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Caro Tom Clancy’s Ghost Recon Breakpoint, lo devo proprio ammettere: un Third Person Shooter, a rischio motion sickness, e non brillantissimo per una beta poco convincente, non è semplice da affrontare. Comunque, è stato interessante capire come Ubisoft veda la differenza tra “beta” a “gioco completo”. E poi diciamolo: imparerete presto a conoscere il mio rapporto di amore/odio con “mamma” Ubisoft!

Ghost Recon Breakpoint recensione

In un apparente paradiso terrestre, l’isola Auroa, l’azienda Skell Tech promuove un ecosistema tecnologico e sociale di sviluppo e armonia. Automazione, intelligenza artificiale, assistenti tecnologicamente avanzati ed energie sostenibili sono il fulcro della pubblicità (per investitori?) di questo “eden”. Laddove c’è sviluppo e investimento, spesso non mancano tecnologie ad uso militare. I droni sono una di quelle innovazioni piuttosto succulente per avanguardie militari (più o meno costituite). Ed è qui che Cole Walker, ex Ghost, entra in scena, determinato e spietato più che mai, con l’obiettivo di sottomettere l’intera isola e prendere la Skell Tech. In una manovra di annientamento della minaccia Walker e dei suoi “Lupi”, viaggiamo a bordo di un elicottero con la nostra squadra, ad attenderci un’aspra sorpresa: un attacco che ci catapulta subito in una bagarre tra droni e contraerea.

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Plauso alla trama, ma non troppo

Senza dubbio uno tra più approfonditi episodi della serie Tom Clancy’s Ghost Recon. Almeno rispetto a Wildlands, c’è il tentativo di approfondire gli aspetti dietro ai personaggi e le motivazioni che li spingono ad agire, oltre ad un contesto di fondo più solido. Sebbene sia improntato sull’azione e sul tps, gli spunti potrebbero essere interessanti e godibili; sempre considerando che si tratta di un Ghost Recon, la gestione della trama e del ritmo narrativo non riesce bene ai ragazzi del team di sviluppo. In particolare, questo fuori tempo tecnico si nota durante missioni secondarie riempitive, sin troppo numerose, che intermezzano in modo eccessivo (e alle volte pedante) la parte narrativa. Certo non si può pretendere una verticalizzazione in questo senso, ma da un tripla A con Ubisoft alle spalle, un po’ di cura in più sarebbe cosa gradita: se lo meritano i giocatori nel 2019!

La grafica? Beh ora quantomeno è più adeguata!

Inevitabilmente la beta peccava in termini di finezze artistiche e rifiniture grafiche. Nella versione completa, complici anche gli oltre 50 GB di download, per fortuna, assistiamo ad un sostanzioso upgrade con una buona rifinitura dei paesaggi in esterna e un dettaglio godibile su oggetti, zone interne, animali e vegetazione. Purtroppo c’è forse troppo omogeneità e, con le numerose missioni ripetitive, il rischio è che tutto risulti un po’ piatto, privo della profondità e della varietà che un open world dovrebbe avere. D’altro canto è anche ovvio aspettarselo visto che questo titolo ne ha tutte le mire, e ci si rende conto che forse osa un po’ troppo rispetto a quanto è in grado di soddisfare in termini di aspettative. 

Il fatto che tutto risulti un pò piatto è anche il risultato di incostanza nel mantenere un grip grafico qualitativo interessante, alcuni scorci sono ben fatti, ma se intermezzati con cut scene di dubbia regia, l’effetto finale risulta piatto, non coinvolgente e di media fattura.

Il framerate su PS4 Pro è più stabile rispetto ad una PS4. L’ Anvil Engine, il motore utilizzato per Breakpoint, ormai è un po’ fiacco e spompato. Sembra che il team provi a trarne il più possibile, ma forse è arrivato il momento di cambiare tecnologia, nei momenti concitati, per quanto non superiore ai 30 fps, ci sono delle incertezze nel framerate, specialmente con più persone online.

