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Recensione Xiaomi Mi Band 4: il best buy dei wearable

Ad un anno esatto dalla fortunata Mi Band 3, debutta il nuovo modello della casa cinese: Xiaomi Mi Band 4. L’abbiamo provata per voi e siamo pronti a spiegarvi pregi e difetti di questo wearable.

La confezione

Abbandonato lo stile minimale ed ecologico delle prime confezioni in cartone riciclato, troviamo ormai da un paio d’anni quella che vedete in foto, con all’interno la smart band con cinturino nero in silicone, i manuali ed la base di ricarica con uscita USB. Quest’ultima risulta più solida e pratica da utilizzare rispetto alle precedenti, ma per utilizzarla dovrete sganciare Mi Band 4 dal cinturino.

Hardware e Display

Due grandi novità nella versione 4 sono la presenza del Bluetooth 5.0  ed il nuovo display a colori. Il primo permette minori consumi ed è l’unico metodo di connettività presente, mancano infatti Wi-Fi (poco utile in questo caso) e NFC (presente nella versione cinese ed utilizzabile solo in Cina).

Lo schermo invece è un AMOLED a colori da 0,95″ con risoluzione 120 x 240 pixel, più grande del 40% rispetto al modello precedente, con una luminosità che raggiunge i 400 nits. Finalmente non avremo più problemi di visibilità sotto al sole diretto. Il consumo maggiore in termini di batteria è tenuto a bada dal già citato BT 5.0 e dalla batteria maggiorata, adesso da 135 mAh.

Assenti anche GPS – una mancanza che purtroppo si fa sentire – e speaker. Xiaomi Mi Band 4 comunicherà con noi solo tramite vibrazione ed illuminazione dello schermo. Presenti invece accelerometro e giroscopio a tre assi, per un peso totale di 22,1g.

Sulla parte opposta all’AMOLED troviamo i pin per la ricarica ed il sensore di rilevamento del battito cardiaco con i suoi LED a luce verde.

I cinturini standard sono sempre in silicone colorato, nero in confezione, e compatibili con quelli della Mi Band 3.

Il software

Come gestire questo wearable? Semplicissimo, tramite l’applicazione Mi Fit. Una volta sincronizzato con lo smartphone (ed eseguito l’ultimo consigliato aggiornamento firmware per ottenere la lingua italiana) potremo creare il nostro profilo. Forniti i dettagli sul nostro fisico e stile di vita, l’app (collegabile anche a Salute su iOS) monitorerà, creando grafici e statistiche, variazioni di peso, consumo di calorie, numero di passi effettuati, ciclo del sonno e numero di battiti cardiaci al minuto.

Dalle opzioni, saremo in grado di scegliere la “watchface” che più ci piace tra le varie presenti di default (o, se avete un dispositivo Android, scaricarne di nuove tramite questa app).

Potremo scegliere quali notifiche ricevere tra Chiamate in arrivo, Promemoria Evento, Sveglia, Notifiche da app (supporta Whatsapp, Facebook, Facebook Messenger, Telegram, Skype, Instagram, Snapchat, Youtube e Calendario), Avvisi di sedentarietà, SMS ed e-mail in arrivo.

Proseguendo tra le opzioni, potremo attivare l’accensione dello schermo tramite rotazione del polso, settare gli intervalli di rilevamento del battito cardiaco, impostare la durata della modalità notte (che disattiva le notifiche) e verificare eventuali aggiornamenti firmware.

Direttamente dalla band, con uno swipe laterale, possiamo controllare la musica in ascolto tramite i classici play/pausa, avanti e indietro. Il menu, accessibile invece con uno swipe dal basso verso l’alto (o viceversa), ci offre invece questi sotto menu: Allenamento, Stato (sintesi di ciò che si trova nella schermata principale dell’app), Frequenza cardiaca (per misurarla sul momento), Meteo, Notifiche (purtroppo non eliminabili singolarmente) e Altro (per attivare modalità notte, impostare una sveglia, un timer, un cronometro o cambiare sfondo senza accedere all’app).

 

È affidabile?

Si, ma non troppo. Se con i battiti cardiaci ci siamo, al confronto con altri smartwatch o altre band più costose, sentiamo la mancanza di qualcosa: il GPS. La precisione viene a mancare, spesso in tragitti da 6000 passi, ne salta anche il 20%, cosa che farà storcere il naso a chi dei chilometri o passi consumati ne fa una passione. Non è la smart band più adatta per gli sportivi, ma non dimentichiamoci del prezzo a cui l’abbiamo acquistata. Tra le modalità di allenamento disponibili nel menu, direttamente sulla band, troviamo: Corsa all’aperto, Tapis roulant, Ciclismo, Camminata, Esercizio e la nuova modalità Piscina (non testata, non sono ahimè un appassionato).

 

Autonomia

La presenza dello schermo AMOLED doveva necessariamente essere accompagnata da un miglioramento nella batteria. Passiamo infatti dai 110 mAh della Mi Band 3 ai 135 mAh della 4. Sembra poca roba, ma fa la differenza, soprattutto se ricordiamo la presenza del Bluetooth 5.0 (meno energivoro) e la possibilità di scegliere il livello di luminosità dello schermo. Ormai in prova da quasi un mese, e due cicli di ricarica, posso garantire una durata di almeno 15 giorni, anche con uso “intenso”. È infatti sempre rimasta collegata allo smartphone tramite BT, notifiche attive, ha monitorato 3 allenamenti a settimana della durata di 1 ora e mezza, rilevamento battito cardiaco ogni 30 minuti e luminosità medio/alta. Se stressata di meno, si potrebbe arrivare tranquillamente ai 20 giorni.

Una volta esaurita la carica, in poco meno di due ore saremo di nuovo operativi al 100%.

Xiaomi Mi Band 4: acquistarlo oppure no?

Non avete mai indossato una smart band? Allora acquistatela, è quello che fa al caso vostro. Potrete familiarizzare con questo mondo senza svuotare il vostro portafogli, ottenendo a soli 35€ un oggetto che non ha nulla da temere al confronto con altri marchi più blasonati.

Siete appassionati di sport? Allora dirigetevi su altro, soprattutto se cercate la precisione nei vari tipi di misurazione.

Xiaomi Mi Band 4

  • Durata Batteria
  • Schermo Amoled a colori
  • Prezzo
  • Assenza GPS
  • Gestione notifiche
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Livio Marino

Sangue siciliano, milanese d'adozione, mi piace essere immerso in tutto ciò che è tech. Passo le giornate dando ordini ad Alexa, Google ed al mio cane, Maverick 🐶
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