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Deborah Feldman: la storia della scrittrice di Unorthodox

Cresciuta in una comunità ebraica ortodossa, Deborah Feldman ha deciso di fuggire e costruirsi una nuova vita

La storia di Deborah Feldman è la dimostrazione che spesso le vicende che pensiamo esistere “solo nei film” sono vere e superano anche la fantasia. Vogliamo parlarvi oggi della scrittrice di Unorthodox, perchè il suo vissuto merita di avere voce. Una giovane che ha lottato per ciò in cui credeva, per cambiare le cose. Diamo sempre troppo per scontato che la libertà e la condizione di privilegio in cui viviamo, sia scontata per tutti. Non lo è, Deborah si è trovata a in una situazione in cui stava male, voleva sfuggire ma non aveva alleati. Il dolore e le difficoltà che ha dovuto sopportare hanno però creato un precedente e dato voce a tante persone che si sentono come lei.

La storia di Deborah Feldman

La storia di Deborah Feldman diventa “famosa” nel 2012, quando la scrittrice decide di pubblicare la sua autobiografia. Deborah è cresciuta nella comunità chassidica Satmar, una frangia degli ortodossi ebraici che vive rispettando un rigido codice comportamentale. L’autrice nel libri racconta della sua crescita in un regime restrittivo e della sua fuga verso la libertà. Il chassidismo è considerato una sottocategoria del giudaismo ortodosso, noto per le sue regole rigide, un conservatorismo religioso e sociale che porta ad una sorta di isolamento nei confronti del mondo esterno.

Attenzione: non vogliamo stigmatizzare la comunità religiosa, ma portare alla luce il vissuto personale di Deborah. Crediamo ognuno debba poter vivere seguendo le regole e i codici che preferisce, che questo significhi vivere secondo i paradigmi dell’ebraismo ortodosso, oppure allontanarsi dall’ideali della famiglia per prendere la propria strada.

deborah feldman

La vita di Deborah nella comunità chassidica

Figlia di un praticante del chassidismo e di un’estranea alla comunità, poi convertita, di origini ebraica tedesca, Deborah cresce all’interno di una piccola comunità religiosa. Quando suo padre, malato di mente, viene interdetto e sua madre lascia la comunità facendo coming out, la ragazza viene affidata ai nonni. La coppia di anziani, entrambi sopravvissuti all’Olocausto, cresce Deborah in un regime molto rigoroso. La giovane deve osservare alla lettera le regole della comunità, senza farsi abbagliare dalla progressiva società americana.

Nella sua vita la religione ha un ruolo centrale. Ad esemepio, le è proibito leggere testi non approvati o mettere piede in una biblioteca. Seguendo il percorso che la tradizione aveva previsto per lei, Deborah viene data in sposa all’età di soli diciassette anni per poi diventare madre due anni più tardi.

La vera storia di Deborah Feldman

La nascita del figlio rappresenta per Deborah la svolta. Da madre inizia a sentirsi in trappola e non vuole che il figlio cresca allo stesso modo. Nel 2006, Deborah lascia Williamsburg insieme a suo marito e suo figlio e comincia lentamente a cambiare vita.

Di nascosto inizia a studiare letteratura, in poco tempo anche il suo atteggiamento cambia. Deborah si sente più libera lontana dalla comunità e comincia ad abbracciare la cultura statunitense. Anche il suo aspetto inizia a somigliare di più a quello di una ragazza americana degli anni 2000: jeans, tacchi e t-shirt.

deborah feldman

La fuga dalla comunità

Quello stesso anno, per Deborah arriva il punto di non ritorno: la fuga dalla comunità chassidica e dal marito. All’inizio ciò che le manca è la stabilità, facendosi ospitare da amici e consultando avvocati per non perdere la custodia del bambino. Passano gli anni e la Feldman riprende lentamente in mano la sua vita senza mai girarsi indietro. Dopo aver detto definitivamente addio alla sua famiglia e alla setta, Deborah si trasferisce in Germania, a Berlino, stabilendosi nel quartiere di Neukölln. Qui, grazie alla sua istruzione, riesce a trovare lavoro come scrittrice.

Il trasferimento a Berlino

libro di deborah feldman

Deborah decide poi di trasferirsi a Berlino. Qui si trova a contatto con cultura e innovazione, si sente connessa con la città. Deborah infatti pensa al passato nazista di Berlino, al suo credo religioso e alla sua eredità familiare, legata a doppio filo con la storia della città. Tutti questi sentimenti contrastanti che si agitano in lei trovano sfogo sulla carta.

Nel 2012, infatti, Deborah Feldman esce la sua autobiografia dal titolo Unorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots (in italiano Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche). Il libro, criticato dalla comunità chassidica, diventa un bestseller viene pubblicato in tutto il mondo. Nel 2013 sorprendentemente, il volume viene tradotto anche in ebraico.

Nel 2014, l’autrice pubblica un secondo libro dal titolo Exodus: A Memoir, che racconta della sua nuova vita in Germania, da madre single e libera. Ormai libera da ogni costrizione, la Feldaman decide di intraprendere un viaggio attraverso l’Europa, alla ricerca delle sue origini, sperando di ricostruire la vita di sua nonna durante l’orrore dell’Olocausto.

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Unorthodox: dal libro alla serie Netflix

Grazie al grande successo ottenuto dal libro, nel 2020 Netflix ha produrre Unorthodox, unamini serie che si ispira vagamente all’autobiografia della Feldman. I quattro episodi raccontano, in maniera romanzata, della fuga di una giovane donna dalla sua comunità e da un matrimonio poco funzionante.

La storia di Deborah Feldman è una grande esempio. È la dimostrazione che, per quanto ci si senta intrappolati in una vita che non ci piace, si può e si deve sempre fare qualcosa. Certo non è sempre possibile, non siamo qua ad alimentare la narrazione nociva del “se vuoi, puoi”. Al di là delle possibilità e dei limiti concreti che ognuno ha, il messaggio della Fedlman è da cogliere sul piano morale: non perdersi mai d’animo.

A noi è venuta voglia di leggere l’autobiografia della scrittrice. Vi ricordiamo che potete leggere i libri di Deborah anche su Kindle Unlimited.

Martina Ferri

Laureata in filosofia, gattara, vegetariana e vesto sempre di nero. Ora che vi ho elencato i motivi per cui potrei sembrare noiosa, posso dirvi che amo la musica, i libri, la fotografia, la pizza, accamparmi in tenda vicino al main stage di qualche festival! Che dite, ho recuperato?

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