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Symantec: emergono dati preoccupanti sulla sicurezza online

Il mondo del web può in apparenza sembrare protetto, ma siamo davvero certi di navigare in acque sicure? A insinuare il dubbio sono i dati pubblicati quest'oggi da Symantec e provenienti dall'ultimo Norton Cyber Security Insights Report. 

Secondo quest'ultimo infatti, gli hacker riescono a sottrarre ben 146.3 miliardi di Euro (172 miliardi di dollari) a 978 milioni di consumatori di 20 paesi. L'anno passato ha inoltre visto circa 98.2 milioni di utenti cadere vittime di crimini informatici in Europa e, di questi, 16 milioni solo in Italia.

L'identikit delle vittime di questo genere di crimini è simile a livello globale: persone che usano la rete con regolarità, si connettono con più dispositivi sia da casa sia all'esterno, effettuano regolarmente acquisti online via mobile e una su tre tende a sfruttare un dispositivo smart per lo streaming. Normalmente, inoltre, i crimini informatici tendono a colpire soprattutto coloro che non possiedono nozioni base sulla sicurezza in rete e quindi tendono a sfruttare la stessa password per più siti (47%), o ne utilizzano diverse ma salvate su un file nel proprio dispositivo (22%) o, infine, sono convinti di poter essere in grado di proteggere dati e informazioni e non si sentono a rischio.

L'incubo informatico delle vittime inizia quando un hacker riesce ad impadronirsi di preziosi file digitali. Secondo il sondaggio di Symantec, a questo drammatico evento segue infatti una richiesta di riscatto che, solitamente, risulta estremamente salata. Le vittime di questo genere di ramsonware affermano di non essere riuscite a recuperare i propri dati anche dopo aver effettuato il pagamento, e di aver soltanto perso diverse ore ad occuparsi delle conseguenze del ricatto informatico.

Il 69% degli italiani nello scorso anno ha avuto a che fare con crimini informatici di diversi tipi, tra cui dispositivi infettati da virus o altre minacce alla sicurezza (55%), email fasulle a cui che chiedevano dati personali o finanziari (40%), raggiri mediante acquisti online (35%), e finti supporti tecnici o intrusioni nel wi-fi di casa.

Davanti ad atti di questo genere sorge spontaneo chiedersi: come trattare i criminali di questo tipo? Secondo il sondaggio pubblicato da Symantec, il 79% degli utenti italiani è fermamente convinto che questi crimini possano essere considerati come veri e propri atti criminali. Quando posti davanti a situazioni particolari però, una parte degli intervistati ha tentennato, affermando che alcune tipologie di crimini informatici potrebbero essere più accettabili rispetto ai corrispettivi atti nella realtà. Le vittime del mondo online risultano inoltre essere più propense a pensare che non ci sia niente di sbagliato nell’invadere la privacy altrui o nell’accedere a informazioni sensibili senza chiedere permesso.

Negli anni i diversi casi di violazione di dati, ransomware e altri crimini informatici hanno  anche portato gli italiani ad avere una fiducia minore nella capacità del Governo di detenere dati e informazioni personali, ma non solo: il 36% degli intervistati ha meno fiducia anche nelle piattaforme social e il 48% nelle aziende di credit reporting, propense a raccogliere informazioni senza aver prima ottenuto il consenso degli utenti.

Voi cosa ne pensate? Vi sentite sicuri nel vostro mondo online?

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Maria Elena Sirio

Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.
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