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Aprite le porte delle vostre case. Questo è l’invito che Nextdoor fa ai suoi iscritti lanciando l’edizione 2019 della sua campagna La mia porta è aperta. Dopo l’ottimo risultato dello scorso anno in tutta Italia, la campagna torna per continuare a coinvolgere i vicini di casa nel supporto a chi nel quartiere soffre di solitudine. Un modo per superare la cosiddetta presbiopia sociale e ridurre l’isolamento che sempre di più affolla le nostre città.

Nextdoor ci invita a un caffè con i nostri vicini di casa

Un piccolo gesto può essere di grande aiuto. Un caffè, una chiacchierata, un po’ di compagnia possono cambiare la vita delle persone che si sentono sole, non solo nel caso degli anziani. Si tratta inoltre di step fondamentali nella creazione di una comunità, che risulterà poi sempre più coesa e unita. Proprio questo è uno degli obiettivi chiave del servizio.

La solitudine, svela un recente sondaggio pubblicato da Nextdoor, non è assolutamente rara. Anzi, ben il 40% degli italiani si è sentito solo almeno una volta e più di una persona su due conosce qualcuno che ne soffre. A volte la difficoltà è proprio fare il primo passo, nonostante i dati dicano che il 62% degli utenti Nextdoor si dichiarino più che disponibili a trascorrere tempo con i propri vicini. È giunto quindi di aprire le porte e scoprire di più su chi vive intorno a noi.

nextdoor la mia porta è aperta 2019

Come partecipare all’iniziativa?

Insomma, aiutare i propri vicini è importante, ma come si può fare? Innanzitutto si può condividere il post dell’iniziativa sul proprio profilo Nextdoor, dichiarandosi disponibili a passare del tempo con gli altri. Ancora meglio sarebbe organizzare qualche iniziativa dedicata al quartiere, da un aperitivo a un bel torneo a carte!

Per un impegno ancora maggiore si può scaricare e appendere i poster dell’iniziativa nel quartiere e nel condominio, diffondendo ulteriormente la voce. Oppure un’altra idea è contattare le associazioni sociali che già si occupano del problema dell’isolamento e offrire il proprio contributo.

Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l’Italia, ha così commentato l’iniziativa:

Durante l’ultimo World Economic Forum, diversi esperti hanno discusso di come la tecnologia stia alimentando la solitudine e il deficit di empatia nella nostra vita, nonostante la promessa di avvicinare le persone. È proprio quest’ultima promessa che ha spinto Nextdoor a porsi come obiettivo quello di creare relazioni nella vita di tutti i giorni, soprattutto se si pensa che i quartieri sono una delle comunità più importanti e utili della nostra vita. Per questo vogliamo invitare ad agire con azioni concrete perché solo partendo da piccoli gesti che possono nascere tra vicini si realizzano grandi cose“.

Vico, un membro di 82 anni del servizio ha chiosato:

Ho sempre organizzato attività ed eventi nella mia vita, ho questa passione. Con Nextdoor mi è venuta l’idea di organizzare una serata a tema riscatto sociale, mi è sembrata l’occasione giusta per ripropormi nella società e aiutare le persone a connettersi tra loro“.


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