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Instagram ha “rimosso per errore” i post sulla moschea di Al-Aqsa

Il nome della moschea confuso con quello di un'organizzazione che gli Stati Uniti riconoscono come terroristica

Instagram ha annunciato di aver “rimosso per errore” i post relativi alla moschea di Al-Aqsa, uno dei più importanti luoghi di culto del mondo islamico, perché uno dei moderatori ha mal interpretato il significato del termine. Infatti la confusione nasce dal nome di una organizzazione che gli Stati Uniti riconoscono come terroristica, Al-Aqsa Martyrs Brigade.

Instagram rimuove per sbaglio i post sulla moschea di Al-Aqsa

La moschea di Al-Aqsa è stata al centro delle cronache recenti a causa degli scontri fra un gruppo di Palestinesi e le forze di polizia israeliane. Quando alcuni dei presenti hanno cercato di condividere video e immagini della violenza avvenuta usando l’hashtag in arabo con il nome della moschea, i post sono stati oscurati o addirittura cancellati.

Oggi Facebook, proprietaria di Instagram, si giustifica dicendo: “Mentre Al-Aqsa (الأقصى) si riferisce a un luogo, sfortunatamente è incluso nel nome di alcune organizzazione censurabili. Da solo, tuttavia, il termine non dovrebbe e non viola le nostre policy. Per essere chiari: non abbiamo mai designato la moschea di Al-Aqsa sotto le Organizzazioni Pericolose, ma piuttosto delle organizzazioni con il nome A-Aqsa. Ogni rimozione basata solo sulla menzione del nome della moschea è un errore e non sarebbe mai dovuto succedere“.

Inoltre Facebook ha specificato che ha un dovere legale nel rimuovere post che supportino o rappresentino organizzazioni sanzionate dagli USA. Anche se non ha l’obbligo di rimuovere notizie riguardo questi gruppi. L’azienda ha inoltre assicurato di aver rimosso Al-Aqsa dall’elenco dei moderatori e che rimuoverà solo i post con il nome delle organizzazioni terroristiche.

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Un errore dal forte impatto sociale

La notizia nel frattempo ha però suscitato nuovo scalpore per quanto sta succedendo a Gaza. L’effetto di questo errore infatti è stato quello di censurare quanto accaduto nei pressi della moschea. E il fatto che sia avvenuto solo a chi postava utilizzando l’hashtag in arabo ha dato l’impressione di una presa di posizione nel conflitto da parte di Instagram. Le dichiarazioni della società chiariscono che questo non è successo, ma arrivano dopo aver contribuito a scaldare un clima già terribilmente teso.

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Source
The Verge

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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