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Micromobilità: la grande rivoluzione in arrivo per le nostre città

Come cambieranno i nostri spostamenti nei prossimi anni? E che impatto avrà questo sulle nostre città e sulla nostra società?

Il concetto di micromobilità è uno dei più affascinanti dell’ultimo periodo. Sempre più spesso infatti si pone il focus su questo aspetto dei nostri spostamenti, con tante innovazioni nate negli ultimi anni. Si tratta di un problema, ma anche un’opportunità, che sarà sempre più centrale e lo sanno bene Wired e SEAT, che hanno organizzato durante la la Milan Design Week uno speciale talk sulla micromobilità.

Qui diversi esperti del tema, da Oliviero Baccelli dell’Università Bocconi a Federico Cassani e Daniele Belleri, hanno raccontato le proprie visioni e aspettative per i prossimi anni. L’obiettivo di Wired Urban, questo il nome dell’incontro sponsorizzato da SEAT Minimó, era provare a immaginare l’impatto che l’evoluzione della micromobilità porterà nella nostra società.

La sovrappopolazione ci spingerà verso la micromobilità?

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Sono in tanti al giorno d’oggi a preoccuparsi della sovrappopolazione. Il numero di risorse sulla Terra non è infinito e la crescita esponenziale del numero di esseri umani potrebbe metterci presto in difficoltà. Uno degli effetti più probabili è comunque un aumento delle dimensioni dei centri abitati. Questo porterà a una riorganizzazione quasi totale dell’ambiente urbano e qui giocherà un ruolo fondamentale la micromobilità.

I primi effetti di questa rivoluzione in arrivo li stiamo osservando già ora. Giorno dopo giorno nascono nuovi modelli per gli spostamenti, sempre diversi tra sharing di auto, bici e monopattini elettrici, servizi di trasporto con autista e molto altro ancora. Il fatto che nessuno tra questi si sia ancora affermato definitivamente e la continua spinta innovativa dell’ambiente tengono aperta la possibilità per la nascita di nuovi player che potrebbero rivoluzionare il settore.

Va sottolineato poi come tutto sia spesso fatto con uno speciale occhio di riguardo per l’ambiente. Spesso alla base dei vari modelli di micromobilità c’è un desiderio di ridurre l’inquinamento e i mezzi circolanti, anche tramite l’utilizzo dell’alimentazione elettrica.

Su tutto questo scenario incombono lentamente, ma costantemente, i veicoli a guida autonoma. Giorno dopo giorno sono sempre di più le innovazioni in questo campo. È facile immaginare che in un futuro neanche troppo remoto saranno una presenza sempre più rilevante nelle nostre città.

L’impatto di questa tecnologia è difficile da valutare con certezza al momento ovviamente. Quello che ci si può aspettare è uno spostamento dell’asse sempre più verso modelli di condivisione dei veicoli. Questo potrebbe avere un effetto molto forte sulle nostre città, non solo per quanto riguarda la vita al loro interno, ma anche la loro stessa forma.

La riorganizzazione cittadina, ma anche sociale

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Lo sviluppo di mezzi senza conducente, ma anche lo stesso aumento dei servizi di sharing ad esempio potrebbe ottimizzare l’utilizzo delle automobili, riducendo il numero di quelle in circolazione, ma soprattutto la necessità di parcheggi. Si potrebbero recuperare quindi ampi spazi urbani, offrendo incredibili possibilità. Un modo di vivere la città completamente nuovo.

Secondo i relatori di Wired Urban, la strada da seguire in generale per la micromobilità parte dalla rete di mezzi pubblici. Sono i primi e principali alleati degli spostamenti urbani ovviamente e le nuove soluzioni funzioneranno tanto meglio quanto più sapranno integrarsi con essi. Ovviamente questo renderà la vita più facile a città come Milano, dove la rete cittadina è già ben strutturata e profonda, ma non significa che altre metropoli verranno escluse da questa evoluzione.

Così, come accade sin dai tempi dell’Impero Romano, le città saranno lentamente trasformate. Passo dopo passo i nostri nuovi metodi di spostamento arriveranno a plasmare gli ambienti urbani, rendendoli sempre nuovi e differenti. Sarà emozionante scoprire cosa succederà e come cambieranno le nostre vite insieme a questi sviluppi tecnologici.

Un aspetto che possiamo già ipotizzare sarà rivoluzionato è quello delle professionalità. Con lo sviluppo tecnologico la società cambierà e nasceranno nuovi tipi di lavoro. Lo vediamo già adesso in realtà: figure come il Mobility Manager, il Digital Marketing Manager o il Data Scientist avranno una rilevanza sempre maggiore e sarà importante rivedere il nostro concetto di formazione per assecondare questi cambiamenti.

Insomma, il panorama è in grande evoluzione e il fermento è nell’aria. Una rivoluzione è alle porte e la micromobilità giocherà una parte fondamentale in tutto ciò. Voi cosa vi aspettate dal futuro delle nostre città?

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
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