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Disney Gallery: The Mandalorian, dietro le quinte del finale di stagione

Il nuovo episodio di Disney Gallery: The Mandalorian è disponibile su Disney+.

Per i fan di Star Wars, il finale della seconda stagione di The Mandalorian è stato indubbiamente uno dei momenti più emozionanti degli ultimi anni. Dopo un lungo viaggio, la storia di Din Djarin e Grogu è arrivata a un importantissimo punto di svolta, coinciso con il ritorno di uno dei personaggi più amati di tutta la galassia lontana lontana. Grazie al nuovo speciale su Disney+ Disney Gallery: The Mandalorian, possiamo addentrarci nel dietro le quinte di questo straordinario episodio e conoscere direttamente dalle voci dei protagonisti i segreti che hanno portato alla realizzazione di un momento già indelebilmente scolpito nell’immaginario collettivo. Prima di procedere oltre, è doveroso però avvisarvi che stiamo per fare numerosi spoiler sulla seconda stagione di The Mandalorian. Non proseguite oltre se non avete ancora completato la visione e non volete conoscere prima del tempo eventi decisivi per la serie e per tutto il franchise.

Disney Gallery: The Mandalorian racconta come è stato realizzato il finale della seconda stagione

Nello struggente finale della stagione, il piccolo Grogu dice addio (per sempre?) al Mandaloriano, che nel corso del tempo è diventato per lui una sorta di padre putativo. Questo distacco coincide con l’arrivo sulla nave imperiale di Moff Gideon del Maestro Jedi Luke Skywalker, desideroso di portare Grogu con sé per saggiarne le potenzialità e addestrarlo. Grazie ai progressi della tecnologia di ringiovanimento digitale, Mark Hamill ha potuto interpretare nuovamente il personaggio che gli ha dato successo e popolarità nel momento del suo massimo splendore, cioè pochi anni dopo la caduta dell’Impero. In una sequenza di grande potenza visiva ed emotiva, passato e presente della saga si incontrano e si dirigono insieme verso un futuro tutto da scrivere.

Lo speciale Disney Gallery: The Mandalorian si concentra principalmente su due aspetti del ritorno di Luke Skywalker: la strategia adottata per mantenere il segreto e la tecnologia utilizzata per ringiovanire digitalmente Mark Hamill. Il regista dell’episodio Peyton Reed e i produttori esecutivi Jon Favreau e Dave Filoni raccontano con dovizia di particolari le soluzioni applicate per celare ai fan questo clamoroso colpo di scena, a partire dall’ovvia rimozione di Luke Skywalker da ogni copia della sceneggiatura fino ad arrivare al nome del Jedi Plo Koon, lasciato volontariamente trapelare per confondere le acque ma mai comparso nella serie.

A scaldare il cuore degli appassionati è l’attitudine dell’intera produzione: da un Mark Hamill paterno e protettivo nei confronti del suo personaggio a Favreau e Filoni che faticano a nascondere la loro eccitazione per questo ritorno, passando per lo stesso Reed, a cui è toccato l’onore e l’onere di non disperdere la potenza emotiva di questo momento. Un modo di lavorare da fan e per fan, totalmente devoto alla storia e ai suoi personaggi, che si riflette poi nell’altissima qualità dell’intero show.

La tecnologia utilizzata per ricreare Luke Skywalker

A un rigore sul set che si spingeva fino al punto di imporre il divieto di nominare Luke Skywalker (qualcuno ha ancora timore di farlo!) e di ingaggiare una persona deputata a scandagliare quotidianamente il web alla ricerca di fughe di notizie, non poteva che fare seguito un altissimo livello di precisione per la ricostruzione del personaggio. Nel corso dello speciale Disney Gallery: The Mandalorian, vediamo all’opera il software usato da Disney per questo arduo compito, che consiste essenzialmente nella costruzione di uno sconfinato database di immagini del soggetto, prese da film, materiali tagliati e interviste, che un algoritmo associa poi alle espressioni dell’interprete in carne e ossa, scegliendo di volta in volta quelle più indicate. Per la voce del giovane Luke si è invece fatto ricorso al software Respeecher, che ha permesso di sintetizzare totalmente l’inconfondibile timbro di Mark Hamill.

Questo pregevole episodio di Disney Gallery: The Mandalorian si rivela quindi uno spaccato sulle difficoltà di una produzione moderna particolarmente attesa, che come abbiamo visto non si limitano alla costruzione di un racconto capace di avere una presa sul pubblico. Con questo livello qualitativo raggiunto dalla tecnologia di ringiovanimento, è inevitabile chiedersi a cosa potremo assistere nei prossimi anni, a partire dalla terza stagione di The Mandalorian e dalla nuova serie Obi-Wan Kenobi, che potrà contare sul ritorno di Hayden Christensen ed Ewan McGregor nei ruoli di Darth Vader e del suo ex maestro e amico. La certezza è che con un team così abile e rispettoso di questo franchise possiamo dormire sonni tranquilli, consapevoli del fatto che i personaggi che tanto amiamo sono nelle mani migliori possibili.

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