ricercabili e panoramici in meno di 3 secondi, consentendo agli istruttori di avere accesso immediato a una determinata azione o gioco”.

Quali sono i vantaggi per gli allenatori?

La soluzione di Keemotion, basata su processori Intel Xeon Scalable ottimizzati con il software Intel Math Kernel Library, consente agli allenatori, muniti di tablet, di rivedere immediatamente una partita o concentrarsi su un punto specifico sul campo. In questo modo gli allenatori acquisiscono le informazioni necessarie per effettuare subito le correzioni adeguate al gioco e  comprendere come si muovono i giocatori e in cosa dovrebbero impratichirsi ulteriormente. 

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Valeria Schifano

Passo le mie giornate a leggere e scrivere. Vivo in costante simbiosi col mio smartphone, o meglio con quello di turno: è a tutti gli effetti un'appendice del mio corpo. Nulla sfugge all'occhio attento della mia fotocamera: amo scattare. Sì, specialmente il cibo.
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