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Speranza firma un decreto per prevenire la ludopatia

Dal ministero un aiuto alle persone dipendenti dal gioco d’azzardo

Nella giornata di sabato 17 luglio il Ministro della Salute ha firmato un decreto per combattere il gioco d’azzardo.

Più precisamente, si legge nel testo, verranno adottate una serie di “Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico”.

Per dare la notizia, che appare anche sul sito ufficiale del Ministero della Salute, Speranza ha scelto una via poco istituzionale: un breve post sul proprio profilo Facebook.

Nella prima parte del post apparso alle ore 12.17 di sabato scorso sul popolare social si legge: “La ludopatia è una dipendenza pericolosa che colpisce anche i più giovani. Il primo passo è riconoscerla ma poi è necessario intervenire.”

Spetterà ora alle regioni dare concreta attuazione a queste linee d’azione. Come? Attraverso misure che favoriscano l’integrazione tra i servizi pubblici e le strutture private accreditate, gli enti del Terzo settore e le associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale.

Roberto Speranza

Il testo e la nota

Le tre pagine del decreto, che rimandano a un allegato a oggi non disponibile, certificano unicamente la decisione del Ministro della Salute Roberto Speranza di attuare le già citate linee d’azione a favore delle persone affette da gioco d’azzardo patologico. In un iter che parte dalla prevenzione e comprende anche la cura e la riabilitazione.

La nota apparsa sul sito del Ministero si diffonde invece sul fenomeno della ludopatia, o meglio del disturbo da gioco d’azzardo (DGA). Definito come “una patologia che produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti. Può assumere la connotazione di un vero e proprio disturbo psichiatrico ed è a tutti gli effetti una dipendenza patologica.”

E ancora, per quanto riguarda l’incidenza del gioco d’azzardo nel nostro Paese, leggiamo nella nota numeri poco confortanti. “Secondo il precedente DSM-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), la prevalenza tra la popolazione adulta varia dall’1 al 3% della popolazione, con una maggiore diffusione tra familiari e parenti di giocatori. L’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia l’azzardo è un’attività che coinvolge una popolazione di circa 5,2 milioni abitudinari di cui circa 1,2 milioni sono considerati problematici, ovvero con dipendenza.”

Gioco d’azzardo: la legge della Regione Piemonte

Diverse sono i comuni e le regioni che hanno già preso decisioni autonome per contrastare la piaga del gioco d’azzardo. Anche se non mancano iniziative ambigue o controverse.

Il Piemonte, ad esempio, ha modificato una legge già esistente, suscitando non poche polemiche. Si è infatti deciso, tra l’altro, di accorciare (nei comuni oltre i 5.000 abitanti) la distanza tra le sale da gioco o da scommesse e i luoghi cosiddetti sensibili, come scuole e Università.

gioco d'azzardo

Gioco d’azzardo: i dati del Friuli-Venezia Giulia

Il Dipartimento delle Dipendenze dell’ASU FC (Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale) ha stilato l’identikit del giocatore patologico friulano.

Il 79% dei giocatori della regione sono uomini e la loro età media va dai 45 ai 50 anni. Il 21% composto dalle donne ha invece un’età media più elevata, intorno ai 60 anni.

L’istruzione media è buona, non mancano i laureati, e quasi tutti hanno un’occupazione qualificata. Una parte dei giocatori compulsivi è rappresentata da pensionati.

Dei circa 6.000 giocatori affetti da ludopatia residenti in Friuli-Venezia Giulia, solo un sesto si decide a chiedere aiuto ai centri specializzati, tra cui c’è appunto il Dipartimento dipendenze dell’ASU FC, diretto dalla dottoressa Duilia Zanon.

Il percorso di riabilitazione per i dipendenti da gioco d’azzardo è lungo. Occorrono di solito tre anni, tra terapia e periodo di mantenimento, per potersi dichiarare guariti dal problema della ludopatia.

Gioco d’azzardo e Covid

Abbiamo visto in un altro articolo come la pandemia da Coronavirus abbia necessariamente influito anche sulle abitudini dei giocatori d’azzardo.

Il comparto delle sale da gioco, a causa delle chiusure imposte dai vari DPCM che si sono susseguiti a partire dal mese di marzo del 2020, lo scorso anno ha subito un calo complessivo del fatturato di circa il 25%.

Come contropartita, ed era largamente prevedibile, il maggior tempo trascorso fra le mura domestiche ha portato (anche) a un boom del gioco d’azzardo online.

Un report dell’Università di Bristol pubblicato sulla rivista Journal of Gambling Studies segnala che nei mesi della pandemia il gioco d’azzardo online è aumentato di ben sei volte.

E per quanto riguarda l’Italia, Assoutenti certifica un forte aumento del gioco d’azzardo virtuale (anche illegale) negli ultimi mesi. Oltre a una crescita delle persone affette da ludopatia, che nel nostro Paese sono oggi più di 1,3 milioni.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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