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Non siamo altro che algoritmi biologici facilmente programmabili | Intervista a Matteo Flora
Hacking, privacy, psicologia cognitiva e filosofia: questi sono solo alcuni degli argomenti trattati con Matteo Flora durante #SpazioAllOspite


La chiacchierata con Matteo Flora durante #SpazioAllOspite è stata un’ora e mezza esplosiva, un insieme di pensieri e argomenti collegati tra loro da un filo rosso ben visibile: la passione con cui Matteo affronta le varie tematiche e la sua vita. Un fiume in piena, che balza con estrema facilità dall’hacking alla psicologia cognitiva, passando per la filosofia e la privacy.

Chi è Matteo Flora

“Per i primi dieci anni della mia vita ho programmato computer, per i successivi dieci anni ho tentato di programmare persone.” Così definisce il proprio lavoro Matteo Flora, un personaggio eclettico, esperto in sicurezza informatica che ha iniziato a fare video su YouTube per una scommessa persa. Tra le altre cose, ha fondato due società. La prima, The Fool, si occupa di customer intelligence e crea strategie basate sull’analisi dei dati, l’altra è una LegalTech che aiuta le aziende e i leader a tutelare la propria reputazione e il posizionamento strategico.

Ora programma quindi le persone, utilizzando bias cognitivi: i pregiudizi che risiedono in ognuno di noi. “I computer sono più difficili da programmare e sono più razionali” ha confermato Matteo Flora. Le persone, prese in grandi quantità, sono infatti più facili da programmare. “Sono algoritmi biologici che processano informazioni per costruirsi un modello di realtà”.

Durante la diretta streaming sono stati toccati tantissimi temi e snocciolarli tutti sarebbe impossibile. Perché Matteo è tantissime cose: un docente universitario, fondatore e co-dirigente di The Fool e LT42, un fotografo, un hacker e tanto altro.

La reputazione online

“Non importa cosa dici, importa cosa gli altri capiscono.” ha affermato Matteo Flora. La reputazione online delle aziende è fondamentale. La sua società, The Fool, si occupa di creare strategie basate sui dati: si analizzano le persone, si dividono in cluster omogenei (in gruppi che pensano più o meno allo stesso modo, che hanno dei valori di riferimento di base) e si indica alle aziende come approcciare ciascuno di questi gruppi nel modo corretto. Grazie all’analisi dei dati si riescono ad evitare campagne impostate in modo sbagliato e quindi le catastrofi reputazionali.

Almeno il 25% del valore di un’azienda è direttamente attribuibile alla sua reputazione, nelle aziende di lusso addirittura si parla del 75%. Inoltre un problema reputazionale è quello che ha maggior impatto sul valore aziendale e sul prospetto di fatturato. Il consumatore, spiega Matteo Flora, sceglie un prodotto anche per ciò che il brand rappresenta e trasmette, non solo per le caratteristiche intrinseche del prodotto.

Privacy

Un altro tema toccato durante la diretta è stato quello della privacy. Matteo Flora spiega come sia cambiato il concetto che diamo alla privacy: sappiamo di più cosa vuol dire, ma siamo più liberali nell’utilizzare un certo tipo di strumenti. Utilizziamo la tecnologia senza capirla a fondo, facendo circolare quindi in rete nostri dati e informazioni personali senza accorgercene.

Uno dei più grandi problemi al giorno d’oggi è il password reuse: un attacco in cui gli hacker mettono le mani sulla password di un account e la usano per provare ad entrare in svariati account della stessa persona. Il password reuse è diventato un problema dopo l’avvento dei grandi leak dei database, ovvero quando vengono resi pubblici i dati degli utenti in seguito ad un attacco informatico. A questo proposito per scoprire se la password che utilizzate solitamente è stata vittima di un data leak, potete consultare questo sito.

Il nostro ospite, parlando proprio di privacy e di sicurezza dei dati, assicura che l’applicazione Immuni, tanto discussa nelle ultime settimane, sia totalmente sicura. Immuni è un’applicazione decentralizzata: tutti i dati anonimi e i contatti che una persona ha avuto non risiedono in un database centrale, ma nello smartphone dell’utente. In questo caso l’utente ha pieno controllo dei dati, potendo cancellare i propri identificativi in ogni momento direttamente dal sistema operativo del cellulare.

Migliorare la propria vita

Uno dei talk più famosi di Matteo Flora è “LifeHacking for Hackers”, in cui racconta come ha cambiato determinate abitudini per vivere meglio. Un hacker, alla base, è “colui che prende qualcosa che non è in grado di fare determinate cose e la trasforma in qualcosa che è in grado di farle. L’hacker porta all’estremo la curiosità e la voglia di imparare”. Così lui ha “hackerato” se stesso, cambiandosi nel tempo e migliorando la sua vita.

Uno dei suoi mantra per vivere meglio è abbandonare completamente il multitasking, procedendo completando un task alla volta. Un’altra regola base è eliminare le cose che ci rendono tristi e far caso alle giornate felici. Sbarazzarsi degli oggetti inutili, e raggiungere la vera felicità. Citando il Piccolo Principe: “La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”.

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Il Piccolo Principe
  • Saint-Exupéry, Antoine de (Author)

L’esperienza con Matteo è stato un viaggio incredibile in cima alle montagne russe, di quelli che travolgono e fanno sentire la necessità di cinque minuti di assestamento una volta terminati. Se vi siete persi l’intervista, il nostro consiglio è assolutamente di recuperarla e godervi l’infinità di temi trattati e la profondità con la quale sono stati affrontati.

 


Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.