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Google Home ed Amazon Echo possono mettere a rischio la nostra privacy

Google Home ed Amazon Echo sono sicuramente i più amati fra gli smart speaker, ma possono compromettere la nostra privacy. Symantec ha rilasciato una guida ai potenziali rischi legati a questi device così smart e sempre in ascolto. Ecco come uno smart speaker può trasformarsi in un pericolo Principalmente, il pericolo maggiore legato all’utilizzo di […]


Google Home ed Amazon Echo sono sicuramente i più amati fra gli smart speaker, ma possono compromettere la nostra privacy. Symantec ha rilasciato una guida ai potenziali rischi legati a questi device così smart e sempre in ascolto.

Ecco come uno smart speaker può trasformarsi in un pericolo

Principalmente, il pericolo maggiore legato all'utilizzo di assistenti per la casa è quello legato all'accesso non autorizzato da parte di pirati informatici. Una volta preso il controllo del dispositivo, è potenzialmente possibile compiere qualsiasi azione: dal cambio di impostazioni, alla gestione degli elettrodomestici connessi, fino al reset delle impostazioni di fabbrica. Ricordiamo che spesso agli assistenti sono collegati anche i sistemi di videosorveglianza e di allarme.

Il punto debole più grande, che potrebbe permettere a malintenzionati di entrare nel nostro sistema, è insinuato nei servizi di streaming. Tuttavia, Symantec conferma che – fino ad oggi – non ha rilevato minacce concrete che sfruttano questa debolezza.

Infine, è bene ricordare che non solo gli smart speaker possono essere hackerati. Le vulnerabilità sono presenti anche in tutti gli altri dispositivi connessi, che potrebbero garantire indirettamente l'accesso ai nostri Google Home o Amazon Echo.

Alcuni suggerimenti che possono aumentare la nostra sicurezza

Innanzitutto, è fondamentale scegliere con cura l'account da collegare all'assistente vocale di casa. Ad esempio, se possibile è meglio crearne uno nuovo da utilizzare solo a tale scopo. La password dev'essere sufficientemente complessa ed è meglio avvalersi di autenticazione a doppio fattore.

L'utilizzo di una rete Wi-Fi casalinga, con autenticazione WPA2, è da preferirsi a qualsiasi hotspot aperto. Per gli ospiti, è bene avvalersi di reti dedicate da sfruttare anche per dispositivi IoT che non reputiamo sicuri.

La funzione acquisti, se non strettamente necessaria, dovrebbe essere disattivata dai nostri assistenti e dovremmo evitare in qualsiasi caso di trasmettere informazioni sensibili quali password e numeri di carta di credito.

Se possibile, sarebbe meglio cancellare ad intervalli periodici le registrazioni catturate dall'assistente. Tuttavia, questo comporta un ritardo nell'apprendimento delle nostre abitudini da parte del device.

Infine, se lo smart speaker supporta la funzione, è bene impostarlo in modo che riconosca solo ed esclusivamente la nostra voce.


Carla Stea

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