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Recensione Creepy Road – Caos e follia tra pallottole e nonsense

È notte, piove, si rompe il camion di cui siete alla guida, vi ritrovate nel bel mezzo del nulla. Che fare? Se non avete una risposta certa, e se oltretutto sapete di dover salvare la vostra amata in pochissimo tempo, Flint Trucker potrebbe trovare una soluzione per voi, ma vi anticipiamo che non sarà molto convenzionale. Comincia così il nostro viaggio nel nuovo indie run'n'gun di Groovy Milk, Creepy Road, uscito su Steam il 17 maggio scorso, un titolo action platformer a scorrimento orizzontale 2D che ci butta letteralmente a capofitto in una vertiginosa spirale caotica, pazzesca e nonsense.

Lo scheletro narrativo è abbastanza debole, e di fatto non serve assolutamente per comprendere lo scopo del gioco: vestiamo i panni del camionista, il cui nome è parecchio iconico, denotando il suo legame con gli enormi truck da strada. L'uomo deve fare breccia tra orde di mostri assetati di sangue per ricongiungersi con la sua amata Angelina, e lo farà a suon di pallottole, granate e blaster. Insomma ogni mezzo possibile verrà utilizzato pur di tornare a casa sano e salvo, ma sarà la nostra sanità mentale a uscirne non propriamente illesa.

Questo titolo infatti è la concretizzazione di tutto quanto possa essere pazzia e isteria, e lo capiamo già dalla colonna sonora nel menu di apertura, ma ne avremo la dimostrazione immediata subito agli esordi del primo livello. Una massa indistinta di maiali che menano prosciutti, conigli indemoniati e saltellanti ovunque, cinghiali infuriati ci inseguiranno sin dai primi passi che muoveremo nella foresta dove siamo (mal)capitati, in un circo di animali di diverse dimensioni e tipi di attacco.

Fin da subito saranno chiare le caratteristiche sia positive che negative, in particolare queste ultime: l'iconico stile visivo, dove disegni a mano coloratissimi e iper stilizzati rendono molto bene l'idea di chiasso e di iperattività, oltre a riquadri e balloon tipici dei fumetti. Non ci si prende sul serio dunque, i toni sono chiaramente assurdi.

Non sarà però questa caratteristica a essere sufficiente per salvare un titolo che già in partenza presenta dei problemi di localizzazione: infatti la traduzione in italiano di alcuni comandi non è al massimo dell'accuratezza già nel menu (uno per tutti, il termine "controller" diventa "controllore").

I livelli hanno sbalzi di difficoltà che non seguono un normale crescendo come dovrebbe essere, ma sembra essere totalmente casuale: sin dal primo momento l'intensità dell'azione varia molto, un secondo dopo l'altro, senza logicità apparente. Questo non sarà affatto facilitato dalla notevole scarsità di check point, dunque dovremo patire parecchio (e irragionevolmente) per superare alcuni punti piuttosto ardui, testando più che la nostra abilità, la pazienza e la volontà di continuare la partita.

In cosa consiste dunque il gameplay in concreto? Non dovremo fare altro che sparare a più non posso con diverse armi per tutta la durata del gioco, con un arsenale composto da 12 armi al massimo, il che è un fatto piuttosto interessante e positivo (è anche vero che non si tratterebbe di sparatutto se non avessimo una certa quantità di armi…).

Un'altra problematica sta proprio dell'attribuzione delle armi ogni volta che una nuova ci viene assegnata: quelle già esistenti non corrisponderanno allo stesso tasto di prima, rendendo la scelta poco immediata e un po' confusionaria. Si tratta nel complesso di un titolo che avrebbe potuto essere concepito in maniera più strutturata e organica; il caos che regna sovrano nello stile di gioco è sconfinato purtroppo anche nel design del gameplay e nei controlli, quando sarebbe stato meglio tenere distinte queste due dimensioni.

Sembra che gli sviluppatori abbiano voluto produrre un titolo che ricalca parecchio la strada già percorsi mesi addietro da Cuphead, ma con il risultato di proporre una versione simile e mal riuscita. Poteva rivelarsi un titolo dalle prestazioni migliori, ma non sarà una bella grafica a colmare le lacune di un gameplay claudicante.

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Francesca Sirtori

Indielover, scrivo da anni della passione di una vita. A dispetto di tutti. Non fatevi ingannare dal faccino.
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