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Nei data center di Google troviamo migliaia di server che alimentano i principali servizi del colosso di Mountain View. Questi permettono il consueto funzionamento di Google Search, Gmail e – tra le altre cose – YouTube, ma necessitano anche temperature più basse per lavorare senza intoppi.

È per questo motivo che, due anni fa, la compagnia ha iniziato ad implementare l’Intelligenza Artificiale per i sistemi di raffreddamento dei suoi data center.

L’IA alla guida dei data center Google

google deepmind ai

Inizialmente, l’IA di DeepMind – start-up acquisita da Google nel 2014 – supportava un sistema che avrebbe fornito ai responsabili dei data center dei consigli su come incrementare l’efficienza energetica e, allo stesso tempo, mantenere delle temperature ottimali all’interno delle strutture.

Sul blog di DeepMind leggiamo: “Anche i più piccoli miglioramenti apporterebbero dei significativi risparmi energetici e ridurrebbero le emissioni di CO2 al fine di contrastare i cambiamenti climatici”.

Oggi tale sistema è stato ulteriormente migliorato e ora l’Intelligenza Artificiale è in grado di controllare ogni singolo processo della gestione dei data center. L’implementazione manuale dei suggerimenti dell’IA stava infatti richiedendo un’eccessiva quantità di tempo e lavoro – come dichiarato dagli stessi operatori dei data center – ed è per questo che Google avrebbe iniziato a ad adottare una soluzione completamente automatizzata.

Gli operatori umani sono sempre presenti all’interno dei centri di Google, ma è il sistema IA a lavorare. Ogni cinque minuti, il sistema scatta ‘un’istantanea’ del sistema di raffreddamento e invia le relative informazioni alla rete neurale di DeepMind; successivamente, l’IA determina quali sono le azioni che dovranno essere prese per regolare la temperatura e minimizzare il consumo energetico e, dopo aver superato alcuni controlli di sicurezza, implementa tali azioni.

Google ha dichiarato che questo sistema sta già operando da alcuni mesi, producendo un risparmio energetico pari a circa il 30%. Nei piani della società, la tecnologia presente nei data center potrebbe trovare delle applicazioni in altri ambiti industriali.


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Pasquale Fusco

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A metà strada tra un nerd e un geek, appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e hi-tech. Scrivo di questo e molto altro ancora, cercando di dare un senso alla mia laurea in Scienze della Comunicazione e alla mia collezione di Funko Pop.