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Il primo cuore bionico con ricarica wireless

Per la prima volta un dispositivo di assistenza ventricolare che elimina la necessità di un cavo

I dispositivi ad assistenza ventricolare (VAD), ovvero impianti meccanici capaci di aiutare i pazienti a pompare il sangue all’interno del corpo, esistono da più di 50 anni, e fino ad oggi hanno tutti richiesto un’alimentazionepraticamente continua via cavo. A dicembre, però, per la prima è stato impiantato un cuore bionico capace di essere ricaricato in maniera wireless, con innumerevoli vantaggi per l’utilizzatore.

Un cuore bionico con wireless charging

Il paziente protagonista di questa storia è il 24enne Ismail Tursunov, il quale, a causa di una insufficienza cardiaca all’ultimo stadio, è stato operato al cuore a dicembre 2018. Nei VAD tradizionali il cavo di alimentazione esce da un buco nell’addome del portatore, e dev’essere connesso ad una presa di corrente o ad una batteria esterna. Il paziente deve avere sempre con sé delle batterie di riserva, perché in caso di necessità ha solo 15 minuti prima che il dispositivo smetta di pompare sangue in circolo. Il buco attraverso cui passa il cavo è inoltre facilmente soggetto ad infezioni, richiedendo quindi ulteriore cura e attenzione da parte del paziente.

Il nuovo sistema wireless risolve tutti questi problemi: dotato di una batteria interna con una autonomia di 8 ore, può essere ricaricato semplicemente indossando una veste collegata ad una fonte di alimentazione. Sia il VAD che la veste sono dotato di avvolgimenti di rame, che permettono uno scambio di energia senza fili. Un dispositivo da polso permette a Turnsunov di controllare la carica del suo impianto, e nel caso di problemi, un allarme con vibrazione lo avverte della necessità di ricaricare o di intervenire in altro modo.

Nir Uriel, esperto di sistemi VAD e direttore del reparto Insufficienze Cardiache, Trapianti e Supporto Meccanico Circolatorio all’Università di Chicagowho, ha commentato: “Questo [impianto] è un notevolmente passo avanti per la qualità della vita del paziente. Il portatore è ora libero di vivere la sua vita quotidiana senza preoccuparsi di essere connesso ad una fonte di alimentazione, e può scordarsi per qualche ora di essere dipendente da un VAD.

Via
Futurism
Fonte
Bloomberg
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Giovanni Natalini

Chi mi conosce mi definisce come una persona 'entusiasta' e 'appassionata': scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi. A tempo perso, sto finendo una laurea magistrale in Ingegneria Elettronica.
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