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Sardegna: la provincia di Oristano avvolta dagli incendi

Dopo 60 ore di roghi iniziano la bonifica e la conta dei danni

Sembra finalmente domato il terribile incendio che ha colpito la Sardegna nelle scorse ore.

Si è venuti a capo del fronte del fuoco che ha toccato la zona dell’Oristanese, ma ci sono voluti anche due Canadair provenienti dalla Francia e altrettanti dalla Grecia.

Mentre il territorio devastato dalle fiamme sta iniziando a essere bonificato, si fa la conta dei danni. E i numeri sono impressionanti: più di 20.000 ettari di territorio ridotti in cenere e oltre 1.500 persone evacuate. A cui va aggiunta la strage di animali, difficile da calcolare numericamente.

Ripercorriamo la cronologia dei tremendi incendi in Sardegna, la cui origine ancora una volta è molto probabilmente dolosa.

Gli incendi in Sardegna: le origini

È sempre arduo individuare l’origine di incendi così vasti.

Sembra comunque che tutto sia iniziato intorno alle ore 18 di venerdì 23 luglio. Quando un’automobile in panne ha preso fuoco nella Provinciale 15, all’altezza del comune di Bonarcado, nell’Oristanese.

Le fiamme provenienti dal cofano dell’auto si sono estese sino al bosco di Sos Molinos e provvisoriamente circoscritte. Ma lo scirocco che ha soffiato nella mattina di sabato ha allargato il rogo sui terreni circostanti. 60 persone residenti a Santu Lussurgiu, nei pressi del fronte del fuoco, hanno subito abbandonato le loro case.

Le fiamme hanno presto raggiunto la piazza centrale di Cuglieri, e gli abitanti sono stati trasferiti nei centri limitrofi.

Le indagini in atto stanno verificando la possibilità (tutt’altro che remota) che qualcuno abbia piazzato degli inneschi, approfittando proprio dell’incendio scoppiato venerdì, oltre che del vento e del caldo.

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I soccorsi

Dopo almeno 60 ore di roghi, gli incendi in Sardegna sembrano finalmente domati.

Ingente lo schieramento di forze messe in campo per contrastare le fiamme. Sono intervenuti 22 mezzi aerei: 10 elicotteri e 12 Canadair. Tra questi ultimi, due sono arrivati dalla Grecia e due dalla Francia. A terra sono stati impegnati circa 7.500 persone tra vigili del fuoco, barracelli (un’istituzione pubblica di polizia locale, urbana e rurale tipica della Sardegna), agenti della Guardia forestale e della Protezione civile. Si sono contati 600 interventi dei Carabinieri in soccorso dei territori invasi dalle fiamme.

I danni degli incendi in Sardegna

Ora che gli incendi in Sardegna sono stati circoscritti, si iniziano a contare i danni.

Già nella giornata di lunedì si è riunito il Comitato operativo regionale per elaborare lo schema operativo necessario per la perimetrazione del rogo e la valutazione dei danni. Oltre che per predisporre la relazione tecnica necessaria per il riconoscimento dello stato d’emergenza nazionale. “Abbiamo agito d’anticipo – ha spiegato il Presidente della Regione Christian Solinas – per abbattere i tempi tecnici e abbreviare i passaggi che ci consentiranno di erogare risorse ai cittadini, per il risanamento di edifici pubblici e privati, per una ripartenza rapida”.

Mentre si comincia a rientrare nelle case sfollate, si fanno i calcoli. Che parlano di qualcosa come 20.000 ettari di terreni ridotti in cenere, aziende e case distrutte, e almeno 1.500 persone evacuate.

La Regione Sardegna ha dichiarato lo stato di emergenza per 13 comuni dell’Oristanese, azione necessaria per richiedere poi lo stato di calamità.

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La strage degli animali

Gli incendi in Sardegna hanno anche fatto strage di animali: mucche, buoi, pecore, cavalli, cani e non solo. Queste le parole di Giovanni Contini, ispettore regionale delle Guardie zoofile della Sardegna: “In quei boschi viveva una popolazione di almeno 400 cervi, volpi, cinghiali e tantissimi altri animali selvatici. È una catastrofe di proporzioni inimmaginabili, che avrà conseguenze per i prossimi 15 anni a venire. Ci aspettavamo di essere inondati di chiamate per segnalazioni di interventi per la fauna selvatica, ma non è arrivata nessuna richiesta dalla Regione o dai Forestali”.

Gli fa eco Eraldo Sanna Passino, direttore dell’ospedale veterinario dell’Università di Sassari: “Fin dai primi momenti il circolo dei veterinari sardi si è messo a disposizione per curare gli animali feriti. Ora in ospedale aspettiamo che arrivino le bestie ferite.

È un disastro di proporzioni immani: va perduto un patrimonio economico e genetico, non possiamo ancora fare una stima di quanti capi siano morti negli incendi, ma sappiamo che abbiamo perduto linee di sangue fondamentali per la razza della pecora sarda”.

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  • Deledda, Grazia (Author)

Tra stato di allerta e bonifica

La zona dell’Oristanese colpita dai roghi è ancora nello stato di massima allerta, e si vigila per arginare subito eventuali nuovi focolai.

Nel frattempo, iniziano pur tra mille difficoltà le operazioni di bonifica. “Alle 6.30 di questa mattina gli aerei hanno ripreso le operazioni”, ha detto nella giornata di ieri, 26 luglio, l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile Gianni Lampis. “Non si tratta soltanto di fermare l’avanzata delle fiamme, ma di bonificare le zone dove potrebbe riprendere vigore”.

Intanto, molti allevatori hanno promosso la “paradura” del foraggio, ovvero il dono delle risorse ai colleghi in difficoltà, e sono diversi i pastori che stanno offrendo pascoli in varie zone dell’isola.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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