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Come è cambiata: la skincare

Dagli impacchi naturali ai dispositivi di Foreo, ecco come la skincare è diventata skintech

Eccoci tornati alla nostra rubrica del lunedì con un argomento piuttosto insolito, ma non troppo, per un portale di tecnologia. Oggi vedremo come è cambiata la skincare e l’evoluzione che ha avuto la maschera per il viso nel corso della storia. Da un tradizionalissimo impacco a base di erbe, questa si è trasformata in un vero e proprio prodotto hi-tech, come dimostra chiaramente il successo di Foreo.

Tanto più, nel corso del lockdown e dell’emergenza COVID-19, tutti abbiamo avuto modo di riscoprire la bellezza di prenderci cura di noi stessi. E l’attenzione alla cosmesi è diventata una delle nostre preoccupazioni principali. E forse è proprio questo il segreto della longevità della skincare, ossia il suo grande potere di farci sentire meglio. Ma quando è nata davvero la skincare? E come siamo arrivati dai bagni nel latte di Cleopatra alle spugne in silicone di Foreo? Andiamo a scoprirlo insieme.

come è cambiata la skincare

Dall’Antico Egitto all’antica Roma: le origini della skincare

Poche cose possono vantare una storia tanto lunga.  E la skincare è una di queste. La cura della pelle e del corpo affonda le sue radici nell’Antico Egitto, dove erano i dottori a suggerire la preparazione di lozioni e unguenti per eliminare le imperfezioni o uniformare l’incarnato. Come potete immaginare, si faceva largo uso di preparati a base di ingredienti naturali. Per mantenere giovane la pelle, ad esempio, le donne erano solite preparare una crema a base di alabastro, miele, natron e sale marino. Ed è sempre nel regno dei faraoni che dobbiamo ricercare le origini del make-up. Come dimostrano molte delle rappresentazioni arrivare fino a noi, le donne avevano l’abitudine di colorarsi le labbra utilizzando un composto a base di ocra rossa diluita con grasso o resine.

Ieri come oggi, erano gli elementi naturali ad aiutare le donne a prendersi cura di sé. Se non fosse che oggi quegli stessi ingredienti sono raffinati e preparati secondo moderne tecniche industriali. E in alcuni casi persino utilizzati con l’ausilio di strumenti hi-tech. Tutto questo processo di evoluzione ha conosciuto una spinta forte soprattutto nell’Antica Grecia, quando l’ideale di bellezza è diventato una delle maggiori aspirazioni di uomini e donne. È in questo momento che la skincare fa un salto importante, diventando qualcosa di metafisico, che fa bene al corpo ma anche all’anima. La pratica dei massaggi diventa sempre più nota è diffusa, contemporaneamente al massiccio utilizzo di oli vegetali come quello di mandorle, di olivo, di menta, di papavero e di salvia.

E al pari della cura del corpo, le donne greche la sapevano lunga anche sulle maschere per il viso. Due erano i trattamenti più utilizzati: una crema a base di grasso di pecora e miele, ed una maschera a base di argilla ed altre terre, diluita con aceto od olio a seconda dell’effetto depurativo che si voleva ottenere. Una volta preparato l’unguento, le donne erano solite spalmarselo sul viso per potersi prendere cura della propria pelle. Nulla di diverso da quello che facciamo oggi, se ci pensate. Anche se la conoscenza approfondita della cosmetologia e la possibilità di studiare le necessità della nostra pelle  rende senza dubbio più evolute delle nostre antenate.

Ma cambia ancora tutto nell’antica Roma, quando per la prima volta si utilizzano ingredienti di origine animale nei trattamenti di bellezza. Un dettaglio da cui la nostra epoca rifugge, o quasi. Eppure l’imperatrice Poppea è diventata celebre proprio per la sua abitudine di utilizzare il latte d’asina nei bagni eudermici. E come lei, tante donne erano solite ricorrere a trattamenti a base di grasso di cigno, midollo di cervo, uova di formica (naturalmente pestate) e molto altro ancora. Non proprio quello che ci auguriamo di trovare oggi nelle nostre maschere per il viso, ma ci da comunque un’idea di come è cambiata la skincare nei secoli.

