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Risparmiare soldi: per farlo vi basta Goin

Arriva in Italia l'applicazione che vi aiuta a risparmiare in modo semplice ed automatico. Ecco come funziona

MILANO – Dopo aver conquistato migliaia di utenti in Spagna e aver raccolto 2,5 milioni di euro di investimenti, Goin è finalmente pronta per allargare i propri orizzonti. La startup, fondata da tre giovanissimi imprenditori, ha deciso di puntare in primis sull’Italia. Il motivo? Me lo spiega David Riudor, il 23enne CEO dell’azienda: “Prima di tutto perché Ferdinando [Zanardi], il nostro CFO, e Lorenzo [Bosio], Responsabile per l’espansione, sono italiani, hanno vissuto qui e conoscono quindi il vostro Paese. In secondo luogo, studiando il comportamento dei nativi digitali in Europa, abbiamo scoperto che tutti coloro che vivono nell’area del Mediterraneo hanno lo stesso problema: non sappiamo risparmiare.”

Perché è proprio a questo che serve Goin: a mettere da parte qualche soldo e riuscire così a raggiungere un obiettivo. Ma come funziona? Quale magia vi consente di risparmiare anche quando vi sembra impossibile?

Goin: come funziona

Non aspettatevi sistemi complessi ed indecifrabili. In realtà l’applicazione spagnola è sorprendentemente intuitiva. Tutto ciò che dovete fare è scaricarla, decidere quale obiettivo volete raggiungere e lasciare che sia l’algoritmo di Goin a guidarvi verso il traguardo.

Per farlo l’app ha bisogno però di dati, dati da analizzare per capire come aiutarvi a mettere da parte i soldi di cui avete bisogno. Ecco perché il secondo step prevede l’aggiunta di conti bancari e carte di credito. Tranquilli, tutti i vostri dati sono al sicuro, criptati e accessibili unicamente al software di Goin ma non alle persone che lavorano all’interno dell’azienda.

Una volta conclusa l’analisi, l’app vi suggerirà come risparmiare proponendo una serie di metodi totalmente automatici. Cinque al momento quelli disponibili:

  • Round Up, quello più diffuso, che arrotonda l’importo di qualsiasi spesa per aiutarvi a mettere da parte anche pochi centesimi alla volta;
  • Retention, ossia la possibilità di destinare a Goin una percentuale degli accrediti ricevuti, come ad esempio lo stipendio;
  • Auto Top Up, l’aggiunta giornaliera, settimanale o mensile di una piccola somma da voi definita;
  • Challenges, cioè sfide che hanno lo scopo di migliorare il vostro stile di vita e di farvi abbandonare le cattive abitudini (esempio: vi auto-multate e versate 1 euro a Goin ogni volta che vi alzate dopo le 8 del mattino);
  • Tips, il guadagno di denaro grazie ai partner della startup e allo svolgimento di semplici azioni.

Tutto questo vi aiuterà a raggiungere l’obiettivo che vi eravate prefissati senza sforzi, complicazioni o procedure complicate.

Ma come guadagna Goin?

Ma qual è il business model di Goin? Insomma, se l’app è gratuita, come guadagna l’azienda spagnola? Tranquilli, Goin non preleva soldi dai conti dei suoi utenti e non vende i dati di chi utilizza il servizio, ma sfrutta il sistema di investimenti integrato. Sì, avete capito bene: l’applicazione non solo vi aiuta a risparmiare, ma vi consente di investire quanto messo da parte sfruttando tre metodi differenti:

  • il crowdlending, ossia la possibilità di investire in piccole e medie imprese con un rischio controllato e senza complicazioni;
  • le criptovalute, e in particolare i bitcoin, così da consentire ai giovani di prendere confidenza con quella che verosimilmente diventerà la moneta del futuro;
  • gli ETF (Exchange Traded Fund), ossia fondi di investimento che si occupano di gestire una parte dei vostri soldi per poi restituirveli con gli interessi nel giro di 2/6 mesi.

È da qui che Goin ottiene i suoi ricavi: “Applichiamo una piccola tassa di gestione agli investimenti che ci permette di guadagnare – mi spiega David durante la nostra chiacchierata – Nel prossimo futuro però vorremmo coprire il processo dall’inizio alla fine, da quando l’utente decide il suo obiettivo a quando lo raggiunge. Cosa significa? Supponiamo che tu voglia comprare un iPhone X. Imposti il traguardo, inizi a risparmiare, investi e dopo un paio di mesi puoi permettertelo. Al momento puoi fare un’unica cosa: quando raggiungi l’obiettivo prelevi i soldi risparmiati e poi compri lo smartphone dove, come e quando vuoi. Quello che vorremmo fare è offrirti una scelta: potrai quindi decidere se affidarti a noi per l’acquisto o fare tutto in autonomia. Nel caso lo comprassi tramite Goin noi riceveremmo una percentuale grazie a programmi di affiliazione come quello di Amazon.”

L’arrivo in Italia

Non vedete l’ora di provare Goin? Sappiate che dovrete attendere. L’app infatti arriverà ufficialmente nel nostro Paese il 13 giugno ma sarà accessibile solo ai primi 1000 utenti che si saranno iscritti alla waiting list, dopodiché verrà gradualmente concesso l’accesso a tutti coloro che si trovano in lista.

Il mio consiglio? Scaricate subito Goin e prenotate il vostro posto. Per farlo vi basta installare l’app, inserire qualche dato e poi utilizzare il nostro codice amico: 5G7GW2I. Una volta entrati potrete iniziare a guadagnare anche senza avere accesso a tutte le funzionalità dell’app. Come? Prima di tutto potrete generare il vostro codice amico ed ottenere 2 euro per ogni persona che lo utilizzerà. Inoltre potrete prendere parte ad un’insolita battaglia che vede contrapporsi 3 squadre: Travel (la nostra), Sport e Lifestyle. Ogni team può accumulare punti invitando gli amici e rispondendo ad una serie di semplici quiz. In palio un mega-premio che coinvolge tre influencer, capitani delle tre squadre:

  • per il team Lifestyle una cena privata con Klaus e un viaggio di 3 giorni ad Amsterdam per 2 persone;
  • per il team Sport i biglietti per una partita di Papu Gomez, la possibilità di incontrarlo al termine del match e 3 giorni a Barcellona con tour del Camp Nou per 2 persone;
  • per il team Travel un meet and greet con Ludovica Pagani e 3 giorni ad Ibiza, sempre per 2 persone.

Che dire? Non vi resta che scaricare l’app e lanciarvi nel mondo di Goin.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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