fbpx
google smart working coronavirus america

L’appello in Nord America: lavorate da casa


Con la notizia di nuovi casi di diagnosi di casi di Coronavirus negli Stati Uniti, Google ha proposto a tutti i dipendenti nordamericani di lavorare da casa, se possibile. Si raccomanda di adottare lo smart working fino al 10 aprile. Numerose grandi aziende tecnologiche avevano già istituito politiche simili nel nord-ovest dell’America, dopo la diffusione di un focolaio a Washington. già in questa occasione, Google aveva fornito una linea guida simile ai dipendenti della Bay Area. Ma adesso il blocco si è esteso oltre.

In America si propende per lo smart working?

L’annuncio di Google a tutti i suoi dipendenti del Nord degli Stati Uniti di lavorare da casa, ha l’obiettivo di combattere la diffusione del Coronavirus. Attualmente è il più grande caso di raccomandazione di smart working in America ad oggi.

Google specifica, inoltre, che gli uffici rimarranno aperti per i dipendenti che ne hanno necessità. Per evitare maggiori possibilità di contagio, si ridurrà il numero delle persone negli uffici. Questo dovrebbe aiutare, oltre la riduzione del contagio, anche che i presidi sanitari locali possano salire di prezzo. Meno persone malate significa, giustamente, meno bisogno di cure.

Inoltre, Google ha dichiarato che istituirà un fondo Covid-19 per il pagamento di congedi di malattia e salari per addetti alle pulizie, addetti alla caffetteria e altri fornitori di terze parti che potrebbero avere di conseguenza un orario ridotto. Il fondo servirà anche per il personale e i fornitori messi in congedo per malattia, se presentano potenziali sintomi o sono messi in quarantena.

smart working coronavirus americaNo alle mascherine

All’incirca allo stesso tempo, la società ha anche vietato la pubblicità per le maschere mediche.

Contribuire al distanziamento sociale, quando possibile, aiuta la comunità a limitare la diffusione del virus e, soprattutto, contribuirà a compensare i critici carichi di picco per i sistemi sanitari, preservandoli anche per le persone bisognose”, ha dichiarato ieri il ceo di Google, Sundar Pichai.


Elisa Erriu

author-publish-post-icon
"Lo scrivere" è il suo mestiere. Ma oltre alla coltre delle sue varie esperienze giornalistiche e dei suoi Master, c'è un mondo fatto di fantasy, anime, film, videogame, musica, Ichnusa, My Little Pony e oggettistica del Re Leone (l'originale!). Attenzione: se pronunciate per tre volte il suo nome giapponese, apparirà alle vostre spalle.
                   










 
Sì, iscrivimi alla newsletter!
close-link