La vera novità è l’albero delle skills

In un ampio mercato videoludico, Ubisoft prova ancora una volta a coinvolgere nuove fette di mercato. Breakpoint apre così le porte ad un esplorativo open wolrd, con meccaniche survival (anche se inserite con molta cautela) ed RPG. Diciamo che come al solito è amore/odio: la cara “mamma” Ubisoft spinge al survival e all’open world, che per l’essere un pò caciarone, specialmente in multiplayer, arriva ad un risultato che si prende troppo sul serio e pecca clamorosamente. Le meccaniche di survival sono state inserite cautamente senza snaturare la natura del brand, ma la macchinosità con cui sono sviluppate, dettaglio notato fin dalla beta, è sorprendente, spesso e volentieri ci si chiede se alcune scelte fossero proprio necessarie. Non sono da meno in questo senso i menù, complicati, densi di scritte, macchinosi da gestire e lenti, una delle cose più frustranti in assoluto di questo titolo, specialmente se si pensa che le componenti inserite sfruttano proprio tanti menù.

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Nelle ore di gioco ho avuto la possibilità di verificare come ci siano davvero diverse opzioni di scelta e creazioni di build. Questa parte di GDR è veramente ben fatta, c’è da mettere le mani avanti e capire se con il tempo i risultati siano davvero efficaci, anche e soprattutto nel PvP. Tuttavia le skills sono numerorissime, per quanto poche siano le classi iniziali, la possibilità di declinazione delle abilità per creare ibridi e verticalizzazioni è davvero ampia. Questa è una delle novità che effettivamente sono davvero degne di nota. 

Siamo Ghost e la facciamo Stealth

Altro punto a favore è la tatticità e lo stealth. Specialmente in single player, la strategia da tank del “vado in ira e carico” [semi cit.] non è tra le più efficaci, anzi paradossalmente è la miglior tattica per la frustrazione da morti consecutive. L’esito sarà finire in continue imboscate, svantaggio numerico in campo aperto, e impallinate di piombo da parte di droni davvero particolarmente irritanti. Lo stealth e la tattica sono la chiave per il single player, ci sono numerose scelte sulle manovre possibili, e non sono da meno gli oggetti che corrono in nostro soccorso.

Una chicca? Droni controllabili ed usa e getta, creati e/o raccolti, utilizzabili solo per una operazione, come bombe a mano o mine. L’ambiente spesso ci offre anfratti e fanghiglia sufficiente per salvarci in qualche situazione critica di inseguimento, basta che non decidiate di correre in campo aperto con l’erba bassa!

Il multiplayer che ci aspettiamo

Ecco, in questo caso la cara mamma Ubisoft centra in pieno l’obiettivo! Le dinamiche in single player sono il tallone di achille per il multiplayer, perchè sono le stesse che condannano una partita gestita in modo più sportivo. Ma è indubbio che sicuramente le diverse situazioni alla “Leroy Jenkins” vi garantiranno ore e ore di divertimento. Il multiplayer, per quanto problematico poichè ancora qualche inghippo di server e netcode c’è, è davvero una gran bella caciara, ricorda WildLands sotto molti aspetti ed è innegabilmente targato Ubisoft.

All’ordine del giorno sicuramente ci saranno fughe rocambolesche a causa di compagni di squadra, i quali accidentalmente incontreranno droni avversari, provocando l’ira di sentinelle e avamposti. Giocando su input lag e glitch, potremmo assistere a personaggi incastrati in veicoli, e situazioni con treni, elicotteri e veicoli più grandi, davvero carine!

Si può ovviamente affrontare una partita online molto tecnica, strutturando una operazione di precisione supportati dalla grande varietà di armi e oggetti utilizzabili, e dalle diramazioni delle skills delle classi che sicuramente moltiplicherà le build e le specializzazioni. 

Ma il bello di questo genere firmato Ubisoft… è proprio mandare tutto a gambe all’aria!

