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Il Colosseo in vendita come NFT?

La curiosa proposta di un gruppo di esperti d'arte

La moda degli NFT sta dilagando inevitabilmente in tutto il mondo. A Maggio, infatti, gli Uffizi di Firenze sono stato il primo museo a vendere la copia digitale di un’opera, il Tondo Doni di Michelangelo. E adesso un gruppo di esperti del settore ha proposto di vendere anche il Colosseo come NFT, “senza toccare una sola pietra e lasciandone la proprietà in capo allo Stato italiano“. Una proposta avanzata da artisti, critici, curatori e politici con il chiaro intento di incentivare il connubio tra arte e digitale.

Colosseo come NFT: la proposta di un collettivo di esperti d’arte

Siamo all’inizio di una nuova era e come sempre l’arte ci sta suggerendo una strada. Facciamo del gemello digitale del Colosseo l’inizio di una nuova storia economica e culturale“, così scrive il collettivo di esperti d’arte nella lettera di proposta di vendita del Colosseo come NFT. La proposta è chiara: permettere agli appassionati d’arte di avere a casa una copia digitale di uno dei capolavori più incredibili dell’architettura antica. Il costo, chiaramente, non è neppure immaginabile. Basta considerare che il Tondo Doni – in versione digitale, ovviamente – è stato venduto ad “appena240mila €.

L’ipotesi di vendere il Colosseo, e molte altre delle opere del patrimonio artistico italiano, potrebbe essere molto interessante – e remunerativo – per il nostro Paese. A tal proposito, il Ministro Franceschini ha commentato: “Gli NFT sono emersi da poco. Prima nessuno ne conosceva bene le potenzialità. Emaneremo presto delle linee guida per i musei, che finora si sono mossi singolarmente. E contemporaneamente stiamo studiando come dare indicazioni, anche attraverso future gare d’appalto, per garantire la massima trasparenza e le massime entrate per lo Stato. Bisogna capire come tutelare l’interesse pubblico: non daremo l’esclusiva“.

D’altro alto, il collettivo che ha proposto la vendita del Colosseo come NFT non vede l’ora di avere dalle autorità una risposta al riguardo. “Con gli NFT potremmo valorizzare il patrimonio artistico senza spostarlo di un centimetro, senza clausole vessatorie, e aumentando l’esperienza del reale con l’emozione digitale. Ce lo immaginiamo tutto quello che un Paese come il nostro potrebbe fare se intercettasse e guidasse questa rivoluzione? Noi lo riassumiamo così: dall’Italia delle teche all’Italia della techne“. Così hanno commentato l’iniziativa. E voi che ne dite? Sareste disposti ad acquistare una copia digitale del Colosseo?

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Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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