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La recensione di Scarlet Nexus: poteri psionici e azione mozzafiato

Il gioco di Bandai Namco Studios ci ha largamente convinti

Scarlet Nexus uscirà tra pochi giorni e noi di Tech Princess abbiamo avuto occasione di giocarlo per lungo tempo in anteprima. Dopo circa quaranta ore di gioco e tanti combattimenti a suon di poteri psichici e combo all’arma bianca vi proponiamo la nostra recensione di questo videogioco, nato dallo stesso team che ci ha regalato la serie di God Eater e Code Vein. Prima di addentrarci nella recensione di Scarlet Nexus vi ricordiamo che il gioco uscirà ufficialmente il 25 giugno.

La recensione di Scarlet Nexus: un po’ di background

Di Scarlet Nexus si è parlato parecchio nella cerchia di appassionati dei Bandai Namco Studios, anche se probabilmente molto di quanto detto in sede di comunicazione è passato in sordina per il pubblico di massa. Quindi, prima di parlare del gioco in sé, facciamo il punto su cos’è Scarlet Nexus e come nasce il progetto.

Originariamente chiamato progetto Red String, Scarlet Nexus vede il suo sviluppo affidato allo stesso team che si è occupato recentemente di Code Vein e ancora prima della saga di God Eater. Questo nuovo titolo si pone in continuità a livello stilistico con questi due videogiochi (per via dello stile anime), ma ne prende le distanze a livello ludico, proponendo un gameplay feroce e velocissimo assimilabile a quello di un hack ‘n slash.

Il tocco di Keita Iizuka, producer di God Eater e Code Vein si nota nelle scelte di colori e nelle ambientazioni, con i design dei nemici che ci hanno ricordato da vicino alcuni degli Aragami presenti proprio nell’hunting game di Namco Bandai. Fortunatamente però, Scarlet Nexus è un universo indipendente, completamente scollegato da quello dei suoi due predecessori, una scelta che abbiamo apprezzato, dato che già le connessioni tra God Eater e Code Vein ci erano sembrate piuttosto forzate.

Non solo: Scarlet Nexus si propone al pubblico come un titolo decisamente più ambizioso, molto più di quanto il team Iizuka abbia sperimentato in passato e per realizzare queste ambizioni porta sul tavolo dei piatti che abbiamo apprezzato e altri che ci hanno fatto storcere leggermente il naso. Ma andiamo con ordine.

Due protagonisti, una storia

La prima caratteristica peculiare in cui ci si imbatte in Scarlet Nexus è il modo in cui gli sviluppatori hanno deciso di scandire l’intreccio narrativo. All’inizio del gioco ci verrà chiesto di scegliere il personaggio tra i due disponibili con cui iniziare l’avventura e, a seconda della nostra scelta, vivremo gli eventi da un punto di vista leggermente differente.

Scarlet Nexus recensione

I nostri due eroi sono Yuito Sumeragi e Kasane Randall, due reclute dei Guardiani Scarlatti della città di Souh, dotati del potere della psicocinesi, una forma di telecinesi. Noi abbiamo effettuato la prima partita con Yuito, per poi passare a Kasane per la seconda. Questa scelta inziale ha ricadute tutt’altro che banali sugli eventi che vi ritroverete a vivere in gioco, dato che la trama dei due personaggi protagonisti procede in parallelo, con le scelte di uno che impattano sull’altro e viceversa.

Con questo non stiamo dicendo che Scarlet Nexus prevede dei bivi narrativi, al contrario la storia procede su binari fissi, ma non sempre saremo in grado di capire appieno cosa sta succedendo a schermo. Le prime ore di gioco con Yuito, per esempio, risultano particolarmente frammentate sul piano della narrazione, dato che molti degli eventi che ci troveremo a vivere vengono innescati da Kasane “off screen”, risultando a noi quasi completamente incomprensibili.

La recensione di Scarlet Nexus: una trama non lineare

Il modo in cui si sviluppa la trama è il più grande pregio, ma anche il più grande limite della storia imbastita dai ragazzi di Namco Bandai Studios. Se infatti da una parte abbiamo apprezzato e trovato piuttosto realistico il modo in cui il personaggio che non impersoniamo vive la sua storia complementare alla nostra, dall’altra questo sfocia in un racconto confusionario e poco intellegibile durante le prime battute della trama, cosa che potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti.

