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Il cane robot di Boston Dynamics va a Chernobyl

Spot va sul sito del disastro nucleare per aiutare nella mappatura delle zone contaminate

Spot, il cane robot della Boston Dynamics, esplora Chernobyl. Trentaquattro anni dopo il disastro nucleare nell’ex URSS, il segugio meccanico cammina vicino a quello che resta del Reattore 4. L’obiettivo è quello di mappare quali aree della regione attorno alla centrale ucraina sono contaminate. E quali sono ancora più contaminate.

Nei mesi seguenti il disastro l’area è stata riversata da 30 tonnellate di polvere contaminata, 16 tonnellate di uranio e plutonio, 200 tonnellate di lava radioattiva. Alla fine degli anni ’90 è stato costruito l’enorme New Safe Confinement (NSC), che evita la diffusione di particelle radioattive e dovrebbe aiutare nello stabilizzare l’area. Serve però qualcuno che controlli la situazione, per verificare il livello di decadimento. Nessun essere vivente potrebbe farlo in sicurezza. Ecco che entra in gioco Spot.

Il cane robot di Boston Dynamics mappa la zona contaminata

Questo Spot in particolare arriva da  U.K. Atomic Energy Authority, che insieme a  Robotics and Artificial Intelligence in Nuclear (RAIN) initiative e il National Centre for Nuclear Robotics. Ad accompagnarlo in Ucraina il dottor Dave Megson-Smith, esperto di sensori che ha dato a Spot la capacità di “vedere” le radiazioni.

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Mappatura delle radiazioni a Chernobyl

Una prima analisi della radioattività è stata fatta con sensori che leggono attraverso il muro della centrale di Chernobyl. Il problema è che la polvere è estremamente radioattiva ed è il modo più semplice per portare materiale contaminato fuori dall’area. Quindi per un’analisi accurata un robot a ruote non è consigliato. Spot invece limita il contatto. Il robot di Boston Dynamics è il miglior alleato per monitorare in maniera precisa la situazione dentro l’inverno di Chernobyl.

Per adesso le macchine stanno aiutando a raccogliere dati. Un domani l’obiettivo è però smaltire il materiale a Chernobyl e solo i robot possono farlo in sicurezza.

 

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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