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Returnal: un eterno deja-vu – Che cosa ne sappiamo?
Returnal è uno dei nuovi titoli presentati per PlayStation 5. Un viaggio in un loop infinito, ecco cosa ne sappiamo.


Tra tutte le anteprime mostrate durante la conferenza Sony, uno dei giochi che più ci ha colpito è stato Returnal. Vuoi perché è ambientato in un contesto spaziale, vuoi perché presenta un loop temporale, il titolo che sbarcherà su PlayStation 5 sembra avere davvero tanto da dirci.
Il gioco in questione è stato sviluppato dal team finlandese Housemarque e sarà lanciato in esclusiva PS5. La visione di uno sparatutto in terza persona richiama alla mente un’altra produzione della software house, Stormdivers, titolo presentato nel 2018, ma non ancora rilasciato. Un altro dettaglio che richiama le produzioni passate sono i proiettili multicolori, che rimandano molto a Alienation.

Dopo i primi minuti di trailer non è possibile non fare alcune analogie con fumetti e pellicole come Edge of Tomorrow e All you need is Kill. Questa è una light novel, dalla quale prende ispirazione il noto film. Cosa hanno in comune gioco, pellicola e manga? Il loop temporale. In ognuno dei tre, infatti, sembra che i protagonisti siano destinati a rivivere la narrazione fino al momento della loro morte. Andiamo quindi un po’ più nel dettaglio per capire cosa Returnal sia in grado di offrirci.

Returnal: un eterno deja-vu

Un’astronave, uno schianto, un attacco, la morte. Così parte uno dei trailer più interessanti visti durante la conferenza Sony. In questo modo ha inizio l’avventura targata Housemarque, Returnal. Il fascino che ha suscitato questo nuovo prodotto è un insieme di molteplici cose. Lo spazio, luogo da sempre desiderato, un’atmosfera oscura e un misterioso segreto: questi sono i tre elementi che caratterizzato il gioco PS5.
Non ne sappiamo ancora molto, eppure, quei pochi minuti di trailer ci hanno lasciato qualcosa. Dopo il breve annuncio, cosa possiamo aspettarci? Che cosa sappiamo e in cosa possiamo sperare? Cerchiamo di andare a fondo, esaminando un po’ questo breve filmato.

Il trailer di Returnal è diviso sostanzialmente in due macro sezioni. Nella prima parte riusciamo ad assaporare molto bene l’ambientazione, nella seconda invece possiamo gustarci un po’ di gameplay.
Quello che avviene nei primi momenti di video è la raffigurazione del personaggio. Non conosciamo né il nome né l’origine dell’astronauta, eppure la sua caratterizzazione sembra forte. Non riusciamo a capire ogni dettaglio, ma di una cosa siamo certi, una volta atterrata su questo strano pianeta, la nostra astronauta è costretta a rivivere ogni giorno un loop temporale.

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Fattore molto interessante è la mutevolezza dello scenario. Ad ogni nuovo loop sembra infatti corrispondere anche una nuova identità del pianeta. Ci viene quindi da pensare che, questo, possa presentarsi come una sorta di mondo procedurale. Ad ogni ripetizione, ci troveremo sì nello stesso luogo, ma non esattamente nello stesso pianeta. La vegetazione, l’ambientazione e la sua caratterizzazione, sembrano mutare di volta in volta. Seppure costretti a rivivere sempre lo stesso momento, non rivivremo mai davvero nessuna sequenza. Ogni volta, quello che si paleserà davanti sarà mutato, anche se, la sequenza non sembra cambiare: lo schianto, l’attacco e la morte. returnal

Un mondo che diventa parte di me

Un altro dettaglio interessante presente in Returnal appare verso la metà del trailer. In questo frangente, la protagonista, sembra interagire con una sorta di mostriciattolo alieno. Poco dopo le sue parole fanno presagire che, il mondo di gioco si stia impossessando di lei. Come se il paesaggio non fosse solo uno sfondo, ma fosse governato da qualcosa di più profondo. Come se esistesse un’entità maggiore, in grado non solo di generare tale mutevolezza, ma anche di controllare l’astronauta stessa.
Perché si trovi lì, quale sia il suo destino, ancora non ci è dato saperlo. Una cosa è certa però, questo mondo si deve combattere. Non si può perdere la speranza, il desiderio e il ricordo di casa sono troppo forti. Le risposte arriveranno, in un modo o nell’altro.
Che l’infezione possa provocare cambi nell’ambito narrativo? Che si possa creare un bivio di scelte?

Nella parte finale, inoltre, riusciamo anche a intravedere quello che è il gameplay. Se inizialmente potevamo credere in un cambio di stile, è proprio in questa sezione che riusciamo a riconoscere le caratteristiche dello studio Housemarque. Ritmi di battaglia frenetici, proiettili dai colori forti e vivaci, sparatutto in terza persona. Spariamo, schiviamo e ci muoviamo con rapidità. Un gameplay che, a un primo colpo d’occhio, sembra stonare un po’ con l’introspettiva iniziale. In realtà, però, potrebbe sposarsi bene con l’idea del loop infinito.

Al momento non possiamo certo dare un giudizio, però in generale possiamo dirne sorpresi. Sebbene rimangano dei punti forti delle produzioni Housemarque, la voglia di creare una buona narrazione, potrebbe portare a grandi risultati. Un ottimo shooter in terza persona, accompagnato da una storia forte e profonda. Questo è quello che sembra essere Returnal. Qualcosa che ci serve, qualcosa che vogliamo e qualcosa che aspettiamo con trepida attesa.

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Giulia Garassino

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Ingegnere Aerospaziale da sempre amante di videogiochi e tecnologia. Cresciuta con Crash Bandicoot, Spyro e Metalslug. Competitiva sugli FPS, non si lascia scappare però platform, hack & slash e GDR.
                   










 
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