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È polemica sul fatto che Jesse e Walter appaiono invecchiati in Better Call Saul

Il momento tanto atteso è finalmente arrivato. Nell’episodio 11 di Better Call Saul – uscita su Netflix martedì 2 agosto – abbiamo finalmente rivisto i personaggi di Walter White (Bryan Cranston) e Jesse Pinkman (Aaron Paul). L’episodio in questione, intitolato proprio Breaking Bad, ha però sollevato qualche critica da alcuni fan della rete, secondo i quali i due protagonisti di Breaking Bad appaiono invecchiati.

Better Call Saul è infatti uno spinoff prequel, ciò vuol dire che, per essere credibili, Walt e Jesse dovrebbero apparire della stessa età della seconda stagione di Breaking Bad. Un qualcosa di impossibile però dato che sono passati più di tredici anni dalle riprese degli episodi di Breaking Bad ai quali Better Call Saul si sta ora ricollegando.

Le critiche dei fan sembrano riguardare in particolare l’assenza di post-produzione. Utilizzando la tecnologia infatti, si sarebbe potuto far “ringiovanire” i volti dei due attori.

Better Call Saul: il regista della serie risponde alle polemiche sull’età di Walter e Jesse

A rispondere alle accuse è stato Thomas Schnauz, uno degli sceneggiatori e dei registi di Better Call Saul. Intervistato da Variety, Schnauz ha dichiarato:

“La tecnologia aiuta, ma non fa miracoli, anzi. In alcuni casi l’effetto può risultare ridicolo. In genere non usiamo molto le tecnologie di de-invecchiamento nello show. Ad ogni modo Jesse [Aaron Paul] non avrebbe mai potuto apparire come il diciottenne che abbiamo visto in Breaking Bad.”

Spegnendo definitivamente la polemica, Schnauz ha chiosato: “Stiamo raccontando una storia e tu puoi scegliere se seguirla o iniziare a dire cose del tipo: ‘sembra molto più vecchio di quanto non fosse nella scena originale’”

A parte la questione età, gli ultimi episodi di Better Call Saul sono stati molto apprezzati dai fan. La serie si avvia alla sua definitiva conclusione con i prossimi due episodi. Questi saranno caricati su Netflix martedì 9 agosto e martedì 16 agosto.

Marco Brunasso

Scrivere è la mia passione, la musica è la mia vita e Liam Gallagher il mio Dio. Per il resto ho 30 anni e sono un musicista, cantante e autore. Qui scrivo principalmente di musica e videogame, ma mi affascina tutto ciò che ha a che fare con la creazione di mondi paralleli. 🌋From Pompei with love.🧡

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