Le modalità PvP

L’efficacia di queste sezioni è da stabilire nell’arco dei prossimi 3 mesi. Solo un periodo iniziale un po’ più lungo delle consuete ore di gioco può stabilire di che pasta è fatto il multiplayer in PvP. Le due modalità presenti sono “Eliminazione” e “Sabotaggio”. Di fatto riprendono rispettivamente i classici Deathmatch a squadre e una sorta di Cattura la bandiera. Gli spunti che provano a fornire una differente visione, sono nella modalità “Eliminazione” un progressivo restringimento della mappa in stile battle royal, mentre nella versione “Sabotaggio” anzichè rubare la bandiera, l’obiettivo è piazzare un ordigno esplosivo ed evitare che la squadra avversaria lo disinneschi.

Carine, ma solo il tempo e la forza dei server potrà stabilirne la vita. Entrambe le modalità risultano semplici, un punto di debolezza ma anche di forza, più semplice è la meccanica più è solidale di solito. Se i server saranno in grado di funzionare bene e gli utenti troveranno spunti interessanti, il PvP avrà lunga vita. Da quanto testato fino ad ora, le migliori ore spese in compagnia saranno in modalità multiplayer co-op

Ghost Recon Breakpoint recensione: inutile negarlo c’è tanto da dire

Se fino ad ora mi sono dilungato in diverse dinamiche rilevanti e, convincenti per appassionati, un po’ meno per neofiti, è necessario evidenziare che comunque il titolo è ricco di spunti ed è carico di argomenti. Per quanto fallace, è un tripla A made by Ubisoft, come tale c’è davvero molto di più di quanto emerga al primo impatto.

Il looting fa da padrone, ma la varietà di materiali, armi, e risorse è molto ampia, e da la possibilità di un crafting con molteplici sfaccettature. I bivacchi offrono spunti e animazioni interessanti, approfondendo anche la parte survival, cucinando e mangiando. Non tutte queste azioni o aspetti portano un effettivo vantaggio in termini di caratteristiche. Senza dubbio sono parte integrante di una ricetta fatta per piacere, a tratti mal gestita in agrodolce, ma ricca di ingredienti, che fanno tutti parlare.

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Ghost Recon ….. Glitchpoint!

Coraggio, tutti aspettavate questa parte: Ubisoft, Tom Clancy’s, Multiplayer, TPS, Open World. Lo vedo che state fremendo dalla voglia di scoprire quanti dei meravigliosi glitch e bug sono rimasti dalla versione beta. Beh la cara mamma Ubisoft non delude mai! 

Di tutte le cose che davvero non vanno spoilerate, sicuramente i glitch sono tra quelle. Ma vi preannuncio che nella modalità multiplayer cooperativa, specialmente in presenza di un gruppo di almeno 4 persone, avrete la possibilità di gustarvi molte perle. Suggerisco l’uso di mezzi, di qualunque genere, sono sempre una garanzia. Dalla moto al fuoristrada ogni piccola asperità o deviazione regala incastri e compenetrazioni degni di nota. Non da meno l’elicottero: il volo del personaggio seduto a mezz’aria, all’esterno del mezzo di trasporto, è un’altra perla da incorniciare.

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Si perdona tutto perchè è Ubisoft ed è Ghost Recon? Assolutamente no! Ma grazie a questi ingredienti, il piatto assume un gusto frizzante che altrimenti ricorderebbe a tratti minestra riscaldata. E poi è Ubisoft, metà dei titoli li ho comprati per i bug.

Ghost Recon Breakpoint

Pro Pros Icon
  • Tanti aspetti da considerare
  • Multiplayer coop divertente
  • Sorprendente albero delle skills
  • Tattica e Stealth
Contro Cons Icon
  • Motore vecchio
  • Troppe meccaniche superficiali
  • Glitch e bug

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Alessandro Santucci

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Videogiocatore nato, perito informatico, lettore, nerd, imprenditore digitale.. Mi piace definirmi "Apprendista": un apprendista multidisciplinare, essere apprendisti è uno stile di vita, non si smette mai di imparare.