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Prada, Cartier e altri brand di lusso entrano nel mondo della blockchain

Si garantirà ai consumatori trasparenza e tracciabilità

Il Gruppo Prada, Richemont e LVMH, tre nomi rivali nel settore del lusso europeo, hanno annunciato la nascita di Aura Blockchain Consortium, un progetto basato sulla tecnologia blockchain che consentirà ai consumatori di tracciare la provenienza dei capi acquistati per una maggiore trasparenza.

Aura Blockchain, quando la tecnologia blockchain incontra i brand di lusso

La blockchain è una struttura di dati, nella quale vengono archiviate in modo sicuro informazioni criptate. I dati, una volta immessi all’interno della catena e validati, sono immutabili. Nessuno li può alterare o modificare. I tre colossi hanno sviluppato questa piattaforma, Aura Blockchain, aperta a tutti i marchi di lusso, in cui il consumatore può seguire in modo trasparente tutto il processo produttivo del bene acquistato. Significa quindi ogni fase, dalla sua creazione alla distribuzione.

Ma come funziona nel dettaglio? A ciascun prodotto verrà assegnato un codice digitale univoco, che verrà registrato nel database Aura. Quando i clienti effettueranno un acquisto, saranno loro comunicati i dettagli per l’accesso alla piattaforma che fornirà tutta la cronologia del prodotto. Inclusa la sua origine, i componenti, le informazioni ambientali ed etiche, la prova di autenticità, una garanzia e le istruzioni per trattare al meglio il prodotto.

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Photo Credits: Iuriimotov – FreePik

Bulgari, Cartier, Hublot, Louis Vuitton e Prada stanno già utilizzando il sistema e si dice che ci siano in corso “conversazioni a uno stadio avanzato” con una serie di altri marchi di lusso. Unire in questo modo la tecnologia alla moda è estremamente favorevole sia per il brand che per il consumatore. Quest’ultimo ha la possibilità di conoscere ciò che c’è dietro un prodotto di lusso e assicurarsi che sia sostenibile; i brand, allo stesso tempo, possono accrescere la fiducia dei clienti e creare un legame più solido.

Aura, con sede a Ginevra, è stata sviluppata in collaborazione con Microsoft e ConsenSys, una società di New York che si occupa di creare software basati sulla blockchain. “Aura Blockchain Consortium rappresenta una cooperazione senza precedenti nel settore del lusso.” afferma Cyrille Vigneron, amministratore delegato di Cartier, aggiungendo di aver invitato “tutto il settore” a unirsi al progetto.

Foodchain, la tracciabilità del Made in Italy

Sempre più aziende decidono di utilizzare la tecnologia blockchain per dare ai consumatori la possibilità di tracciare tutto il processo produttivo dietro un prodotto. Un esempio è Foodchain, che utilizza questa tecnologia soprattutto per tracciare prodotti alimentari – ma non solo – dall’origine fino al consumatore finale. Scannerizzando un QR Code presente sulla confezione del prodotto, il cliente può avere più informazioni su ogni fase della filiera, dalla produzione alla logistica e la distribuzione.

Tra i progetti di Foodchain troviamo la prima filiera del caffè tracciata in blockchain, in collaborazione con la Torrefazione San Domenico. Il consumatore può tracciare ogni chicco di caffè, dalla sua origine all’arrivo sulla tavola. Ma non solo agroalimentare, come dimostra lo spin-off TextileChain: un progetto fondato dalla società Foodchain Spa, che utilizza la blockchain Quadrans, e che permette ai consumatori finali di accedere alla storia completa dei capi in tutte le fasi di lavorazione e produzione fino alla logistica e alla distribuzione. Tra i primi ad utilizzare il servizio, la fashion designer Stefania Ceccarani per la sua linea Goupille By Stefania Ceccarani.

tecnologia blockchain - textilechain
Source
The New York Times

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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