Detto questo, si tratta soltanto di una problematica relativa alle prime ore, dato che superato il primo quarto di gioco tutti gli eventi risulteranno più chiari sia che controlliate Kasane o Yuito, complice la qualità dell’intreccio narrativo nella sua interezza. Quasi nulla viene lasciato al caso e anche ciò che inizialmente sembra non avere senso troverà un giustificazione; quanto in là nella trama dipenderà dal personaggio che avete scelto.

Scarlet Nexus recensione

Sotto questo aspetto lasciamo a voi il piacere della scoperta e ci limitiamo a dire che la storia di Scarlet Nexus prende le distanze dagli eccessi di God Eater e dalle comprimarie succinte di Code Vein, optando per un racconto più maturo e stratificato, anche grazie ai personaggi, tutti profondi e ben caratterizzati.

Scarlet Nexus recensione

L’unica piccola macchia da segnalare è il modo in cui le scene di intermezzo sono animate, ovvero tramite dei pannelli statici che ricordano un sorta di manga in movimento, probabilmente un modo per far fronte alla grande mole di testo presente nel gioco ma che non ci sentiamo di promuovere in pieno, vista la loro staticità. Ci sono anche dei filmati più tradizionali, ma in misura decisamente minore.

Il gameplay

Uno dei fiori all’occhiello di Scarlet Nexus è sicuramente il suo gameplay, che mischia elementi GDR a meccaniche hack ‘n slash. Come detto in apertura, il personaggio che controlleremo è uno psicocineta, quindi in battaglia saremo in grado di alternare attacchi corpo a corpo con il nostro potere di scagliare oggetti ad alta velocità contro gli Estranei, i nemici principali del gioco.

Per assicurarci di essere sempre efficaci contro l’orda di Estranei di turno potremo equipaggiarci armi diverse e potenziamenti in grado di darci vantaggi di varia natura, come una quantità di salute aumentata o l’incremento dei danni per i nostri poteri e così via. La crescita delle nostre abilità invece è gestita dalla mappa neurale, un tradizionale ma convincente albero delle abilità che ci permetterà di sbloccare nuove combo, potenziamenti passivi e persino nuovi slot per gli equipaggiamenti.

Scarlet Nexus recensione

Dalla nostra avremo anche due diverse modalità che si sbloccheranno avanzando nel gioco: il Brain Dive e il Campo Neurale. La prima si attiverà automaticamente una volta ucciso abbastanza Estranei o subito abbastanza danni e ci permetterà di entrare in uno stato in cui i nostri poteri risultano amplificati e più efficaci, con il Campo Neurale invece trascineremo i malcapitati avversari nella nostra dimensione celebrale per distruggerli a suon di psicocinesi.

Entrambe queste modalità possono essere migliorate nella mappa neurale.

Scarlet Nexus recensione

Tuttavia questa è soltanto la punta dell’iceberg, perché la vera stratificazione strategica di Scarlet Nexus risiede nel sistema SAS, un metodo per prendere in prestito il potere dei nostri alleati per un determinato periodo di tempo. Una volta sbloccata la relativa abilità nella mappa neurale sarà persino possibile combinare più di un potere alla volta e vi assicuriamo che le combinazioni sono tanto variegate quanto divertenti da sperimentare.

Ci è capitato per esempio di rallentare il tempo attivando la pirocinesi contemporaneamente per infondere la nostra spada con il fuoco, per poi moltiplicare il nostro corpo e infliggere il doppio del danno. Inutile sottolineare che il nostro avversario non ha avuto vita facile.

Possibilità e difficoltà

Il gameplay del gioco invita quindi i giocatori a sperimentare nuove combo e a cambiare più volte approccio a seconda del tipo di nemico che sta affrontando, ma non per questo i combattimenti risultano facili. Ogni Estraneo ha punti deboli specifici e metodi ottimali per essere affrontato, e combattere nel modo sbagliato contro un determinato nemico può sfociare in una disfatta totale in men che non si dica, soprattutto se giocherete in modalità difficile.

Qualora fossimo particolarmente bravi a sfruttare le debolezze degli Estranei potremo esaurire la loro barra dell’annientamento, ed effettuare una mossa conclusiva che li ucciderà sul colpo.

Nonostante i combattimenti contro i nemici inumani ci abbiano convinto non possiamo dire lo stesso degli avversari umani, troppo spesso protagonisti di battaglie caotiche e poco controllabili, anche per colpa di una telecamera non sempre in forma smagliante.

