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Gears 5 recensione: una formula classica, ma vincente?

La campagna del nuovo capitolo di Gears of War ripropone una formula già vista e apprezzata nei titoli precedenti, ma sarà ancora vincente?

L’amata serie Gears of War è tornata su PC e console con il quinto capitolo, per l’occasione rinominato semplicemente Gears 5, e con l’arduo compito di portare un’equa miscela di trasformazione della saga e classicità. Il team di The Coalition sarà riuscito nel suo intento? Ve lo spiego in questa recensione!

Gears 5 recensione: una rivoluzione che parte dalla protagonista

gears 5 recensione

Prima di iniziare effettivamente con l’analisi del nuovo capitolo della serie Gears of War bisogna mettere un punto fermo: per approcciarsi a Gears 5 è necessario cancellare la concezione dei protagonisti che i titoli precedenti avevano fornito al pubblico di videogiocatori.

Personaggio principale della nuova avventura, infatti, non è più il machissimo eppure trascurabile JD, ma Kait, combattente tutta al femminile che non ha nel proprio passato generazioni di eroi da vantare ma, dopo la perdita della madre risalente all’ultimo capitolo, è soltanto mossa dal desiderio di vendicarsi e cancellare il passato e gli incubi che la tormentano.

Una scelta simile mostra già il desiderio di trasformazione – e la piccola vena politica e al passo con i tempi – del nuovo capitolo, che oltre a sdoganare il mito del protagonista maschio “macho”, ormai classico per la serie, rompe anche lo splendido alone di meraviglia creato intorno alla figura dei COG, rivelando molte realtà fino ad ora rimaste nascoste.

In questo senso, il titolo firmato The Coalition mostra fin dalla sequenza introduttiva una trama molto più ricca e stratificata, unita ad una migliore caratterizzazione dei personaggi che, rispetto al precedente capitolo, vengono descritti in modo molto più sentimentale e familiare, abbastanza da permettere ai giocatori di affezionarsi.

Una grafica che parla

Gears 5 recensione

A stupire fin dai primi istanti di gioco è la grafica che quest’ultimo può vantare: si sa, anche l’occhio vuole la sua parte, e sia i modelli dei personaggi sia le ambientazioni riescono nell’intento, in una perfetta fusione di colori e dettagli.

Primi ad attirare l’attenzione sono proprio i paesaggi che, in un’alternanza di meraviglia data dalle strutture più futuristiche e devastazione portata da tutte le guerre che hanno dovuto affrontare, in alcune scene riescono a lasciare a bocca aperta, nonostante qualche trascurabile edificio fin troppo poligonale nelle retrovie.

A renderlo possibile è il duro lavoro compiuto dall’Unreal Engine che, unito alla scelta del team di The Coalition di sfruttare una gamma di colori molto più accesa e a tutte le potenzialità dell’HDR, si rivela capace di far risaltare al meglio perfino le lentiggini sul viso di Kait.

Queste caratteristiche arricchiscono i vari atti di Gears 5 di scene epiche fatte di esplosioni, tempeste elettriche, alveari ricchi di nemici e boss giganteschi, abbastanza belli e agili da far rischiare al giocatore qualche piccola distrazione potenzialmente fatale.

Un gameplay con tutte le carte in regola

Gears 5 recensione

Gears 5 si pone fin dall’inizio come tentativo di riscatto della saga che, nonostante la sua capacità di non perdere mai smalto e capacità di divertire, necessitava comunque di una svecchiata.

Nonostante il desiderio di allontanarsi dai suoi predecessori, però, il gioco finisce per non liberarsi mai del tutto dai canoni del passato, riproponendo spesso meccaniche già incontrate (come il reiterato classico delle coperture che, in alcune sequenze, limitano molto le possibilità d’azione, rendendo il combattimento molto statico).

A fornire piacevoli momenti di stacco, oltre che di parziale novità, è sia la presenza di un “simil open world”, parziale eppure efficace, sia delle missioni secondarie, molto utili per ottenere potenziamenti per il fidato Jack, a cui dedicheremo un approfondimento più avanti.

Giocando a difficoltà “Intermedia” la campagna risulta godibile e fatta di scontri che, fatta eccezione per qualche sequenza resa più difficile esclusivamente dal poco supporto dei compagni di squadra, sono quasi perfetti perfino per sfogare un po’ di rabbia repressa.

Parlando di armi il nuovo capitolo non porta con sé molte innovazioni, ma fornisce comunque un’equa gamma da sperimentare e alternare in splendide combinazioni con granate e corpo-a-corpo, riproponendo anche l’iconico lancer con la sua micidiale sega.

Jack

Gears 5 recensione

Come già detto in precedenza, dal punto di vista del gameplay non è possibile evidenziare molte novità o colpi di scena: The Coalition ha preferito mantenere la natura caratteristica della saga, basata sulla splendida miscela di armi perfette per devastare i nemici e poche mosse facili da ricordare.

A portare una ventata di novità in questo Gears 5, però, è Jack. Il robottino volante andrà infatti fin dal primo atto ad accompagnare la squadra Delta, diventando uno strumento indispensabile sia per le fasi di combattimento sia per quelle più “interattive”, divise tra ricerca oggetti e interazione con dispositivi e porte.

La scusa del robottino finisce anche per portare i giocatori ad esplorare il più possibile, in modo tale da trovare sempre più celle di potenziamento per le sue abilità, ideate per adattare il gameplay allo stile di gioco di qualsiasi giocatore.

Jack vi darà infatti la possibilità di affrontare uno scontro in mille modi diversi proprio grazie alle sue funzionalità, tra cui uno scudo extra capace di rendere il personaggio più forte per qualche secondo, l’invisibilità utile per finire i nemici in totale silenzio, e l’hacking, perfetto per portare un nemico a combattere dalla vostra parte!

Gears 5 recensione: acquistarlo oppure no?

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L’ultimo capitolo firmato The Coalition non si discosta molto da tutte quelle caratteristiche che hanno già garantito il successo del franchise nel passato eppure, grazie a qualche piccola modifica, una trama molto più intrigante e approfondita rispetto ai predecessori e spettacolari effetti visivi, si rivela comunque capace di svecchiare la saga.

Gears 5 finisce così per riportare i giocatori all’ovile senza sforzo fin dalle prime sequenze, dove la fusione di gameplay semplice da gestire e le piccole novità portate dalla presenza di Jack non possono che far nascere un desiderio di continuare a giocare per comprendere la conclusione dell’avventura.

Gears 5

  • Grafica capace di lasciare a bocca aperta
  • Una protagonista tutta da scoprire
  • Trama più approfondita
  • Jack è una vera e propria novità
  • Maggiori possibilità di esplorazione
  • Molte meccaniche classiche
  • Poche novità
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Maria Elena Sirio

Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.
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