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Radiazione cellulare: gli smartphone da evitare

Un ente tedesco, il CENELEC (European Committee for Electrotechnical Standardization) si occupa di regolare i valori ed i limiti accettabili di radiazione elettromagnetica provenienti dai dispositivi elettronici. Il limite massimo fissato è di 2.0 W/kg misurati su 10 grammi di tessuto. Le misurazioni vengono effettuate tenendo lo smartphone accanto all’orecchio del manichino di test e portando i valori volutamente al massimo. Successivamente, sulla base di questi dati, viene stilata una classifica sui device con i valori più alti.

Ci teniamo comunque a precisare che le emissioni misurate riguardano sempre lo spettro delle onde radio, ovvero un tipo radiazioni elettromagnetica non ionizzanti. A differenza delle onde ionizzanti (come i raggi X usati in ambito medico o i raggi UV della radiazione solare), le radiazioni non ionizzanti non hanno il potere di modificare il DNA, con il conseguente aumento di rischio per tumori di vario genere. Non sono stati ancora accertati, inoltre, altri meccanismi che potrebbero danneggiare la nostra salute, almeno alle potenze di interesse. Le misure di emissioni degli smartphone sono quindi effettuate in un ambito normativo precauzionale, per rispettare un limite di legge posto non tanto per un rischio noto, ma per essere assolutamente sicuri di non stare esponendo i consumatori a rischi ancora ignoti.

Radiazione cellulare: la classifica

Abbiamo almeno 15 smartphone da segnalare tra quelli più “radioattivi” ad inizio 2020. Parliamo di device che non superano le soglie consentite in Europa, ma che allo stesso tempo richiede un approfondimento soprattutto per alcuni smartphone Huawei e Xiaomi, particolarmente diffusi in territorio italiano. Una piccola attenzione anche a dei modelli di iPhone meno recenti e ad alcuni smartphone OnePlus. Invece, Samsung, come già dimostrato negli anni passati, si rivela uno dei brand più attenti alla problematica. Ecco la classifica:

  • Xiaomi Mi A1 con valore pari a 1,75 Watt per kg
  • OnePlus 5T con valore pari a 1,68 Watt per kg
  • Huawei Mate 9 con valore pari a 1,64 Watt per kg
  • Xiaomi Mi Max 3 con valore pari a 1,58 Watt per kg
  • OnePlus 6T con valore pari a 1,55 Watt per kg
  • HTC U12 Life con valore pari a 1,48 Watt per kg
  • Honor 8 con valore pari a 1,5 Watt per kg
  • Huawei P9 Plus con valore pari a 1,48 Watt per kg
  • Motorola Moto Z2 Play con valore pari a 1,455 Watt per kg
  • Xiaomi Mi Mix 3 con valore pari a 1,45 Watt per kg
  • Huawei GX8 con valore pari a 1,44 Watt per kg
  • Huawei P9 con valore pari a 1,43 Watt per kg
  • Huawei Nova Plus con valore pari a 1,41 Watt per kg
  • Google Pixel 3 XL con valore pari a 1,39 Watt per kg
  • OnePlus 5 con valore pari a 1,39 Watt per kg
  • Xiaomi Mi9 con valore pari a 1,389 Watt per kg
  • Apple iPhone 7 con valore pari a 1,38 Watt per kg
  • Huawei P9 Lite con valore pari a 1,38 Watt per kg
  • Xiaomi Mi 9T con valore pari a 1,34 Watt per kg.

(Ringraziamo Bufale.net per la classifica approfondita)

Sottolineiamo ancora che i valori riportati per gli smartphone Huawei e Xiaomi vanno considerati ancora nella norma, tuttavia se fate molta attenzione a questi valori e volete limitarli al minimo possibile, adesso avete un quadro più chiaro della situazione. Il valore di riferimento viene anche detto SAR (Specific Absorption Rate).

 

Livio Marino

Sangue siciliano, milanese d'adozione, mi piace essere immerso in tutto ciò che è tech. Passo le giornate dando ordini ad Alexa, Google ed al mio cane, Maverick.

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