Ci saremmo però aspettati delle meccaniche di crafiting e di gestione dell’equipaggiamento più avanzate, dato che il gioco tenta timidamente di implementare un sistema di creazione di armi e potenziamenti che però possono in gran parte essere semplicemente comprati.

Le attività secondarie

Continuiamo la nostra recensione di Scarlet Nexus parlando delle attività secondarie proposte dal gioco. Possiamo dividere questo aspetto in due categorie principali: gli eventi legame e le missioni.

Gli eventi legame sono, a nostro parere, una delle componenti meglio riuscite dell’economia ludica di Scarlet Nexus. Tra un capitolo e l’altro della trama principale ci troveremo a riposare insieme al nostro party in una zona chiamata semplicemente “il Rifugio“, un bunker che ci farà a tutti gli effetti da base operativa.

Qui potremo interagire con i singoli personaggi che compongono il nostro gruppo e iniziare i loro eventi legame, che si strutturano come una serie di uscite di varia natura volte ad incrementare la nostra affinità con loro. Ogni personaggio ha 6 livelli di legame, che corrispondono ad altrettanti eventi a loro collegati. Man a mano che approfondiamo la nostra conoscenza con un membro del party questo ci conferirà dei potenziamenti extra quando eseguiremo la SAS con lui, fino ad arrivare a sbloccare assist e mosse uniche nei livelli più alti.

Al di là dei vantaggi di gameplay però c’è da sottolineare che gli eventi legame sono davvero ben fatti e svolgono un ottimo lavoro nell’approfondire le personalità dei nostri compagni di battaglia, al punto che svolgerli ci ha dato sensazioni simili a quelle provate con il Persona 5 di Atlus. Anche in Scarlet Nexus infatti i protagonisti partono dall’essere bene o male stereotipi ambulanti per poi evolvere in personaggi profondi e sfaccettati con l’incedere della trama e di questi eventi, cosa che non ha mancato di strapparci un sorriso o una lacrima in più di un’occasione.

A questo proposito non si può non citare il rifugio stesso, che si colorerà dei doni che faremo alla nostra squadra mano a mano che approfondiremo il nostro legame con loro.

Molto meno incisive e poco riuscite le missioni. Queste attività che si sbloccano inspiegabilmente molto tardi nell’esperienza di gioco si limitano a proporre al giocatore un misto tra le famigerate fetch quest e le missioni di uccisione standard.

Colonna sonora, comparto tecnico e mappe

Un altro tallone d’Achille del gioco sono le mappe, ben curate sul piano estetico, ma che all’atto pratico si configurano come lunghi corridoi costellati di combattimenti e qualche bivio qua e là. Nulla di nuovo per Bandai Namco Studios, ma una costruzione un po’ più complessa dei livelli di gioco sarebbe stata molto gradita.

Scarlet Nexus recensione

Nulla da eccepire sul piano tecnico invece, che fa il suo dovere e mantiene un framerate stabile anche su PlayStation 4 standard, console su cui si è svolta la nostra prova. Menzione a parte per la colonna sonora, che si dimostra efficace per accompagnare le fasi di esplorazione e sperimenta delle sonorità distorte durante i combattimenti con gli Estranei più disturbanti.

Scarlet Nexus: la nostra recensione in poche parole

Concludiamo la nostra recensione di Scarlet Nexus specificando che ci troviamo di fronte ad un videogioco fortemente incentrato sulla trama e sulla narrazione degli eventi a schermo. Quello che a primo impatto potrebbe sembrare un hack ‘n slash tamarro e poco improntato a raccontare una storia di qualità, in verità nasconde una quantità di approfondimenti e di testo sorprendente e che non mancherà di appassionare tutti gli amanti di una buona storia.

Il rovescio della medaglia è che questa sua anima mostra il fianco ad una quantità ridotta di attività secondarie coinvolgenti, escludendo gli eventi legame ovviamente. La giocabilità del titolo infatti è relegata ad una seconda run con il personaggio che non abbiamo scelto nella prima, un’eventualità che potrebbe nascondere delle sorprese a chi deciderà di intraprendere una nuova avventura in compagnia di Yuito, Kasane e compangi.

Per il resto questa recensione di Scarlet Nexus non può che concludersi che con un parare largamente positivo, dato che il gioco è in grado di coniugare un buon gameplay con una trama scorrevole e appassionante, con una certa attenzione verso tutti i giocatori che amano i combattimenti veloci e improntati all’azione frenetica.

Scarlet Nexus - PlayStation 4
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