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Echoes: com’è la miniserie Netflix con Michelle Monaghan

Echoes è disponibile dal 19 agosto su Netflix.

Nel catalogo in continuo aggiornamento di Netflix, arriva Echoes, nuova miniserie di genere thriller-giallo disponibile sulla piattaforma a partire dal 19 agosto. Una co-produzione australiana e statunitense dalle premesse perfette per questo ultimo scorcio d’estate: una sparizione improvvisa, un mistero su cui indagare che prevedibilmente ne sottende molti altri e soprattutto due sorelle gemelle identiche e altrettanto sinistre, interpretate entrambe dall’ottima Michelle Monaghan, qui alle prese con una meritata prova da protagonista assoluta. Tanta carne al fuoco dunque, ma anche diverse tematiche e atmosfere da amalgamare. Missione che purtroppo non sempre riesce a Vanessa Gazy, autrice, sceneggiatrice e co-produttrice esecutiva dello show.

Le protagoniste di Echoes sono le sorelle gemelle Leni e Gina, che fin dalla tenera età condividono diversi segreti e una pericolosa abitudine, ovvero scambiarsi identità, personalità e vita ogni anno nel giorno del loro compleanno. Apparentemente, le loro vite sono separate. Una è scrittrice di successo a Los Angeles; l’altra è rimasta nella loro città natale di Mt. Echo, in Virginia, dove gestisce l’allevamento di cavalli di famiglia. In realtà, all’insaputa delle persone intorno a loro, Leni e Gina condividono mariti, amicizie, parentele e storie. L’occasione per un loro nuovo incontro arriva quando Leni sparisce improvvisamente, lasciando in preda all’ansia e allo sconforto il marito Jack (Matt Bomer) e la figlia Mathilda (Gable Swanlund). Quando Gina torna nei loro luoghi di infanzia, vengono però a galla sentimenti che sembravano sepolti e segreti impossibili da nascondere per sempre, mentre in città le forze dell’ordine cominciano a sospettare.

Echoes: mistero e ambiguità nella nuova miniserie Netflix

Echoes Netflix
Cr. Jackson Lee Davis

L’America rurale e il suo clima di diffidenza e sospetto; un mistero che lascia ben presto dietro di sé una scia di sangue; un’indagine che si deve destreggiare fra segreti e omertà; la famiglia come rifugio sicuro ma al tempo stesso teatro di risentimenti mai sopiti. Nella nuova miniserie Netflix Echoes c’è tanto della prima stagione di True Detective, con cui condivide anche la partecipazione di Michelle Monaghan, in questo caso in un ruolo centrale. Purtroppo, l’esito stavolta non è altrettanto eccezionale, per via di una sceneggiatura decisamente frettolosa, che rende più volte difficile mantenere la sospensione dell’incredulità, e per la sciatteria della messa in scena e del montaggio, che spesso vanifica i tentativi di generare tensione e suggestione nello spettatore.

Difficile infatti comprendere l’ingenuità della stragrande maggioranza degli abitanti di Mt. Echo, che non sospettano del possibile scambio fra le due gemelle neanche quando una delle due è assente e l’altra è costretta a recitare la parte di entrambe, con escamotage da commedia sexy all’italiana. Stupisce inoltre trovare in una produzione di questo calibro frequenti errori di continuità, anche in sequenze abbastanza semplici come quelle di dialogo. Mentre si può chiudere un occhio sui momenti in cui entrambe le sorelle sono in scena, con le inevitabili astuzie che ne conseguono, è arduo accettare le continue inquadrature tagliate o gli incongrui cambi di postura nelle sequenze in cui Michelle Monaghan interagisce con i familiari di Leni e Gina.

Non aiuta inoltre alla resa generale la continua altalena emotiva fra diversi misteri e fra svariati eventi del passato delle sorelle. Twin Peaks ci ha insegnato l’importanza di avere un’enigma centrale attorno al quale fare ruotare gli altri (“Chi ha ucciso Laura Palmer?“). Lezione totalmente disattesa da Netflix con Echoes.

L’interpretazione di Michelle Monaghan

Echoes Netflix
Cr. Jackson Lee Davis

Anche se è difficile stabilire quanto ciò sia volontario, Echoes riesce però a trovare inaspettati picchi emotivi, in particolare sul tema del doppio al centro del racconto e della notevole ambivalente performance di Michelle Monaghan. Il gioco di continui ribaltamenti fra le vite di Leni e Gina e fra le interpretazioni delle sorelle è talmente spinto che spesso è difficile anche per lo spettatore comprendere chi è in scena in un preciso momento. Una dinamica che trova una sponda nelle parole delle gemelle, che più volte ammettono di non sapere a loro volta quale vita stiano effettivamente vivendo. Le gelosie reciproche, la fallacia del ricordo e dei punti di vista e l’idea dell’impossibilità di sentirci davvero completi impreziosiscono questa miniserie, compensando i tanti passaggi a vuoto a livello di scrittura.

In questo sentimento di continuo disorientamento si cela l’elemento più riuscito di Echoes, che scava nell’animo e nelle inquietudini di tutti noi, persi fra le diverse proiezioni delle nostre vite. Qualche colpo di scena ben assestato e l’ancestrale fascino delle figure gemellari fanno il resto, assestando su livelli accettabili la curiosità e l’attenzione dello spettatore. Certo, siamo ben lontani dai livelli di Inseparabili di David Cronenberg e dagli altri riferimenti citati, ma tutto questo basta e avanza per godersi senza farsi troppe domande un prodotto di puro intrattenimento, che non brilla per qualità produttiva ma è comunque preferibile ai tanti show dozzinali che affollano i cataloghi delle piattaforme.

Marco Paiano

Tutto quello che ho imparato nella vita l'ho imparato da Star Wars, Monkey Island e Il grande Lebowski. Lo metto in pratica su Tech Princess.

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