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First Playable Fund in Gazzetta Ufficiale con un decreto attuativo

È apparso in Gazzetta lunedì 8 febbraio dopo un iter travagliato. La soddisfazione di IIDEA, associazione di categoria dell’industria dei videogiochi

Con un decreto attuativo, il First Playable Fund arriva finalmente in Gazzetta Ufficiale. Il fondo statale per il finanziamento dei videogiochi è apparso lunedì 8 febbraio nella fonte ufficiale delle norme italiane. Ad annunciarlo è stata IIDEA, l’associazione italiana di categoria dell’industria dei videogiochi, che si dichiara pienamente soddisfatta e pronta a collaborare col MISE.

Il decreto attuativo sul First Playable Fund

Il First Playable Fund era già stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso maggio, come parte del cosiddetto Decreto Rilancio. Il finanziamento dei videogame è destinato a sostenere economicamente le startup innovative, nelle fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi necessarie alla realizzazione di prototipi.

Il First Playable Fund impegna la cifra di 4 milioni di euro. E prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto al cinquanta per cento delle spese ammissibili, per un importo compreso dai 10.000 euro e 200.000 euro per ogni prototipo di videogioco.

Il testo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ovvero il decreto 18 dicembre 2020, disciplina tra le altre cose le tipologie di azienda che possono beneficiare del fondo. Rivolto alle imprese italiane che “svolgono, in via prevalente, l’attività economica di «Edizione di software» o «Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse»”. Ciascuna impresa può candidare due progetti distinti.

La spinta a favore dell’industria videoludica è stata pensata durante il primo lockdown, quando il mercato dell’intrattenimento digitale ha avuto una forte impennata: per prendere l’esempio degli Stati Uniti, il gaming ha avuto una crescita del 75 per cento.

Storia del videogioco
  • Accordi Rickards, Marco (Author)

La battuta d’arresto nei mesi estivi

Il fondo per l’intrattenimento digitale è stato messo in discussione a poche settimane dall’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri. Marianna Madia del Partito Democratico aveva presentato un emendamento per cancellare il First Playable Fund e destinare il medesimo fondo a startup di altri settori. L’iniziativa non ha poi avuto seguito ma ha rallentato l’iter di attuazione della misura.

first playable fund

Il First Playable Fund e IIDEA

Il decreto attuativo sul First Playable Fund è stato accolto con piena soddisfazione IIDEA, l’associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia. L’associazione si dichiara pronta a collaborare con il Ministero dello Sviluppo Economico per definire gli ultimi dettagli necessari a rendere pienamente operativo il fondo per l’intrattenimento digitale. L’auspicio è quello di registrare un accesso diffuso al fondo da parte di molti sviluppatori italiani nei prossimi mesi.

Il decreto ha introdotto dei criteri valutativi che serviranno a garantire che i progetti presentati al Ministero dello Sviluppo Economico  siano sostenibili e commercialmente validi. Tuttavia, l’approccio molto aperto del Ministero e l’impianto a sportello della misura ci fanno ritenere che il First Playable Fund possa esaurirsi piuttosto velocemente. Vorremmo quindi rivolgere un appello, fin da ora, alla politica e, in particolare, a chi si occuperà dello Sviluppo Economico nei prossimi mesi. Chiediamo di poter pensare presto a un rifinanziamento e potenziamento del First Playable Fund. Questo primo – importantissimo – passo, rischia infatti di esaurire molto velocemente la sua spinta propulsiva.”

A parlare è  Thalita Malagò, Direttore Generale di IIDEA.  Che così continua: “Il nostro modello deve essere la Germania e ciò che ha messo in campo negli ultimi due anni: partendo da uno strumento del tutto simile al nostro, i tedeschi hanno costruito una misura di sostegno in grado di finanziare ogni stadio di produzione, dal prototipo al prodotto finito, con un budget annuale di 50 milioni di euro per i prossimi cinque anni”.

fondo videogiochi

I fondi per i videogiochi in Europa

Le parole del Direttore Generale di IIDEA mettono in luce il ritardo dell’Italia rispetto ai maggiori stati europei per quanto riguarda il fondo per l’intrattenimento digitale.

La Francia, ad esempio, ha attivato nel 2008 un fondo da 4 milioni all’anno, mentre il Regno Unito dispone dal 2015 di un fondo da 4 milioni di sterline all’anno. La Spagna ha aumentato di 20 milioni la dotazione del fondo per finanziare, tra gli altri, il settore dei videogiochi. E la Germania ha istituito nel 2019 un fondo di ben 50 milioni annui, della durata di cinque anni.

Con il First Playable Fund l’Italia potrà colmare un importante divario. E dare ossigeno a un comparto che, considerato anche il protrarsi dell’emergenza globale, è facile prevedere in ulteriore espansione.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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