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La tecnologia in Europa: verso i 100 miliardi di dollari investiti

Pubblicato lo State of European Tech 2021

Come sta la tecnologia in Europa?

Al di là di startup, invenzioni, evoluzioni (e rischi) dell’intelligenza artificiale, qual è l’andamento complessivo?

Ce lo dice lo State of European Tech 2021, report annuale appena pubblicato. Il rapporto è un’analisi dei dati dell’industria tecnologica europea che comprende 45 paesi. Ed è promosso da Atomico in collaborazione con Slush, la più grande community di startup al mondo, con il supporto di Orrick, uno dei principali studi legali di tecnologia con presenza globale, di Silicon Valley Bank e della società di gestione degli investimenti Baillie Gifford.

Vediamo i principali dati emersi dal report.

La tecnologia in Europa: verso i 100 miliardi di dollari investiti

Due i principali dati che emergono dallo State of European Tech 2021.

Il primo ci dice che nella tecnologia l’Europa si appresta a raggiungere i 100 miliardi di dollari investiti nel solo anno in corso. E i livelli di investimento “early-stage” sono per la prima volta al passo con quelli degli Stati Uniti.

Il secondo riguarda l’Italia, che quasi raddoppia la capitalizzazione del mercato tecnologico, da 14,5 a 26,6 miliardi di dollari. Salendo così al decimo posto in Europa.

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Le cinque tendenze chiave

Il report che indica lo stato della tecnologia in Europa nel 2021 segnala cinque tendenze chiave. Vediamole una per una.

L’Europa come attore tecnologico globale

Come abbiamo detto, la tecnologia in Europa sta per superare il traguardo dei 100 miliardi di dollari di capitale investito in un solo anno, quasi 3 volte il livello raggiunto nel 2020. (Fonte: Dealroom).

Il numero totale di aziende tecnologiche che hanno scalato fino a 1 miliardo di dollari in Europa è salito da 223 dell’anno scorso a 321 di quest’anno. (Fonti: Dealroom, Atomico).

Le startup “early stage” in Europa rappresentano il 33% di tutto il capitale investito a livello globale. Questo rende l’Europa la seconda regione per investimenti, con un totale di 3,8 miliardi di dollari contro i 4,1 degli USA. (Fonte: Dealroom)

Risultati superiori alle proiezioni

I risultati stanno superando le proiezioni sia nel mercato azionario che in quello privato. Negli ultimi 12 mesi, l’Europa ha visto aumentare di oltre 750 miliardi di dollari il valore del mercato tecnologico azionario e attualmente si trova sopra i 2 trilioni di dollari.

L’Italia ha toccato i 26,6 miliardi (contro i 14,5 del 2020) ed è entrata nei i primi 10 paesi per capitalizzazione del mercato tecnologico.(Fonte: CapIQ).

Ci sono attualmente 26 aziende tech europee con lo status di decacorno  (valore oltre i 10 miliardi di dollari) rispetto alle 12 del 2020. Adyen è ora sulla buona strada per essere la prima azienda tecnologica europea fondata dopo il 2000 a raggiungere i 100 miliardi di dollari, con una valutazione che raggiunge un massimo di 99 miliardi di dollari  al novembre 2021. (Fonte: Dealroom).

Le startup “Planet Positive” guadagnano terreno

Negli ultimi cinque anni sono stati investiti oltre 31 miliardi di dollari in aziende tecnologiche “purpose-driven” in Europa, che rappresentano il 15% di tutti i finanziamenti e registrano un aumento anno su anno del 57%. Le aziende “purpose-driven” indicano quelle realtà che costruiscono un futuro sostenibile per tutti affrontando uno o più SDGs. (Fonte: Dealroom).

Gli investimenti Planet Positive (cioè di aziende che lavorano per fare un uso sostenibile delle risorse del pianeta) hanno ottenuto l’11% dei finanziamenti totali nel 2021, con le startup tecnologiche Clean Energy e Climate che hanno preso il 24% ciascuna di tutto il capitale investito in aziende tecnologiche “purpose-driven” nel 2017-2021. (Fonte: Dealroom)

L’accesso ai finanziamenti e ai talenti: due sfide chiave

Per quanto riguarda i finanziamenti, il Portogallo si distingue con il 54% degli intervistati che vedono i finanziamenti come una sfida particolare per la tecnologia europea nei prossimi 12 mesi.

Il 20% degli italiani e il 29% degli intervistati spagnoli hanno anche detto che la raccolta di fondi è ancora una sfida. (Fonte: State of European tech survey 2021).

L’Italia ha la più alta quota di fondatori “migranti”. Il 64% dei fondatori intervistati hanno lavorato per compagnie dal valore di più di 1 miliardo di dollari fuori dall’Italia, mentre Svezia e Germania hanno la quota più bassa. (Fonte: Dealroom)

La diversità di genere nella tecnologia

Le donne e le minoranze etniche hanno tuttora molte più difficoltà a raccogliere capitali rispetto agli uomini e alle persone bianche. (Fonte: State of European Tech survey 2021).

Nonostante le dimostrazioni che i team misti e diversificati hanno prestazioni migliori, questi hanno ottenuto solo il 9% del capitale raccolto nel 2021. (fonte: Dealroom)

Basato sull’analisi di Extend Ventures su un campione di 4.684 aziende tech con sede in Europa che hanno raccolto più di 2 milioni di dollari di finanziamento totale dal 1 gennaio 2020, solo lo 0,7% del capitale totale è stato raccolto da fondatori donne nere; 1,1% da fondatori uomini neri; 22,7% da donne bianche (Fonte: Extend Ventures).

Mentre la diversità di genere nei team di fondatori rimane scarsa in tutta Europa, ci sono alcune variazioni tra i paesi. Il Portogallo ha il più basso tasso di team di soli uomini che ricevono finanziamenti (75%), mentre l’Irlanda ha il più alto tasso di team fondatori interamente femminili (10%). (Fonte: Dealroom).

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Le dichiarazioni di Atomico

Tom Wehemeier, partner di Atomico e coautore del rapporto, ha detto: “L’Europa sta vivendo una rivoluzione tecnologica con profondi effetti sulle economie, sulla società e sull’ambiente, guidata da due tendenze irreversibili.

Una, che non è relativa soltanto all’Europa, è la marcia inarrestabile della tecnologia. L’altra è quella che noi chiamiamo il volano tecnologico europeo – un insieme di fondamenta incredibilmente forti che includono una profonda pipeline di talenti, team fondatori eccezionalmente forti e un pool sano di investitori a tutti i livelli – che fa emergere gli unicorni e crea valore con frequenza e grandezza sempre maggiori.

Queste due tendenze aiutano l’ecosistema tecnologico europeo a prosperare, anche nel caso in cui le macro condizioni dovessero cambiare”.

Sarah Guemouri, Senior  Associate di Atomico e coautrice del rapporto, ha aggiunto: “Il mercato, inoltre, sta diventando più liquido, con la convergenza di diversi tipi di investitori e crescente appetito da parte dei mercati pubblici.

Anche in uno scenario conservativo, ci aspettiamo, come minimo, che la tecnologia europea raddoppierà nel prossimo decennio e  aumenterà di valore per trilioni di dollari”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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