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Il turismo spaziale potrebbe diventare un problema per l’ambiente

Un razzo emette una grande quantità di CO2 in atmosfera

Il turismo spaziale da parte dei miliardi di tutto il mondo potrebbe diventare, nel prossimo futuro, un grande problema per quanto riguarda l’inquinamento ambientale. Il lancio di un razzo in orbita, infatti, comporta un enorme quantitativo di emissioni di CO2 in atmosfera superiore. Secondo le prime analisi, potrebbero volerci molti anni per smaltire le emissioni prodotte dai razzi utilizzati per il turismo spaziale.

L’era del turismo spaziale è appena iniziata

La scorsa settimana, il lancio di Virgin Galactic che ha portato Richard Branson ad 86 chilometri dalla superfice terrestre ha inaugurato l’era del turismo spaziale. Domani, inoltre, toccherà a Jeff Bezos volare ben al di sopra della superfice spaziale. Molti miliardari in tutto il mondo stanno già comprando i biglietti da aziende come Space X e Virgin Galactic per i prossimi viaggi.

I rischi ambientali sono notevoli

C’è un problema però. Un razzo utilizzato per il turismo spaziale ha un impatto ambientale non indifferente. I combustibili utilizzati emettono varie sostanze in atmosfera tra cui anidride carbonica. Un razzo, si sta, emette 200-300 tonnellate di CO2 trasportando un totale di 4 passeggeri. Le emissioni riguardano, inoltre, l’atmosfera superiore dove resteranno per 2-3 anni.

Anche l’acqua emessa dai razzi resta nell’atmosfera superiore dove potrebbe formare nuvole ed avere un impatto sul riscaldamento climatico. Questi dati sono stati confermati da Eloise Marais, professoressa associata di geografia fisica presso l’University College di Londra che da tempo studia l’impatto dei combustibili sull’atmosfera.

Per il momento, i lanci di razzi sono limitati. In futuro, però, l‘industria spaziale potrebbe raggiungere numeri rilevanti e le elevate emissioni in atmosfera dei razzi potrebbero diventare un problema climatico non da poco.

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