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La tecnologia attuale può salvarci da un possibile impatto con un meteorite?

Analizziamo i metodi proposti per la salvaguardia del nostro pianeta in caso di caduta di oggetti dallo spazio

Vi siete mai chiesti come potremmo reagire se qualcosa, o qualcuno, potesse minacciare la nostra esistenza sulla terra? La nostra attuale tecnologia potrebbe aiutarci? Ci siamo posti anche noi queste domande e, in occasione dell’anniversario della caduta del primo meteorite accuratamente documentato, vi proponiamo questo piccolo elenco dei metodi possibili per scongiurare un’apocalisse. Buona lettura!

Meteore, meteoriti o meteoroidi? Facciamo chiarezza: 

Prima di elencare le varie modalità di “salvaguardia” planetaria, cerchiamo di chiarire velocemente la differenza tra i possibili corpi celesti impattanti con la nostra atmosfera.

Ogni giorno, il nostro pianeta viene costantemente colpito da piccoli frammenti e residui della formazione del sistema solare. Questi piccoli corpi vengono definiti meteoroidi. Quest’ultimi hanno dimensioni così piccole, da non essere una grave minaccia per il nostro ecosistema. Quotidianamente entrano nell’atmosfera ma, grazie all’attrito con l’aria, vengono “dissolti” prima di impattare con il suolo.

Ben più affascinanti sono i meteoriti, grandi corpi vaganti nello spazio potenzialmente dannosi per il nostro pianeta. Possono avere varie dimensioni e, molto spesso, sono dotati di un altro piccolo asteroide orbitante. Come la Terra, possono essere dotati di una loro piccolissima Luna. Questi tipi di “pianeti” sono costantemente osservati dai nostri scienziati e, finché non si avvicinano pericolosamente alla nostra attrazione gravitazionale, non sono un grave pericolo.

Il problema sorge quando uno di questi corpi, meteorite, entra in contatto con l’attrazione gravitazionale del nostro pianeta e impatta nella nostra atmosfera. L’intenso calore provocato dall’attrito con l’ “aria” fa incendiare il meteorite. Ecco allora che possiamo parlare della nota meteora: Un corpo “estraneo” in collisione con la nostra atmosfera e diretto al suolo.

Sono fenomeni rari?

Potrà sembrare una scena apocalittica, ma non raramente molte meteore entrano in contatto con la nostra atmosfera disintegrandosi prima di raggiungere il suolo. Proprio il 23 maggio 2019, un meteorite è entrato nell’atmosfera terreste ed ha illuminato il cielo australiano senza causare danni. Purtroppo, non tutte le meteore si disintegrano prima di toccare il suolo terreste. Come sappiamo tutti, una delle più probabili ipotesi sulla più grande estinzione di massa vede come causa la caduta di un enorme meteora. A quest’ultimo attribuiamo la causa dell’estinzione dei dinosauri.

Grazie al cielo abbiamo un arma in più rispetto ai dinosauri: la tecnologia! Nel corso dei millenni abbiamo alzato gli occhi al cielo e siamo in grado di attivare un sistema per difendere il nostro pianeta.

Come può al tecnologia salvarci da un meteorite? 

Prima di passare alla difesa, dobbiamo conoscere il nostro nemico. Un’attenta osservazione del cosmo da parte degli scienziati permette di scongiurare “falsi impatti” e di concentrarsi su quelli più probabili. Inoltre, studiare la composizione del probabile corpo impattante aiuta a immaginare la sua probabilità di distruggersi all’impatto con l’atmosfera. Gli scienziati di tutte le agenzie spaziali mondiali, sono costantemente impegnate ad un monitoraggio di questi corpi celesti. Scopriamo come la tecnologia potrà salvarci dal possibile impatto di un meteorite e vediamo quali strategie hanno immaginato per la nostra difesa planetaria:

1- Interferenza a distanza

Una delle ipotesi più plausibili, è quella di interferire attraverso l’attrazione gravitazionale, l’orbita dell’asteroide. Deviando la sua rotta dalla terra ad un punto non pericoloso, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Ad oggi, questo sistema è pronto all’uso nel caso di una imminente minaccia.

Una sonda, sufficientemente grande da generare attorno a se un campo gravitazionale, passerà vicino al meteorite modificandone la rotta e spingendolo lontano dalla gravità terrestre. Questo metodo potrebbe, inoltre, diventare utile anche per lo studio del corpo stesso. Una volta allontanato dall’orbita terreste, una sonda potrebbe scendere sul suolo dell’asteroide e studiarne la composizione. Ricordiamo la recente missione dell’ESA, Rosetta, che è scesa su un meteorite per studiarne la conformazione.

2- Impatto controllato

Un’altra ipotesi vede come soluzione un’impatto controllato contro l’asteroide. Lanciando a una velocità di impatto pari a circa 11 km/s una sonda, quest’ultima potrebbe causare una variazione nella traiettoria dell’asteroide stesso. Questa variazione è dovuta al trasferimento di energia cinetica dell’impatto.

Anche questo metodo è già stato sviluppato, e il 2021 sarà inaugurato con il lancio della missione DART da parte della NASA.

3- Esplosione controllata

Simile all’impatto controllato, l’esplosione controllata si propone come terzo metodo. Il principio fisico è il medesimo: deviare la traiettoria attraverso il trasferimento dell’energia cinetica. Ma, oltre all’impatto di una sonda, questo metodo permette di sfruttare la spinta data dall’esplosione di ordigni. Però, visto la grandezza dell’asteroide, l’esplosione non solo allontanerebbe il corpo, ma lo distruggerebbe in piccoli altri asteroidi. In questo modo, l’impatto con l’atmosfera terminerà il lavoro iniziato. La NASA ha deciso di non concentrarsi su questo metodo e sviluppare le metodologie precedenti.

Noi, comuni cittadini del mondo, cosa possiamo fare? 

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Anche la comunicazione è importante in possibili tragedie come queste. Dato il recente e incredibile sviluppo dei mezzi di comunicazione, la notizia non tarderebbe ad arrivare ad ogni abitante del globo. Questa immediata diffusione dalla notizia, permetterebbe a molte persone di avvantaggiarsi e di mettersi in sicurezza il prima possibile. Inoltre, i nostri attuali mezzi tecnologici ci permetterebbero di coltivare delle piantagioni in serre artificiali e di ricavare acqua potabile anche da falde acquifere inquinate. L’impatto al suolo causerebbe l’innalzamento della temperatura terreste, un drastico cambiamento climatico dovuto all’oscurazione del sole causato dalla nube di polvere gettata nell’atmosfera. Nonostante questa visione purtroppo apocalittica, la nostra attuale tecnologia potrebbe aiutarci a sopravvivere in un mondo ostile.

Ancora, grazie al cielo, non ci sono minacce imminenti per il nostro pianeta, ma quando sentirete parlare di una possibile collisione, sappiate che la nostra Terra è pronta ad affrontare questo tipo di minaccia. Nella speranza che questi metodi siano usati il meno possibile vi invitiamo a riflettere su come la nostra vita è stata migliorata dai progressi della tecnica, e come la nostra tecnologia potrà salvarci nel caso della caduta di un meteorite.

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Michele Caliani

Innamorato del mondo e affascinato dalle cose impossibili. Convivo con il mio smartphone e la rete. Nella mia vita suono il pianoforte e nel tempo libero grattugio il violoncello.
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