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Ecco perchè l’Ungheria ha vietato Harry Potter

Il Governo di Viktor Orban vieta Harry Potter, Friends e Billy Elliot ai minorenni

L’Ungheria sta vivendo un momento davvero particolare sotto il profilo politico e sociale. In questi giorn il Governo di Viktor Orban ha vietato ai minori di 18 anni tutti i contenuti che promuovono l’omosessualità o il cambio di sesso. Tra questi ci sono film come Harry Potter, Billy Elliot e Il Diario di Bridget Jones, che saranno tramessi esclusivamente in seconda serata, e con divieto ai minorenni.

Harry Potter: film vietato ai minorenni in Ungheria

In questi giorni la rete televisiva RTL Klub Hungary ha annunciato l’approvazione da parte del Parlamento Ungherese di una legge che vieta ai minorennila visione dei film di Harry Potter e di tantissime altre produzioni cinematografiche e televisive. Il motivo? Conterrebbero una qualche promozione dell’omosessualità. Un provvedimento proposto da Fidesz, il partito di estrema destra di Viktor Orban. E approvato in Parlamento con una maggioranza di 157 voti a favore – e uno solo contrario -.

Di base, la legge sembrerebbe pensata per combattere la pedofilia, ma contiene poi emendamenti che vietano la diffusione di contenuti che potrebbero deviare i minori sull’identità di genere. Questo significa che film come Billy Elliot o serie tv come Friends dovranno essere necessariamente trasmessi in seconda serata, e con il bollino che li segnala come vietati ai minori. Un provvedimento duramente criticato dalle organizzazione LGBT, che lo hanno addirittura paragonato alla legge russa che nel 2013 vietò la “propaganda gay”.

Le critiche ad Orban sono arrivate immediatamente da alcuni esponenti della politica ungherese. E anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, ha voluto commentare la situazione del “provvedimento che rafforzerà il pregiudizio e l’omofobia. Col solito trucco di definire ‘propaganda gay’ l’educazione ai diritti umani e l’aggravante di averlo inserito in un disegno di legge contro la pedofilia“. La situazione ungherese comincia a farsi piuttosto preoccupante. Lo stesso Ivan Scalfarotto ha commentato: “L’appartenenza all’UE, come ha recentemente affermato la presidente von der Leyen, presuppone la più ampia inclusione e il rispetto dei diritti delle persone Lgbtqi+“. Come si comporterà ora Orban? Quali saranno le sue prossime mosse? E cosa farà l’Europa per difendere le minoranze?

Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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