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Il fondo italiano per i videogiochi non s’ha da fare

Marianna Madia vuole cancellare il First Playable Fund, un fondo di quattro milioni di euro con lo scopo di aiutare gli sviluppatori di videogiochi

Sembra che Marianna Madia del Partito Democratico voglia cancellare il First Playable Fund, un finanziamento a fondo perduto da quattro milioni di euro pensato con l’obiettivo di sostenere gli sviluppatori di videogiochi.

First Playable Fund: Marianna Madia mette i bastoni tra le ruote

Il First Playable Fund è un fondo di quattro milioni di euro fortemente voluto dal sottosegretario dei 5 Stelle, Mirella Liuzzi, per spingere la produzione di videogiochi italiani. Si tratta di un finanziamento a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili, per un importo compreso tra 10mila e 200mila euro. La cifra dovrebbe aiutare lo sviluppo di una demo tecnica per un gioco oppure un prototipo funzionante di un’applicazione per smartphone o tablet.

Un gesto lodevole, nonostante c’è chi ha saputo fare di meglio. In Germania infatti è stato stanziato un fondo da 50 milioni di euro per sostenere il mercato indipendente e la Polonia ne ha messi 30. In effetti, confrontandoci con i nostri vicini di casa, quattro milioni di euro sono una cifra irrisoria, soprattutto a fronte di un mercato che genera un grande profitto. Secondo l’ultimo rapporto di IIDEA, l’associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, si tratta di un giro d’affari pari a 1,8 miliardi di euro.

Con il suo emendamento, però, Marianna Madia vuole eliminare il First Playable Fund per aumentare la cifra già stanziata per le startup innovative. Questa modifica taglierebbe fuori gli sviluppatori di videogiochi made in Italy, troppo piccoli per competere con un’industria composta da università, incubatori e organismi di ricerca. Al momento non è ancora certo se il First Playable Fund verrà eliminato oppure no, non resta che attendere ulteriori sviluppi.

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Nelle ultime ore è stata creata una petizione su change.org per ritirare l’emendamento di Marianna Madia e sostenere gli sviluppatori di videogiochi. Se volete partecipare alla petizione non vi resta che firmarla, anche in modo anonimo, contribuendo alla causa.

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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