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Il Discovery Tour di Assassin’s Creed viene censurato: Ubisoft risponde

Vi abbiamo parlato di Discovery Tour, la modalità didattica di Assassin's Creed: Origins ideata da Ubisoft per insegnanti e non. Già disponibile sugli store digitali, la versione stand-alone del celebre action/adventure contiene delle censure che ha attirato non poca attenzione presso le testate internazionali e gli stessi giocatori, che hanno prontamente chiesto spiegazioni al producer francese. La risposta è arrivata.

Ecco perchè le statue di Discovery Tour vengono censurate

La suddetta censura riguarda tutte le statue egiziane presenti nel gioco, i cui seni e genitali sono stati coperti con delle conchiglie. Una scelta piuttosto discutibile quella di Ubisoft, che tuttavia ha già fornito una spiegazione:

"Sin dall'inizio volevamo creare il Discovery Tour come un modo per permettere ad un gran numero di persone di divertirsi e imparare la storia dell'Antico Egitto. Questo significa che volevamo che il gioco venisse usato dai bambini con i loro genitori e dai ragazzi a casa o a scuola, in qualsiasi paese. Abbiamo quindi deciso di utilizzare una versione adatta a tutti i tipi di pubblico, includendo quelli più giovani, tenendo anche conto delle sensibilità culturali che possono essere diverse da un paese all'altro."

Quello di Discovery Tour non è certamente il primo, stravagante caso di censura nella storia dei videogiochi, ma tali censure non sono mai state applicate in materiali didattici. Una scelta che non è stata presa in considerazione da Ubisoft, che ha invece nascosto le nudità di ogni singola statua presente nel gioco.

Ricordiamo che il Discovery Tour è disponibile come aggiornamento gratuito di Assassin's Creed: Origins – quest'ultimo classificato PEGI 18+ – ma può essere scaricato anche in versione stand-alone dagli store digitali di PlayStation 4, Xbox One e PC.

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Pasquale Fusco

A metà strada tra un nerd e un geek, appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e hi-tech. Scrivo di questo e molto altro ancora, cercando di dare un senso alla mia laurea in Scienze della Comunicazione e alla mia collezione di Funko Pop.
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