fbpx
NewsTech

ToothPic: le soluzioni passwordless per uno smartworking sicuro

La startup innovativa ha realizzato una soluzione unica nel suo genere

La startup innovativa made in Torino, ToothPic, fa il punto della situazione sulla questione dello smartworking e dell’home working in occasione del periodo di “back to work” di settembre. La sicurezza informatica è oramai una priorità ed il mondo del lavoro deve fare i conti con una forte crescita degli attacchi informatici.

Crescono gli attacchi informatici: per contrastarli è possibile utilizzare un sistema passwordless

Un recente studio di IBM Security, infatti, ha rilevato un notevole incremento di attacchi informatici alle aziende con un costo molto elevato (oltre 4 milioni di dollari per incidente). Secondo il Rapporto sulla Sicurezza ICT in Italia, nel 2020 sono stati registrati 1871 attacchi gravi di dominio pubblico con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. La situazione è, quindi, molto delicata.

ToothPic ha inventato, progettato, sviluppato e brevettato una tecnologia MFA (Multifactor Authentication) unica nel suo genere. Tale tecnologia consente allo smartphone di diventare una chiave di accesso sicura per l’autenticazione online. In questo modo è possibile beneficiare di un sistema di autenticazione “passwordless” in grado di offrire un’elevata sicurezza.

La soluzione di ToothPic sfrutta la firma nascosta e involontaria che lascia ciascuna fotocamera dello smartphone. In questo modo, il dispositivo può diventare uno strumento di autenticazione univoca. Puntare su soluzioni “passwordless” è la strata giusta per evitare i furti di credenziali d’accesso che rappresentano uno dei sistemi più utilizzati per portare a segno un attacco informatico.

Il commento di ToothPic sui rischi dello smartworking e del furto di credenziali

I fondatori di ToothPic, Enrico Magli, Diego Valsesia, Giulio Coluccia e Tiziano Bianchi, sottolineano: “Purtroppo i numerosi furti di credenziali avvenuti negli ultimi mesi hanno dimostrato quanto i metodi di accesso tradizionali ancora oggi siano troppo vulnerabili, oltre che poco user-friendly, soprattutto per chi lavora in grandi aziende, istituti finanziari e Pubblica Amministrazione”

 

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button