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Si torna a casa con la recensione del primo capitolo di Tell Me Why

Il gioco è stato realizzato dai creatori di Life is Strange

Oggi 27 agosto debutta il primo capitolo di Tell Me Why, la nuova avventura narrativa a episodi sviluppata da Dontnod Entertainment e pubblicata da Xbox Games Studios: questa è la nostra recensione di Ritorno a Casa. Per avventura narrativa si intende semplicemente un punta e clicca, ovvero una classe di giochi in cui si controlla un personaggio mostrato in terza persona nello scenario del gioco, utilizzando il mouse o il joystick.

Saranno riusciti i creatori di Life is Strange a convincerci con questo primo capitolo? Scopriamolo insieme in questa recensione su PC.

Tell me Why recensione, conosciamo Tyler e Alyson

I protagonisti di questa nuova avventura sono i gemelli Tyler e Alyson Ronan, i quali si riuniscono per la prima volta dopo dieci anni dalla tragica morte della madre. I due tornano nella loro casa d’infanzia nell’Alaska rurale con lo scopo di venderla e andare avanti con le loro vite.

Tornati a casa però si renderanno conto che il passato che i due hanno condiviso non è come lo ricordano. Numerosi segreti si nascondono tra le mura di casa e nelle loro vite, i gemelli Ronan dovranno fare luce su questi misteri e scoprire una volta per tutte la verità.

Premessa: escludendo The Sims 4, non ho mai giocato a nessun altro videogioco per PC quindi ho impiegato qualche minuto in più per abituarmi a questa nuova modalità di gioco. Il trailer di Tell me Why però mi ha incuriosita così tanto che non potevo farmi  scappare questa occasione.

Dopo aver sistemato alcune impostazioni di gioco e la lingua dell’audio, veniamo catapultati all’interno del gioco. Fin da subito si respira la tipica atmosfera a cui Dontnod ci ha abituati e mi sono sentita subito a casa. Dopo un lieve sospiro di sollievo e gli occhi incantati a guardare lo schermo del PC, la mia avventura ha avuto inizio.

Non mi soffermo a parlare della trama nello specifico, in quanto non vorrei assolutamente spoilerare qualcosa. Lo sappiamo, gli spoiler non sono belli e fanno male alla salute.

Ciò che posso accennarvi al riguardo è il fatto che, ancora una volta, Dontnod ci offre una trama ricca di dettagli, colpi di scena e punti di domanda davvero fastidiosi – dico così perché vorrei scoprire subito la verità ma, come ogni cosa su questo pianeta, devo attendere.

In Tell me Why viene affrontato un tema particolare e spesso ancora considerato un tabù: la transessualità. I produttori di Dontnot hanno spiegato da dove hanno preso questa idea, se siete curiosi di sapere cosa hanno detto cliccate qui.

Il personaggio di Tyler, infatti, prima di intraprendere il suo percorso e diventare l’uomo che vediamo nel titolo, era semplicemente Ollie.

Una dolce bambina che fin da subito si è sentita diversa, fuori luogo. Questo ha causato al nostro personaggio alcuni problemi con la figura materna ma, in qualche modo, ha rafforzato il legame con sua sorella Alyson. Nel corso dell’episodio conosciamo un po’ di più questo aspetto e come si è sentito Tyler durante questo importante percorso di vita.

Il potere dei ricordi e le scelte

Tell-me-Why-ricordi-Tech-PrincessIn Life is Strange avevamo la possibilità di tornare indietro nel tempo, nel secondo capitolo invece il piccolo Daniel aveva uno strano potere telecinetico. Ovviamente anche in questo nuovo videogioco non poteva mancare l’aspetto soprannaturale, caratteristico dei lavori di Dontnod.

I due gemelli utilizzano questo strano legame soprannaturale che hanno fin da quando sono piccoli. In poche parole riescono a comunicare mentalmente l’uno con l’altra e mentre visitano alcuni luoghi suggestivi della loro infanzia, entrambi hanno visioni e ricordi.

Ovviamente questi ricordi sono differenti, Alyson ricorderà un particolare mentre Tyler ne ricorderà un altro. Questo metodo però permette ai gemelli di unire i pezzi del puzzle e fare chiarezza su determinate situazioni che hanno vissuto e che, all’epoca, non hanno compreso a fondo.

Un altro elemento fondamentale del gioco riguarda le scelte. Queste decisioni difficili, che ci mettono sempre con le spalle al muro. Ricordate che ogni scelta che farete all’interno del gioco, influenzerà negativamente o positivamente la relazione tra i gemelli e avrà un impatto più o meno forte sugli eventi del gioco.

Anche la decisione più banale risulta importante per lo sviluppo del gioco. Quindi fate attenzione e prendetevi tutto il tempo che volete.

La durata del gioco come sempre è di circa due ore e mezza. La mia esperienza di gioco probabilmente però è durata anche di più perché adoro esplorare con calma e prendermi il tempo necessario per decidere quale risposta dare (di solito impiego dai 2 minuti alle 2 ore, niente di che insomma).