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Rinascimento e Rivoluzione Francese: l’apice della skincare

Tra gli impacchi a base di argilla e i prodotti di cosmetica hi-tech passano moltissimi secoli. E tra questi, due in particolare sembrano davvero segnare la storia della skincare per quello che ci interessa. Il Rinascimento, anzitutto. Poichè fu uno dei primi periodi in cui la cura della pelle divenne pressochè essenziale per la donna. E per quanto le tecniche utilizzate possano sembrarvi obsolete, si fecero importanti passi in avanti nella cosmetologia. Le donne francesi, ad esempio, erano solite prendersi cura di sè coricandosi con il viso coperto di carne cruda di vitello bagnata nel latte. Le tedesche, invece, prediligevano la cotenna di lardo. E questa abitudine di utilizzare elementi di orgini animale nella routine di bellezza prosegue anche nella Rivoluzione Francese.

Al tempo di Napoleone, ad esempio, erano davvero molto ricercati i bagni nel latte con l’aggiunta di brodo di pollo o di vitello. Soprattutto, il segreto della cura di sè sembrava essere custodito dalle dame di corte, che erano solite regalarsi bagni impreziositi da essenze, fragole, orzo o fiori d’arancio. Per non parlare delle maschere per il viso base di albume, farina, tintura di benzoino ed olio di cocco. Un’abitudine che non sembra cambiare radicalmente quanto vi abbiamo raccontato dell’Antica Roma, se non fosse che tra il Seicento ed il Settecento ci si dimentica totalmente della cura di sè, tanto da non utilizzare neppure più l’acqua per i bagni e le cure essenziali. Un periodo del tutto dimenticato, dato che oggi la skincare e il consumo di prodotti di bellezza è tra i primi posti delle attenzioni degli Italiani, e non solo.

Foreo, come la skincare diventa hi-tech

Dagli impacchi naturali per il viso alle maschere in tessuto, il passaggio è stato relativamente semplice. Ben diversa, invece, è stata l’evoluzione tecnologica della skincare, che possiamo annoverare come piuttosto recente. Foreo, il nosto brand svedese che conosciamo tutti, è nato soltanto nel 2013, come una start up intenzionata a rivoluzione il mondo del beauty. Un obiettivo che, a suo modo, è riuscita anche a raggiungere.

L’idea è del CEO Filip Sedic, che ben sette anni fa lanciò sul mercato “Luna“, il primo di una lunga serie di massaggiatori detergenti per il viso realizzati in silicone igienico. Sfruttando le potenzialità della tecnologia, e dell’App Foreo for You, questo dispositivo è in grado di detergere la pelle in profondità, adattandosi alla perfezione alle esigenze di tutte e tutti – recentemente, infatti, è stata lanciata anche Luna3Men -. Nel 2018, il brand svedese da anche una nuova forma alla skincare, lanciando UFO, un dispositivo hi-tech che permette l’applicazione delle maschere per il viso UFO-attivate.

Ma vi stupirà sapere che Foreo non è il solo marchio a rendere la bellezza hi-tech. In Germania, ad esempio, il marchio Beurer ha lanciato la Spazzola Facciale FC 96 Pureo Intense Cleansing per la pulizia del viso. E HoMedics, invece, ha lavorato intensamente alla spazzola per il viso Pureté+, in grado di analizzare le esigenze della vostra pelle e ideare una skincare ideale per le vostre esigenze grazie ad un’App dedicata. E potremmo continuare all’infinito a raccontarvi dei dispositivi tecnologici per la cura di sè che hanno avuto successo soprattutto durante il lockdown, quando abbiamo avuto l’occasione di riscoprire quanto sia bello dedicarci a noi stessi. Tant’è che il mercato del settore ha avuto un incremento del 20% nei mesi passati. E che ora non si parla più di skincare, bensì di skintech. Quindi, voi che dite? Qualcosa è cambiato o no?

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Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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