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NASA TESS esopianeti citizen science copertina

Aiuta la NASA a trovare nuovi pianeti alieni
Un progetto di citizen science per identificare gli esopianeti


NASA ha lanciato un progetto di citizen science per permette alle persone di aiutarla a identificare i cosiddetti esopianeti, ovvero pianeti alieni orbitanti sistemi solari diversi dal nostro. Il progetto, chiamato Planet Patrol, utilizza le immagini riprese dalla sonda TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) dell’agenzia spaziale americana.

NASA chiede aiuto alle persone per trovare gli esopianeti

L’identificazione degli esopianeti è un’attività relativamente recente, ma in forte crescita grazie sia al miglioramento delle tecniche che a maggior interesse scientifico nel trovare corpi celesti simili alla Terra.

NASA esopianeti transitoLe tecniche utilizzate prevedono lo studio della variazione della luminosità delle stelle. Il concetto è molto semplice: quando un pianeta passa davanti alla sua stella, blocca parte della luce emessa, rendendola apparentemente meno luminosa durante il suo transito. Studiando questa variazione periodica è possibile, in teoria e ormai anche in pratica, stabilire la presenza di un esopianeta. La difficoltà, però, sta nella sensibilità richiesta per gli strumenti scientifici: un qualsiasi pianeta è infatti incredibilmente più piccolo della sua stella, anche nel caso di giganti gassosi, e la luce bloccata è molto poca. Servono quindi strumenti potenti e osservazioni ripetute prima di avere la certezza di aver trovato un esopianeta.

Siamo comunque diventati molto bravi a questo tipo di identificazioni. Al momento (ultimi dati del 28 settembre) sono stati riconosciuti ufficialmente 4350 pianeti extrasolari appartenenti a 3215 diversi sistemi planetari. La lista d’attesa è però già piena, con 2554 pianeti candidati e altri 209 corpi celesti in attesa di conferma o incerti.

Come aiutare la NASA

La maggior parte del lavoro è affidato alle macchine e agli algoritmi, in grado di processare un’enorme quantità di dati tutti insieme. In diverse situazioni, però, il cervello umano rimane la risorsa migliore per portare a termine questo tipo di lavoro e capire se un segnale appartiene effettivamente a un esopianeta o meno.

I metodi di processamento automatico dei dati di TESS a volte falliscono nell’identificare un impostore che sembra un esopianeta” ha detto Veselin Kostov, ricercatore NASA a capo del progetto Planet PatrolL’occhio umano è molto bravo a riconoscere questi impostori, e abbiamo bisogno dei citizen scientist per aiutarci a distinguere gli effettivi pianeti dagli artefatti”

Per partecipare al progetto, ospitato sulla piattaforma di citizen science Zooniverse, potete seguire questo link. Non si tratta comunque dell’unico progetto a caccia di esopianeti che utilizza i dati di TESS: è infatti in corso anche la campagna Planet Hunters TESS, che usa gli stessi dati ma da una prospettiva diversa.

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Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione e alla divulgazione. Estremamente curioso e interessato a quasi tutto: scienza, tecnologia, società, ma anche fumetti, podcast, internet culture e videogiochi.
                   










 
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