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Ecco i 5 hotel più tecnologici del mondo

Riconoscimento facciale, pagamento con criptovalute e molto altro. Quando l’albergo diventa hi-tech

Siamo in piena estate, e su Internet pullulano i consigli su come organizzare le ferie. Luoghi da visitare, vestiti alla moda da indossare, libri da portare in valigia…

E dal momento che la tecnologia fa sempre più prepotentemente parte delle nostre vite, non mancano le recensioni a prodotti tech che possono rendere più gradevole e smart le vacanze. Anche noi abbiamo dedicato un articolo all’argomento.

Ma c’è chi la tecnologia, anziché portarsela con sé, desidera trovarla nella struttura ricettiva dove prenota. Un po’ per curiosità, un po’ per pigrizia e un po’ per convinta adesione a un mondo sempre più automatizzato.

È in continua crescita il numero di hotel all’avanguardia nell’offrire soluzioni hi-tech alla propria clientela. Ne abbiamo scelti cinque a solo titolo esemplificativo, ciascuno notevole per alcune caratteristiche. Scopriamo quali sono i cinque hotel tra i più tecnologici del mondo selezionati per voi.

hotel tecnologici

L’hotel galleggiante che si autoalimenta

Il primo dei cinque hotel tecnologici è l’unico ancora in costruzione.

Sta nascendo in Qatar, e sarà pronto nel 2025, un hotel di lusso (di 35.000 metri quadrati di superficie, con una lobby di 700 metri quadrati) a dir poco strabiliante. Tra le sue caratteristiche avrà quella di essere galleggiante e di compiere un intero giro su se stesso nell’arco di 24 ore.

L’albergo, di cui ancora non si conosce il nome, avrà 152 camere e sarà alimentato a energia eolica e solare. La corrente dell’acqua, attraverso delle turbine eoliche, produrrà elettricità. Inoltre l’hotel raccoglierà e riutilizzerà l’acqua piovana (grazie al particolarissimo tetto) e gli scarti alimentari. C’è di più: ogni ombrellone fungerà da mini pala eolica.

Lo ha progettato l’Hayri Atak Architectural Design Studio (HAADS) di Istanbul, i cui architetti non sono di certo nuovi a soluzioni estreme. È loro, per esempio, lo spericolato hotel norvegese costruito su uno spuntone di roccia alto 604 metri a strapiombo sul fiordo Lysefjord.

Criptovalute? Sì, grazie

Tra gli hotel più tecnologici, molti strizzano l’occhio a un mondo che sta diventando sempre più dematerializzato.

Spinte dal favore di alcuni tycoon, primo tra tutti Elon Musk, le criptovalute stanno facendo sempre più parlare di sé. Al punto che un Paese, El Salvador, ha adottato in anteprima mondiale il Bitcoin come moneta legale.

L’interesse verso le criptovalute è stato intercettato anche da alcuni alberghi, come il Marvie Hotel & Health di Spalato, che accetta le principali monete virtuali per prenotare e acquistare servizi.

Diana Rubić, general manager del Marvie Hotel, ha detto: “Numerose richieste pervenute di recente al nostro indirizzo erano relative alla possibilità di pagamento con metodi alternativi, ovvero criptovalute, che hanno solo facilitato la nostra decisione.

Il nostro obiettivo finale è quello di aumentare l’esperienza di soggiornare al Marvie Hotel a un livello completamente nuovo. Oggi è possibile attraverso un uso moderno, veloce e sicuro delle criptovalute come mezzo di pagamento, che è il risultato di una proficua collaborazione con Electrocoin, una delle principali startup finanziarie croate”.

Robot alla reception e riconoscimento facciale

Tra gli hotel più tecnologici non può mancare una citazione per lo Henn-na di Sasebo, in Giappone. Già il nome è una garanzia: Henn-na in italiano significa sia evoluto che strano, e in effetti l’hotel in questione è un perfetto mix dei due aggettivi.

Il personale è composto quasi soltanto da robot. Ce ne sono che accolgono alla reception (con fattezze umanoidi o simili a dinosauri) e alla reception, pronti a soddisfare clienti che parlano le lingue più diffuse.

Un robot facchino si occupa dei bagagli, e si accede alle camere tramite il riconoscimento facciale.

L’hotel si sviluppa su due piani, e nelle sue 72 stanze non ci sono interruttori: si gestiscono tutti i comandi tramite un sofisticato sistema di riconoscimento vocale, che non solo (ad esempio) accende e spegne le luci ma dà anche svariate informazioni, tra cui le previsioni meteorologiche.

L’imprenditore giapponese Hideo Sawada, ideatore del progetto, sta pensando come automatizzare anche il sistema di sorveglianza, affidato a centinaia di telecamere per ora supervisionate da guardie umane.

Glam e hi-tech

C’è tutta la componente grandiosa della cultura a stelle e strisce nell’Aria Resort e Casinò di Las Vegas, senza dubbio uno degli hotel più tecnologici del mondo.

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Diversity Hotel
  • Zanforlin, Luca (Author)

I suoi maestosi volumi accolgono la bellezza di 4.000 camere e, come facilmente intuibile dal nome, un lussuoso casinò. E che casinò: oltre 14.000 metri quadrati di superficie costellati da qualcosa come 1.940 slot machine e 145 tavoli da gioco.

Qui il glamour, che si respira a ogni passo, fa pendant con l’hi-tech. Infatti, tramite un pannello touchscreen posizionato di fianco al letto è possibile compiere un numero impressionante di operazioni, tra cui chiudere le tende e chiamare il maggiordomo. Il sistema RFID (Radio Frequency Identification, cioè Identificazione a radiofrequenza) installato nelle chiavi della camera apre le porta non appena ci si avvicina a sufficienza. E la connessione Wi-Fi è 8 volte più veloce della media degli hotel USA.

Ostello tecnologico? Esiste

Permetteteci di barare un po’, e di farci includere tra i nostri 5 hotel tecnologici anche un ostello.

Ma non potevamo non citare una piccola follia cinese, il Pengheng Space Capsules Hotel di Shenzhen.

Si tratta di un ostello nella forma di capsule hotel. La curiosa formula, inventata in Giappone, riduce davvero al minimo lo spazio di ogni stanza. Spesso i minuscoli blocchi modulari consentono appena di dormire e di guardare la TV, e di certo non sono consigliabili a chi soffre di claustrofobia. Mediamente, infatti, parliamo di mini camere di due metri per uno, alte meno di un metro e mezzo.

capsule hotel
Un capsule hotel (…non tecnologico)

Il Pengheng Space Capsules Hotel di Shenzhen ha coniugato questa peculiarità con la tecnologia. Gli arredi sono di ispirazione spaziale, i robot svegliano i clienti al mattino e ogni microstanza ha il Wi-Fi e un televisore a schermo piatto di ultima generazione.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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