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Stalkerware, l’Italia al secondo posto in Europa per numero di vittime

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre), Kaspersky ha parlato di una pericolosa minaccia

In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ieri si è tenuta in Senato la conferenza stampa Violenza Informatica di Genere: regolare lo Stalkerware e proteggere le vittime, organizzata su iniziativa del Sen. Tommaso Nannicini. Scopriamo i dettagli.

Gli stalkerware, una pericolosa minaccia

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Credit: Coalition Against Stalkerware

Gli stalkerware sono dei software disponibili in commercio che vengono installati sui dispositivi di un utente senza il suo consenso. Questi software sono in grado di fornire l’accesso a tutta una serie di dati personali, come la posizione del dispositivo, la cronologia del browser, i messaggi di testo o le chat dei social media. Sono quindi una forma di cyberviolenza pericolosa in quanto, spesso, vengono utilizzati per spiare il partner nelle relazioni in cui avvengono abusi.

Oltre al Sen. Nannicini e alla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, alla conferenza stampa hanno partecipato:

  • Cinzia Leona, Senatrice M5S;
  • Federica Zanella, Deputata Lega;
  • Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, Presidente Telefono Rosa;
  • Elisa Ercoli, Presidente Differenza Donna;
  • Palma Ricci, Regione Veneto;
  • Amedeo D’Arcangelo, Enterprise project Coordinator Kaspersky;
  • Luisa Rizzitelli, Giornalista ed esperta di politiche di genere.

Per l’occaisone, Kaspersky ha presentato il report Digital Stalking in Relationships. Si tratta di un sondaggio globale che coinvolge più di 21.000 persone in 21 paesi, inclusa l’Italia, con l’obiettivo di indagare sul loro atteggiamento in merito a privacy e stalking digitale nelle relazioni intime.

La ricerca di Kaspersky

Dall’indagine è emerso che il 6% degli italiani ha ammesso di aver installato uno stalkerware sul dispositivo del proprio partner. L’8% ha invece sfruttato funzionalità di smart home per monitorare il partner senza il suo consenso. Il 74% degli italiani non è d’accordo con l’idea di installare un software di monitoraggio per spiare il partner.

Tuttavia è presente un allarmante 26% che sostiene che, in alcune circostanze, lo ritiene normale ed accettabile. Secondo i nostri connazionali, le situazioni che potrebbero giustificare questo comportamento sono il sospetto di infedeltà da parte del partner (70%), possibili coinvolgimenti del partner in attività criminali (59%) e motivi legati alla sicurezza del partner (52%).

In cima alla classifica dei Paesi che ritengono il monitoraggio segreto una pratica accettabile troviamo la regione dell’Asia-Pacifico (24%). Questa pratica, invece, risulta meno in voga in Europa (10%) e in America (8%).

Oltretutto l’indagine riporta che l’8% degli italiani è stato obbligato dal proprio partner ad installare un’applicazione di monitoraggio. Purtroppo, il 27% di quelli che hanno risposto positivamente a questa domanda hanno anche già subito abusi da parte del partner.

L’indagine si è poi spostata sulla reazione degli utenti. Come reagirebbero gli italiani se scoprissero un’applicazione di monitoraggio sul loro dispositivo? L’85% si confronterebbe con il partner mentre solo il 14% chiamerebbe una linea di assistenza.

Questi dati mettono in evidenzia l’impegno necessario per formare, educare e assistere le persone in merito ai rischi degli stalkerware. Confrontarsi con il proprio partner, infatti, spesso può essere davvero un grave errore.

Come comportarsi?

Secondo i dati di Kaspersky, Russia, Brasile e Stati Uniti d’America (USA) rimangono i tre paesi più colpiti in tutto il mondo fino ad ora. Allo stesso modo, in Europa il quadro non è cambiato: Germania, Italia, Regno Unito e Francia sono rispettivamente i primi quattro paesi più colpiti.

Per gli utenti che sospettano di essere vittima di stalkerware, Kaspersky raccomanda di:

  • Non affrettarsi a rimuovere gli stalkerware trovati sul dispositivo poiché l’abusatore potrebbe notarlo e intensificare i suoi comportamenti abusivi. È molto importante tenere conto del fatto che l’aggressore può essere un potenziale rischio per la sicurezza.
  • Contattare le autorità locali e le organizzazioni che si occupano di supportare le vittime di violenza domestica – per assistenza e pianificazione della sicurezza. Una lista di organizzazioni rilevanti in diversi paesi può essere trovata su questo sito.
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Veronica Ronnie Lorenzini

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