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Il ritorno del Drive-in
In questi mesi si parla molto della possibilità di tornare a questi cinema così particolari, ma la strada è molto in salita


Il mito dei drive-in, celebrato per anni in film e serie TV come un simbolo dell’America che fu, è tornato al centro della discussione negli ultimi mesi. Complice l’emergenza sanitaria che abbiamo dovuto affrontare, in molti l’hanno suggerito come soluzione per rilanciare l’industria dell’intrattenimento. Effettivamente c’è stata una crescita per questa particolare modalità di proiezioni recentemente, con nuovi utilizzi oltre a quelli cinematografici con concerti e addirittura celebrazioni religiose trasmessi in questo modo. Un’occasione unica per chi non ha vissuto la sua epoca d’oro per riscoprire quel mondo così speciale.

Fenomenologia del drive-in nel 2020

Queste ‘sale’ così particolari, diventate celebri negli anni ’50-’60 grazie al boom automobilistico e celebrate da show come Happy Days o Gli antenati, offrono un’esperienza originale di visione dei film. Invece delle classiche poltroncine, si può godere della pellicola direttamente dalla propria macchina parcheggiata. Un sistema di frequenze permette di ricevere l’audio direttamente tramite l’autoradio a bordo e alcuni addetti portano alle vetture popcorn, bevande e altri generi alimentari che spesso costituiscono la principale fonte di guadagno per le strutture.

Nonostante siano passati decenni dal picco del successo dei drive-in, il mito è sopravvissuto. La loro forza è tale che ancora oggi esistono alcuni spazi del genere, non solo negli Stati Uniti (dove sono nati) ma anche a casa nostra. Strutture di questo tipo si trovano in tutta Italia, da Pozzuoli a Catania, passando per Roma, che ospitò il primo della Nazione, e per Milano dove già lo scorso anno ha avuto un grande successo la struttura in zona Bovisa.

Già, perché l’interesse per queste proiezioni non dipende solo dal distanziamento sociale. Il loro fascino vintage ha iniziato a colpire gli appassionati ben prima che l’emergenza sanitaria esplodesse. In molti hanno voluto riscoprire questo mondo, vivendo un’esperienza retrò (sebbene con piccoli miglioramenti tecnologici) per il suo fascino intrinseco.

Ora tutte queste strutture potrebbero essere un aiuto importante per il settore cinematografico. Ne stanno parlando in molti all’estero e alla cosa ha accennato anche il Presidente di ANICA (associazione che rappresenta l’industria del cinema) Francesco Rutelli.

Si possono studiare varie ipotesi, con automobili distanziate e tutto il resto, ma sarebbe un modo per tornare gradualmente, e prudentemente, a vivere

Come si accennava in apertura, una mossa di questo tipo avrebbe dei riscontri affascinanti. Per molti giovani di oggi è molto difficile riuscire a vivere quell’esperienza così lontana nel tempo. Una maggiore diffusione di queste platee, anche per allestimenti temporanei, permetterebbe a molti di accedervi più facilmente. Non solo, ma la maggior sicurezza dal punto di vista sanitario, potrebbe favorire il desiderio di scoprirle. Con meno sale attive e il deterrente delle misure anti-contagio, i drive-in risultano ancora più attraenti per gli amanti della settima arte.

E così, si potrebbe per una sera tornare agli anni ’50, al romantico sguardo di un film a bordo della propria auto. Un gusto retrò, che riesce a incrociare intimità e senso di comunità. Trovarsi in uno spazio comunque limitato concede una certa riservatezza. quasi come fosse il divano di casa su cui guardare un film con il proprio partner. Contemporaneamente però ci si trova immersi in una folla (in sicurezza) che tutta insieme ride, piange, si emoziona, seguendo le immagini sul grande schermo. Un senso di comunità che, dopo quanto vissuto negli ultimi mesi, è decisamente necessario.

Si tratta senza dubbio di un tipo di esperienza particolare, che vale la pena provare almeno una volta nella vita. La contingenza attuale potrebbe aiutare moltissimi interessati ad accedervi per la prima volta, testando in prima persona questo gusto del passato.

Non è tutto oro quello che luccica

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La strada per un ritorno effettivo dei drive-in a lungo termine è però decisamente in salita e le cause sono fondamentalmente le stesse che ne hanno causato il crollo in passato. Un primo problema sono ad esempio gli spazi. Una struttura di questo tipo richiede uno spiazzo ampio in cui ospitare centinaia di macchine. Location del genere sono innanzitutto difficili da trovare all’interno delle città, richiedendo quindi spostamenti più o meno consistenti, il che potrebbe fungere da primo deterrente per gli spettatori.

Bisogna poi tenere conto del fatto che questo utilizzo potrebbe non essere particolarmente remunerativo per i proprietari del terreno. Le variabili da tenere in considerazione sono tantissime, ma è difficile che l’impiego economicamente più conveniente di queste grandi location sia trasformarle in un drive-in.

A questo si aggiunge il fatto che l’esperienza, spogliata del suo fascino vintage, sia a conti fatti meno godibile di quella della sala. Se per la qualità audio si possono trovare soluzioni più o meno soddisfacenti, già è più difficile per il lato video. Vedere il film attraverso il parabrezza dell’auto non regge il confronto con i maxischermi ad altissima definizione dei cinema migliori (e se vogliamo dirla tutta, neanche la comodità dei sedili dell’auto con quella delle poltroncine). In un’epoca in cui i consumatori hanno a disposizione una serie di alternative casalinghe alla sala, la strada più efficace andrà verso un’esperienza che sia sempre più premium, cosa che il drive-in non offre.

Su questi problemi, tutti indipendenti dalla situazione attuale, se ne innesta un altro molto grave: la disponibilità di film nuovi. L’ostacolo maggiore al successo della riapertura dei cinema infatti sta nell’assenza di grandi titoli capaci di attirare il pubblico in sala. Tuttavia, finché non ci sarà la possibilità di avere una distribuzione a livello mondiale su grande scala, sarà molto difficile che gli studios decidano di distribuire le proprie pellicole più forti. Meglio attendere un momento migliore per poter capitalizzare al massimo su di esse.

I drive-in non sono la soluzione, ma un ottimo palliativo

drive-in italia rinascitaDetto questo, non significa che non possa esserci effettivamente una temporanea rinascita dei drive-in in questo periodo. Dopotutto lo stesso Rutelli che citavamo più sopra ne parlava nell’intervista come un possibile modo “intermedio e graduale” verso la ripresa.

Questo tipo di proiezioni, insieme a quelle più generiche all’aperto, possono essere un modo per rieducarci al cinema in sicurezza. Approfittando dell’estate in arrivo, potrebbero essere le occasioni ideali per delle serate piacevoli, offrendo un’esperienza cinematografica quasi immutata rispetto a quella che offrivano in passato, al contrario delle sale classiche, dove il peso delle misure anti-contagio si sente di più. Per una sera giovani e meno giovani potranno (ri)sentirsi come Danny Zuko e Sandy Olsson, sognando un mondo lontano nei decenni.

E chissà, magari alla luce della luna, dietro il volante della nostra macchina, potremmo riscoprire il piacere dello spettacolo della settima arte per essere pronti e affamati di contenuti quando sarà il momento.

E voi cosa ne pensate? Avete provato ad andare in un drive-in di recente o in passato? Raccontateci la vostra esperienza!


Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
                   










 
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