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Hearthstone Accademia Scholomance recensione

La recensione de L’Accademia di Scholomance, l’ultima espansione di Hearthstone
Il gioco di carte collezionabili di Blizzard si arricchisce con nuove carte e nuove dinamiche di gioco


Hearthstone L’Accademia di Scholomance Recensione

Hearthstone ha ormai 6 anni. Il gioco di carte collezionabili di Blizzard, spin-off della celeberrima serie videoludica Warcraft, è infatti uscito nel marzo del 2014 e da allora abbiamo assistito all’introduzione di espansioni e avventure di ogni genere. Non tutte però hanno fatto breccia nel cuore degli appassionati, portando il gioco ad essere sempre meno popolare. Naturalmente questo non significa che Hearthstone stia scomparendo. I giocatori attivi sono ancora tantissimi, i tornei non mancano e il team di sviluppo sta facendo il possibile per risvegliare l’interesse dei fan.

L’Accademia di Scholomance è l’ultimo tentativo di riattizzare il fuoco della passione che abita gli amanti del titolo. Uscita il 6 agosto, l’espansione ha portato con sè una serie di interessanti novità. Scopriamo quali.

Le novità de L’ Accademia di Scholomance

Come da tradizione l’espansione porta con sè ben 135 nuove carte, ispirate ad un popolare dungeon di World of Warcraft: Scholomance. Non ritroveremo però un luogo dannato e minaccioso. Il nuovo contenuto di Hearthstone ci riporta indietro nel tempo, a quando Scholomance era una vera accademia di magia popolata dagli immancabili apprendisti.

Hearthstone Accademia Scholomance StudiAd accompagnare le nuove carte ci sono anche le novità riguardanti le dinamiche di gioco. La prima è Studi, ossia magie che costano un solo mana e che permettono di rinvenire altre carte; in più otterremo anche uno sconto di 1 punto mano sulla prima carta di quel tipo che andremo ad utilizzare. Lo sappiamo, sembra piuttosto complesso ma nella pratica il funzionamento risulta estremamente semplice e capace di produrre interessanti effetti per le diverse classi.

L’Accademia di Scholomance introduce anche un altro genere di carte, quelle bi-classe. Fino ad ora infatti potevamo avere due genere di carta: per tutte le categorie o per una specifica. Ora abbiamo carte che uniscono le caratteristiche di due classi e che possono essere utilizzate da entrambi gli eroi. L’idea ci è piaciuta parecchio e sicuramente aiuterà i giocatori a sbizzarrirsi un po’ nella creazione dei nuovi mazzi.

Infine abbiamo l’Impulso Magico, parola chiave che può caratterizzare sia creature che armi. Il funzionamento anche in questo caso è piuttosto intuitivo: dopo aver lanciato una magia il servitore con Impulso Magico può guadagnare un bonus. Se usata al momento giusto questa dinamica può fare la differenza ma attenzione, non è “cumulabile”: si innesca Impulso Magico solo una volta e solo con la prima magia.

Il meta è cambiato?

Hearthstone Accademia Scholomance Impulso MagicoOgni volta che il Team 5 rilascia una nuova espansione per Hearthstone ci poniamo la stessa domanda. Sì, è bello avere nuove dinamiche e nuove carte, ma l‘equilibrio è stato sconvolto? Come? Quanto? Sono tutti quesiti legittimi se siete appassionati giocatori di Hearthstone. I fan poi saranno pienamente consapevoli degli errori fatti in passato: basta poco per sbilanciare il gioco e ritrovarsi con classi nettamente superiori alle altre.

L’Accademia di Scholomance in realtà non cambia completamente le carte in tavola ma sicuramente ci sono classi che beneficiano dell’espansione più di altre. In particolare il Paladino risulta ora decisamente più interessante e combattivo mentre il Druido e il Mago accrescono ulteriormente il loro potere grazie alle nuove carte.

Queste però sono le modifiche più evidenti. In realtà tutte le categorie beneficiano della nuova espansione che, di fatto, getta le basi per un futuro che potrebbe riportare davvero in auge il titolo di Blizzard offrendo ai giocatori un meta sempre più variegato e dinamiche di gioco ancora più stimolanti.

Hearthstone
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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.