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I virus sugli smartphone? Sono reali e pericolosi

19,2 milioni. Di che parlo? Delle applicazioni maligne bloccate da Trend Micro durante il 2016. Un numero davvero enorme – praticamente il doppio dell'anno precedente – che riflette la nostra ormai sempre più acuta dipendenza dai dispositivi mobile. Li usiamo per tutto, dal lavoro alla spesa, dalle conversazioni con gli amici alla gestione del conto bancario, e questo non fa che invogliare i malintenzionati a sviluppare software capaci di rubare i nostri dati e di sfruttare le vulnerabilità sia di Android che del super-bilndato iOS.

Ma quali sono i dati più interessanti che emergono dalla ricerca effettuata da Trend Micro in questo campo?

Partiamo in primis dalle aziende e dalla filosofia del BYOD, ossia Bring Your Own Device. Un sistema che fa risparmiare soldi alle diverse società e che permette ai dipendenti di lavorare praticamente ovunque usando i propri dispositivi, ma che mette in pericolo le reti aziendali così come le risorse e i servizi.  Una piaga che nasce dalla sconsiderata abitudine di scaricare app da marketplace non ufficiali e che fortunatamente non sembra aver colpito il nostro Paese in modo significativo, contrariamente a quanto avviene in Cina, Francia, Brasile, Polonia e persino nella rigorosa Germania.

Tra i privati invece sono esplosi i ransomware, spesso spacciati come giochi e aggiornamenti del sistema, ma anche mascherati dalla classica pornografia. Spesso capaci di ottenere i privilegi di amministratore per evitare di essere disinstallati, questi virus sembrano diventare sempre più pericolosi tanto da essere addirittura sbarcati sulle smart TV. Fortunatamente anche in questo caso il nostro Paese è sfuggito al fenomeno, mentre Indonesia, India, Russia, Giappone e Malesia hanno vinto un posto nella top 10 degli Stati più soggetti ai ransomware.

Non sono ovviamente mancanti i virus legati all'Internet Banking con la Russia che vince il premio di Paese più colpito da questo tipo di trojan, accompagnata da altri grandi stati come Cina, Australia, Giappone, Ucraina e persino Romania e Taiwan.

Cosa dobbiamo quindi aspettarci per il 2017 dopo un 2016 così disastroso?

Sicuramente i ransonware esploderanno nei prossimi mesi, ma iniziative come i Vulnerability Rewards Program di Google e Qualcomm hanno spinto aziende e privati a scovare le vulnerabilità del sistema per segnalarle a grandi colossi del settore, permettendo loro di coprire grandi e piccole falle del sistema garantendo di conseguenza maggior sicurezza. A far ben sperare nel futuro ci pensa poi l'ultima versione di Android, Nougat, che ha messo in sicurezza le API più usate dai ransomware.

Voi, dal canto vostro, dovrete sicuramente fare attenzione a ciò che fate con il vostro smartphone. Il che non significa vivere nella paura ma adottare una serie di buone abitudini come aggiornare il sistema, usare unicamente gli store ufficiali ed installare un buon antivirus nel caso la vostra azienda abbia deciso di spostare la politica del BYOD.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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