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È tornata l’ora legale. Per l’ultima volta?

Nella notte di domenica 28 marzo abbiamo messo le lancette avanti di un’ora. Storia di una convenzione che sta facendo parlare di sé

Nella notte di domenica 28 marzo è tornata l’ora legale. Più precisamente, alle 2 di notte abbiamo spostato gli orologi avanti di un’ora.

Nonostante si abbia poca fiducia nel fatto che anche un solo abitante dell’Unione Europea abbia puntato la sveglia alle 2 per compiere l’operazione, in concreto abbiamo tutti dormito un’ora di meno, abbiamo perso un’ora di luce al mattino e l’abbiamo guadagnata di sera.

Ma perché è stata introdotta l’ora legale, e quale discussione porta con sé da qualche anno a questa parte?

Che cos’è l’ora legale

L’ora legale, lo dice la locuzione stessa, è un orario introdotto per legge. Si tratta di una convenzione adottata a livello statale per sfruttare al meglio la luce solare durante il periodo estivo.

L’ora legale si contrappone all’ora solare, detta anche ora civile convenzionale. L’ora legale dovrebbe essere l’orario stabilito astronomicamente dal passaggio del Sole per il meridiano locale, ma altro non è che l’orario invernale stabilito da uno Stato. Si tratta infatti di un’approssimazione, perché in realtà l’ora astronomica della Terra sarebbe diversa in ogni singolo punto del globo.

ora legale

La nascita dell’ora legale

Prima della diffusione degli orologi si seguiva davvero l’ora solare in senso stretto. I contadini, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione, si alzavano sempre all’alba.

Durante l’impero romano era chiamata ora prima quella subito successiva al sorgere del sole.

Si deve attendere il quattordicesimo secolo, con la diffusione degli orologi meccanici, perché i bioritmi fossero normati e gli orari delle mansioni della quotidianità fossero rese convenzionali.

Ma di vera e propria ora legale si inizia a parlare solo alla fine dell’Ottocento. Le diverse proposte (tra cui quelle dell’entomologo neozelandese George Vernon Hudson e del costruttore britannico William Willett) sono state accolte dalla Camera dei Comuni del Regno Unito. E nel 1916 si inaugurerà il British Summer Time, ossia lo spostamento delle lancette in avanti di un’ora nei mesi estivi. L’iniziativa aveva come obiettivo il risparmio energetico, particolarmente prezioso nei duri mesi della Prima guerra mondiale. L’ora legale è stata subito adottata da altri Paesi europei.

In Italia

L’ora legale è stata introdotta in Italia nel 1916, e da allora è stata soppressa e ripristinata diverse volte. Durante la Repubblica Sociale (1943-45) c’è anche stata una sfasatura dell’applicazione dell’ora legale fra il nord e il sud del Paese.

Entrata definitivamente in vigore nel 1966, è stata resa comune in tutta Europa a partire dal 1996. Da quell’anno, l’ora legale dura sette mesi e non più sei come è stato sino al 1995: subentra infatti l’ultima domenica di marzo e permane sino all’ultima di ottobre.

L’ora legale nel mondo

In virtù della minima variazione della quantità di ore di sole durante l’anno, quasi nessun Paese equatoriale adottata il cambio dell’ora. Nell’emisfero australe si adotta ovviamente un calendario invertito: l’ora legale vige da ottobre a marzo. Il passaggio da un orario all’altro è poco adottato in Africa, mentre in Russia l’ora legale è stata abolita nel 2014.

Le controversie sull’ora legale

Partendo da un dato oggettivo, possiamo rilevare come l’applicazione dell’ora legale nel periodo 2004-2012 abbia fatto risparmiare in Italia oltre 6 miliardi di kilowattora. Solo nel 2020 abbiamo risparmiato 400 milioni di kWh, l’equivalente di circa 66 milioni di euro.

Di contro, ci sono gli effetti psicofisici sul nostro organismo, più evidenti nel passaggio dall’ora legale a quella solare. Quando, cioè, ci viene “sottratta” un’ora di sonno. Si subisce una sorta di jet lag che incide soprattutto sulla soglia di attenzione: diversi studi segnalano un aumento di incidenti e infortuni sul lavoro nei giorni immediatamente successivi al cambio dell’ora. E diverse aziende propongono soluzioni per alleviare il passaggio da un orario all’altro.

Ma le fasce della popolazione che più patiscono il passaggio da un orario all’altro sono rappresentate da anziani e bambini.

Verso l’abolizione del cambio dell’ora?

Nel 2018 la Commissione europea ha condotto una consultazione online sul tema del cambio dell’ora, ottenendo 4,6 milioni di risposte provenienti da appartenenti a tutti gli Stati membri: si tratta del numero più alto di risposte mai ricevute in una consultazione pubblica della Commissione. Circa l’84% dei partecipanti si è espresso a favore dell’abolizione del cambio dell’ora.

Di conseguenza, il 26 marzo del 2019 il Parlamento Europeo ha approvato la proposta. Con una direttiva provvisoria ha fatto decadere all’obbligo del cambio dell’ora due volte l’anno, e ha chiesto ai Paesi di scegliere quale dei due orari adottare per i dodici mesi.

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  • Cassio, Claudia (Author)

Il dibattito è ancora aperto e i Paesi hanno posizioni diverse. Il termine per decidere è stato fissato ad aprile 2021: ecco perché probabilmente non assisteremo più a cambi dell’ora durante l’anno.

In realtà, l’Italia sarebbe favorevole a mantenere il doppio orario. A differenza della Francia, che propenderebbe per l’ora legale, e dei Paesi del Nord, che preferirebbero l’ora solare.

Per chi vive a stretto contatto con apparecchi elettronici, a prescindere da dove viva e lavori, cambia in realtà poco: non c’è nemmeno più il gusto di portare avanti o indietro manualmente le lancette la sera prima del cambio dell’ora.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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