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Siri: Steve Jobs non l’avrebbe voluto così

Siri è stato il primo vero assistente vocale a debuttare sugli smartphone, ma questo non significa che sia il migliore. Anzi, Siri sembra ormai lontano dalla perfezione e, soprattutto, dalla visione di Steve Jobs.

Siri: una storia travagliata

A svelare i retroscena è il The Information, che ieri ha dedicato uno speciale proprio a Siri e alla sua storia travagliata.

Siri infatti nasce da un'omonima startup, acquisita da Apple nel 2010 spendendo bene 200 milioni di dollari. Peccato però che la spesa iniziale non fu supportata poi da altri investimenti corposi, cosa che ha reso Siri una piattaforma incompleta ed instabile. A questo poi aggiungete le diatribe interne legate a cosa avrebbe dovuto fare effettivamente l'assistente vocale, una discussione che sembrava destinata a paralizzare lo sviluppo del nuovo assistente vocale.

A risolvere temporaneamente la situazione – racconta un ex dipendente di Apple – fu il solito Steve Jobs, che nel 2011 decise di portare Siri su iPhone 4s. La mossa di Steve permise all'assistente vocale di ottenere un successo fino ad allora insperato ma mise la società di Cupertino in una posizione alquanto scomoda. Jobs infatti morì il giorno dopo la famosa presentazione, lasciando quindi Apple senza una visione a lungo termine per Siri.

A testimoniare ulteriormente quanto la Mela fosse inpreparata ad affrontare il fenomeno ci sono poi altri dettagli che trovate nell'approfondimento di The Information. Pensate, per esempio, che inizialmente il codice di Siri si basava su 5 soli server. Non perché non gliene servissero di più ma perché fu semplificato tantissimo, passando così dai 500 server richiesti inizialmente ai 5 che gli vennero assegnati in seguito. Persino l'integrazione con le app di terze parti venne messe da parte durante i suoi primi anni di vita per poi essere ripresa più avanti. Il risultato? A quel punto il codice era così poco flessibile da rendere l'operazione parecchio complicata.

Tutte queste decisioni ovviamente hanno avuto un'unica grande conseguenza: nonostante Siri sia stato il primo vero assistente vocale, non è riuscito ad elevarsi al di sopra degli altri. Le mancanze e le incertezze di Apple hanno quindi aperto la strada alla concorrenza, lasciando spazio prima a Google e poi ad Amazon. Probabilmente, se Steve Jobs avesse avuto il tempo di pianificare lo sviluppo e l'evoluzione di Siri, le cose sarebbero andate un po' diversamente.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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