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Monster Hunter World: Iceborne recensione: il continente di ghiaccio

Abbiamo giocato alla prima espansione di Monster Hunter World, Iceborne, ecco che cosa ne pensiamo!

L’inverno è arrivato anche nel mondo di Monster Hunter World con la prima espansione Iceborne. Il tanto atteso DLC arricchisce il nuovo mondo di Monster Hunter World con la scoperta di un continente costantemente battuto dai venti e dalla neve. La massiccia espansione porta ai videogiocatori, nuovi affascinanti mostri e vecchie conoscenze dei titoli precedenti della  stessa serie oltre ad un ecosistema nuovo e vivo e tante novità in termini di gameplay.

Monster Hunter World: Iceborne recensione: la trama

Tra le prime novità introdotte da Iceborne troviamo una trama lunga e ben delineata. Se siete appassionati della serie sarete al corrente che la storia non è mai stato il punto focale e Iceborne non fa differenza. In questo caso Capcom si è davvero impegnata per raccontarci una storia piacevole piena di cutscene e pretesti validi per portare tutte le novità introdotte.

Iniziamo subito col dire che la trama in Iceborne si svilupperà solo una volta che avremo terminato l’avventura principale del gioco base. A questo punto, il nostro eroe e l’assistente indagheranno su un inusuale avvistamento di un Legiana nella Foresta Antica, estremamente lontano dal suo habitat. La ricerca rivelerà ai protagonisti la presenza di un grosso stormo di Legiana volare verso il mare aperto in compagnia dell’Antico Drago Velkhana. Quest’evento svelerà loro la presenza di un nuovo continente innevato ricco di mistero e nuove minacce.

Insieme ai nuovi mostri vengono sbloccate ampie aree, tutte da esplorare, come le Distese Brinose o Seliana la nuova base delle flotte in esplorazione nel nuovo mondo. Qui sarà possibile svolgere pressoché le stesse funzioni in Astera, salvo piccole aggiunte puramente estetiche come fare una bella sauna. Anche qui sarà ovviamente presente un fabbro con nuove sfavillanti armi e armature che aspettano di essere forgiate e migliorate.

Nuove e vecchie conoscenze

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Dove ci sono nuove armi, ci sono nuovi ingredienti da estrapolare dai nuovi e terrificanti mostri che popolano questa gelida terra. I mostri introdotti sono infatti ben 27, ciascuno con le proprie abilità e peculiarità. C’è da dire che, salvo alcune eccezioni, gli appassionati della serie riconosceranno la maggior parte di essi, già apparsi nei precedenti capitoli. Forse un po’ di varietà, come quella portata dal gioco base, non avrebbe fatto male ma è vero che i vecchi mostri ritornano con vigore rinnovato. Le creature da combattere hanno infatti un’IA più sferzante che garantisce un grado di sfida più elevato e avvincente e con una maggior soddisfazione nell’abbatterli.

A dare varietà ai mostri del nuovo-nuovo continente ci pensa l’introduzione delle sottospecie. Si tratta di interessanti varianti di mostri già incontrati che presentano, però, delle caratteristiche e abilità differenti. Non si tratta di semplici colorazioni o varianti di skin ma vere e proprie “varianti genetiche“. Potremmo per esempio combattere contro un Paolumu Onirico che, a differenza del suo cugino già incontrato, è in grado di rilasciare un potente gas soporifero. Le sottospecie sono moltissime e delle più varie e aumentano in modo intelligente le novità del gioco oltre al grado di sfida.

La difficoltà è stata accompagnata dal tanto atteso G-Rank o Grado Maestro. Questo grado superiore introduce nuove sfide micidiali capaci di mettere in difficoltà anche i cacciatori con più esperienza. Servirà un mix di astuzia, forza e un buon equipaggiamento prima di avventurarsi in una missione di questo livello.

L’espansione ha introdotto anche un bilanciamento importante su alcuni oggetti e armi, insieme a nuove mosse e novità in termini di gameplay. Tra queste, quella che più colpisce, è la nuova mossa Rampino-artiglio che permette di aggrapparsi ai mostri e cercare di indebolirli o ferirli. Questa particolare mossa dà un nuovo valore aggiunto alla nostra fionda rimasta, purtroppo, nell’ombra nel gioco principale.

Espansione con la E maiuscola

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Non mancano in Iceborne altre novità, non indispensabili, ma che danno un tocco in più al gioco rendendolo ancora più vivo. Abbiamo apprezzato, per esempio, la possibilità di cavalcare i mostri più piccoli per raggiungere in poco tempo un’area selezionata sulla mappa, o la nuova bevanda da ingerire per evitare il debuff dato dal freddo. Sebbene il numero di mostri introdotti sia inferiore rispetto alle espansioni dei precedenti capitoli della saga, le novità introdotte da Monster Hunter World: Iceborne sono moltissime e lo rendono un DLC particolarmente efficace in grado di aggiungere centinaia di ore di gioco al già ricco capitolo principale.

In termini di grafica e audio, l’espansione conserva tutte le caratteristiche, pregi e difetti, del gioco base. C’è da dire che le ambientazioni delle Distese Brinose sono realizzate in modo impeccabile e immergono (a volte letteralmente) il giocatore in bellissimi scenari innevati e paesaggi montuosi. Non mancano, anche qui, cali di frame rate sopratutto in situazioni più movimentate ma, fortunatamente, nulla di tremendo.

Monster Hunter World Iceborne recensione: acquistarlo oppure no?

Capcom ha deciso di far fruttare a pieno i 20 mesi di attesa del primo DLC di Monster Hunter World regalandoci un’espansione degna di questo nome. Le novità che vi abbiamo raccontato e quelle che vi lasciamo scoprire da soli, sono moltissime, ben calibrate e non fanno altro che migliorare e ampliare il già ricco e straordinario mondo di Monster Hunter World. La caccia è ancora aperta!

Monster Hunter World: Iceborne

  • Tante novità aggiunte
  • Nuova e avvincente Trama
  • Ambientazioni Spettacolari
  • Qualche mostro inedito non avrebbe fatto male
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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
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