Una cosa che ho davvero apprezzato sono le ambientazioni. La casa dei gemelli, le stanze e l’ambiente circostante sono grandi il giusto per permetterci di esplorare a fondo, trovare documenti, foto e indizi utili per comprendere al meglio com’era la loro vita dieci anni prima.

Inoltre sono disponibili dei collezionabili, che troverete esplorando a fondo questo ambiente. Ovviamente non vi dico quanti sono o quali sono, dovete cavarvela da soli. Confido nella vostra bravura, miei cari amici.

Life is Strange 2 - PlayStation 4
  • Una narrazione pluripremiata
  • Daniel impara sempre dalle azioni di Sean: ciò che gli insegni avrà delle conseguenze a lungo termine
  • Una grafica eccezionale e delle texture dipinte a mano

Tell me Why recensione: ambientazioni e musica suggestive

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Quindi, qual è il punto focale di questa recensione di Tell me Why? Analizziamolo insieme.

Ciò che ho sempre apprezzato di Dontnod è la capacità di trasportare il giocatore all’interno del gioco attraverso musica e ambientazioni. Come già sapete Life is Strange è stato il primo amore per me, quindi avevo un po’ il timore di non provare la stessa ebrezza con questo gioco… E avevo ragione.

In fin dei conti, non si può provare la stessa emozione: sono due giochi differenti. Tell me Why riesce a trasmettere emozioni intense ma soprattutto diverse. Anche qui ci sono ambientazioni suggestive, i paesaggi dell’Alaska sono stati realizzati molto bene e sembra quasi di poterli toccare con mano.

La musica gioca un ruolo fondamentale, nonostante sia meno presente rispetto al solito. È un po’ come se ci prendesse per mano, delicatamente, e ci invitasse a esplorare l’ambiente e conoscere meglio i personaggi. Dontnod è sempre stato bravo da questo punto di vista e anche in questo titolo, non delude affatto.

Non sappiamo ancora molto di loro, sia Tyler che Alyson sono ancora abbastanza misteriosi ma il primo impatto che offrono al pubblico, la prima impressione, mi è piaciuta davvero molto. Questi personaggi hanno molto da raccontare e sono sicura che nei prossimi episodi scopriremo molto riguardo le loro personalità.

Ciò che è certo è che, dal punto di vista grafico, la caratterizzazione dei personaggi è migliorata parecchio. Se proprio vogliamo fare un paragone con il primo capitolo di Life is Strange, possiamo affermare che il team si sia impegnato molto per offrire al pubblico dei personaggi molto realistici.

Inoltre l’audio segue molto bene il movimento delle labbra e le espressioni del viso sono state modificate.

Anche dal punto di vista delle ambientazioni il team ha fatto passi da gigante. Quelle presentate nei primi due capitoli di Life is Strange erano meravigliose, con Tell me Why si sono superati. Io purtroppo ho dovuto fare i conti con numerosi bug grafici ma non preoccupatevi, in vista dell’uscita il team di Dontnod ha confermato che li avrebbe sistemati tutti.

Ultimo ma non meno importante, l’aspetto artistico. Nei titoli precedenti abbiamo sempre avuto questo lato artistico, sempre vivo e presente. Max scattava fotografie, erano il suo modo per comunicare emozioni mentre Sean disegnava sul suo notebook, dal quale non si divideva mai.

Qui notiamo come i gemelli, da piccoli, amassero creare e scrivere storie, viverle in prima persona come piccoli goblin. Ovviamente combinavano numerosi guai, come potete immaginare.

Tell me Why recensione: sì o no?

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Tell me Why si presenta come un ottimo prodotto dalle sfumature thriller, con l’intento di trasportare il pubblico all’interno di una storia misteriosa e piena di domande a cui, con il tempo, darà le adeguate risposte. Il tocco di Dontnod si nota e sente fin da subito nella musica, nelle ambientazioni, nel modo di parlare dei personaggi.

Raccontare una storia, questo è sempre stato il suo scopo. Permettere al pubblico di viverla in prima persona, con tanto di emozioni vive e dubbi.

Prendere una decisione, magari quella decisione, risulta difficile proprio come se fossimo noi i protagonisti. La grafica risulta ottima, nonostante la presenza di bug che, come ho detto, verranno sistemati in vista dell’uscita mentre il comparto sonoro è ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci ancora più parte del gioco.

I personaggi risultano interessanti e ancora non si sono mostrati a noi come vorremmo. Con il tempo impareremo a conoscerli meglio e capire cosa hanno passato, quali sono i loro segreti, le loro speranze e le loro paure.

Personalmente ero abbastanza incerta di questo titolo, in fin dei conti però lo ero anche con Life is Strange 2. Dontnod con questo primo capitolo mi ha convinta e non vedo l’ora di continuare questa a vivere questa esperienza insieme a Tyler e Alyson.

Tell me Why capitolo uno - Ritorno a Casa

Pro Pros Icon
  • Storia intrigante
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Ambientazioni suggestive
  • Comparto sonoro ottimo
Contro Cons Icon
  • Bug grafici

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

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