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Deep web e dark web: la chiusura di DarkMarket

L’Europol confisca i server del mercato più grande del dark web, la zona più sommersa e pericolosa del deep web

La notizia, freschissima, ha già fatto il giro del mondo: un’operazione di polizia internazionale coordinata dall’Europol ha chiuso DarkMarket, probabilmente il più grande mercato illegale del web sommerso. Ed ecco che ritorna di grande attualità il dibattito su deep web e dark web: cosa sono, in cosa si differenziano e quali insidie nascondono?

La chiusura di DarkMarket

Sono stati messi i sigilli a una ventina di server di DarkMarket, localizzati in Ucraina e Moldavia. E il proprietario, un trentaquattrenne di origini australiane, è stato arrestato.

 Secondo le autorità europee, questo mercato nero del web era visitato da oltre 500.000 utenti, che acquistavano dagli oltre 2.400 venditori dislocati in tutto il mondo. Si contano circa 320.000 transazioni, spesso in Bitcoin, per un volume di affari stimabile intorno ai 140 milioni di euro.

E, come sovente accade ai piani più bassi del deep web, si trattava anche di operazioni illegali: compravendita di denaro contraffatto, droga, carte di credito rubate e malware.

Deep web e dark web: cosa sono

La chiusura di DarkMarket è l’ultima di una serie di operazioni mirate a colpire alcuni siti del dark web dediti a traffici illegali, la cui sede era situata in Germania, nientemeno che in un ex bunker della NATO.

Cosa si trova dunque nel dark web? Solo cose al di là della legge?

Cos’è il deep web

È prima necessario dare una definizione di deep web, che – come dice il nome stesso – rappresenta il mondo sommerso del web, ovvero ciò che non è indicizzato dai motori di ricerca. Per dare un’idea: uno studio del 2000 segnala che Google indicizza meno dello 0,5% dei documenti presenti in rete.

Ma il deep web contiene soltanto materiale illecito? Niente affatto: ne fanno parte siti appena creati, contenuti dinamici, mail, forum…

E spesso per accedere al deep web basta semplicemente conoscere l’indirizzo della pagina che interessa visitare, e servirsi di un qualunque browser.

Dark web onion deep web

Cos’è il dark web

E poi c’è il dark web, che è una piccola parte del deep web, e corrisponde alla sua zona più profonda e difficilmente accessibile.

I suoi contenuti fanno parte delle darknet, reti private raggiungibili solo attraverso specifici software che garantiscono la navigazione anonima, e le sue pagine sono contraddistinte dal dominio .onion. Il nome non è stato scelto a caso: il principale software per accedere al dark web è infatti Tor, acronimo di The onion router, ossia router a cipolla, a identificare i suoi diversi livelli di sicurezza.

Nel dark web sì che la grande maggioranza delle operazioni svolte è illegale: dalle compravendite illecite, come abbiamo appena visto, alla violazione di privacy, dall’aggiramento di firewall alle frodi informatiche. Si può giungere persino a sobillare od organizzare sommosse popolari (abbiamo esempi assai recenti), veicolare materiale pedopornografico e assoldare sicari.

Ma esiste anche un utilizzo per così dire light di questa zona di web: pensiamo a chi, ad esempio, ha solo l’intenzione di leggere i quotidiani online (dei quali esiste la versione .onion) senza pagare l’abbonamento. Oppure, in modo ben più comprensibile, lo fa per poter aggirare la censura vigente in certi Paesi, che ancora limitano pesantemente la libertà personale.

AlphaBay Deep web

Il futuro del web sommerso

È difficile pensare che la zona più oscura del web possa essere definitivamente fatta emergere: troppi, legittimi o meno che siano, gli interessi in gioco. Un altro non banale motivo è dato dall’attività degli hacker, sempre in agguato, che inducono molti utenti della rete a piccoli espedienti non sempre leciti per proteggere la propria privacy.

Quanto meno, operazioni ad ampio raggio come quella di questi giorni, o come quella che nel 2017 ha portato alla chiusura di AlphaBay, dovrebbero dissuadere i malintenzionati. Mentre per noi navigatori comuni, il consiglio è di stare sempre più attenti nel frequentare solo siti attendibili, e trattenersi dal lasciare i propri dati in tutti i forum possibili e immaginabili.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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